L'insediamento portuale aveva anche un carattere residenziale e manifatturiero.
COMUNICATO STAMPA n. 408/04 G.M. del 08.10.04Porto Romano di Pagliano: Presentati i risultati della campagna di scavo 2004 del III Campo Scuola.
· l’insediamento portuale di Pagliano doveva avere anche un carattere residenziale e manifatturiero;
· nuove acquisizioni sono emerse anche dall’approfondimento dello scavo delle strutture murarie.
Sono stati presentati questa mattina presso l’area archeologica di Pagliano i materiali archeologici e le strutture murarie portati alla luce in occasione del III Campo Scuola al Porto Romano di Pagliano.
I risultati della campagna di scavo 2004
L’area di scavo indagata dalla Scuola di Etruscologia e Archeologia dell’Italia Antica è stata la stessa dell’anno precedente, ovvero il settore settentrionale dell’insediamento portuale di Pagliano da cui sono emersi i seguenti reperti più significativi tra quelli recuperati: dieci monete di bronzo di epoca imperiale, una lucerna di avanzata età imperiale, tredici pesi da telaio in terracotta, due anfore da trasporto per il vino (fine I – inizi II secolo d.C.), una serratura in bronzo, una chiave di bronzo, una fibula bronzea, due castoni per anello in pasta vitrea, un ago di bronzo, uno spillone in osso lavorato.
Questo semplice elenco suggerisce però l’importanza dei risultati conseguiti, ovvero essi indicano che l’insediamento portuale di Pagliano doveva avere anche un carattere residenziale e manifatturiero ampliando così il quadro delle nostre conoscenze degli esperti archeologici.
Acquisizioni nuove giungono anche dall’approfondimento dello scavo delle strutture murarie, portando all’individuazione di una struttura a cielo aperto nel settore occidentale dell’area. Tale ambiente venne chiuso solo in un secondo momento e in coincidenza con l’allungamento di una canaletta di pregevole fattura, finalizzata allo scolo delle acque, rinvenuta durante la campagna di scavo 2003.
Le indagini hanno portato alla luce anche il corridoio di accesso ad altri cinque vani già segnalati da Riccardo Mancini alla fine dell’Ottocento.
La Storia delle ricerche
Dove il fiume Paglia confluiva nel Tevere, in località Pagliano, a pochi chilometri da Orvieto, sono stati rinvenuti i resti di un impianto portuale di epoca romana. Vennero riportati alla luce inizialmente tra il 1889 e il 1890, nel corso di indagini dirette dall’ingegnere e archeologo orvietano Riccardo Mancini. Gli scavi permisero di scoprire circa 70 ambienti, ma solo 28 di essi furono indagati a fondo.
Nelle strutture, gli scavatori vollero riconoscere un edificio termale e solo più tardi, in seguito a nuove ricerche, fu avanzata in maniera convincente l’ipotesi che ci si trovasse di fronte a un porto fluviale.
Dal 2002 gli scavi nell’area sono ripresi e vi si tiene un Campo Scuola organizzato dalla Scuola di Etruscologia e Archeologia dell’Italia Antica, un’istituzione nata per volontà della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto e della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”.
Il Campo Scuola si svolge d’intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, a cui è affidata la direzione dell’intervento, e con il contributo dell’Azienda “Tenuta di Corbara”.
Le campagne di scavo 2002, 2003 e 2004 hanno visto come protagonisti studenti e laureati provenienti da diverse Università italiane e hanno interessato un’area individuata, ma non scavata a fondo dai ricercatori ottocenteschi. Si è cercato inoltre, con successo, di verificare se la zona archeologica si estendesse oltre i limiti noti.
I nuovi scavi stanno restituendo l’immagine di un insediamento assai vivace, al centro di una rete di commerci svolti prevalentemente per via fluviale che coinvolgeva un territorio ampio e ricco, che andava almeno da Arezzo e Chiusi sino a Roma. A Pagliano transitavano con sicurezza prodotti agricoli diretti versi il grande mercato romano e ceramiche di qualità destinate, giunte a Roma, ad inserirsi in reti commerciali a scala mediterranea.
Il Campo Scuola
Il Campo Scuola è una delle attività didattiche e di ricerca scientifica della Scuola di Etruscologia e Archeologia dell’Italia Antica un’istituzione nata per iniziativa della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto” e della Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e si avvale del sostegno dell’Azienda Agricola Castello di Corbara.
Giunto alla terza edizione, il Campo Scuola si svolge d’intesa e sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, nella persona del Dott. Paolo Bruschetti. Alla campagna 2004 hanno preso parte 19 giovani, laureandi e laureati, provenienti da diverse Università: Firenze, Napoli “Federico II”, Lecce, Viterbo “Tuscia”, Pavia.