Degustazioni ma anche approfondimenti sui retroscena di un lavoro di coltivazione profondamente segnato dallo sfruttamento.
COMUNICATO STAMPA n. 396/04 G.M. del 04.10.04“Orvieto con Gusto 2004” fa spazio alle spezie del commercio equo e solidale per un mondo diverso e possibile all’interno dei locali dell’Enoteca regionale.
“Orvieto con Gusto 2004” rafforza i contenuti e i messaggi di cooperazione e solidarietà già sviluppati nelle precedenti edizioni.
Presso i locali Palazzo del Gusto / Enoteca Regionale di Orvieto, è stata Valeria Calamaro, autrice de “Le spezie in cucina” (ed. Sonda), domenica sera ha raccontato luci e ombre di un mercato mondiale che, oltre agli aromi, manifesta anche lo sfruttamento sull’uomo, sulla natura e sulle culture autoctone, è seguita la cena con le spezie all’insegna degli aromi esotici e di un mondo più giusto ed equo.
Il filo conduttore di questi due momenti, i prodotti di CTM Altromercato, l’associazione no-profit che si occupa del commercio equo e solidale e che tenta di collocare piccoli produttori asiatici in un circuito, quale quello delle spezie, dai contorni non sempre edificanti..
Valeria Calamaro, oltre a presentare il libero e ad illustrare le ricette alla base dei piatti degustati, ha parlato dei retroscena di un lavoro di coltivazione profondamente segnato dallo sfruttamento. Basti pensare che: per ottenere un chilo di chiodi di garofano bisogna raccoglierne, a mano, dai 10 ai 20 milioni, il prezzo non è fissato dall’incontro tra produttore e dal consumatore, ma da una borsa che ne stabilisce il valore, con il risultato di tenere costantemente l’agricoltore sotto il tallone della sussistenza o, peggio, della miseria; e ancora, il pepe ha un costo pari a circa 60 euro il chilo mentre il compenso al coltivatore non supera un euro, ed il resto, si disperde in una lunga catena di mediatori…
Accanto a questi antichi fenomeni di sfruttamento dell’uomo sull’uomo ci sono anche elementi nuovi e altrettanto preoccupanti, il più grave dei quali riguarda la cosiddetta “privatizzazione del vivente”. Ad esempio, il seme di curcuma, spezie usata nei cibi di domenica sera, sta per essere brevettato da una multinazionale americana poiché contenente un promettente principio farmacologico. Questo significa che un contadino indiano dovrebbe pagare royalties ai detentori del brevetto qualora decidesse di venderlo in qualche paese aderente al WTO. Scenari complessi e contraddittori che dovrebbero guidare gli acquisti.
La cena a base di: carpini alle spezie (sesamo, cumino e curcuma); pollo speziato al lime, riso al limone con senape nera, fagioli Alegre con riso e malai kofta, torta al cioccolato atzeco con salsa alla vaniglia preparata da Vincenzo Donadio e Maurizio Di Mario, ed accompagnata da vini di Tordimaro: Sauvignon, Grechetto e Passito, ha esaltato il piacere di quelle “droghe” che un tempo erano il privilegio gastronomico dei ricchi e dei potenti.