Di scena le eccellenze delle Strade dei Vini dell'Umbria.
COMUNICATO STAMPA n. 383/04 G.M. del 28.09.04“Orvieto con Gusto 2004”: in scena dal 2 al 10 ottobre al Palazzo dei Sette, “Bacco sotto le stelle” ovvero le eccellenze delle Strade dei Vini dell’Umbria.
L’ottava edizione 2004 di “Orvieto con Gusto” ha una particolarità, quella di dedicare un’ampia vetrina all’Umbria dei vini.
Nell’ex Chiesa di San Rocco, dal 2 al 10 ottobre, dalle ore 18.00 fino alle ore 22.00, le quattro strade del vino del “cuore verde d’Italia” presenteranno i loro migliori esemplari, alcuni dei quali ascesi nell’Olimpo dei Vini nazionali e internazionali.
Tra gli spazi dell’ex Chiesa (che si affaccia su Piazza del Popolo), i visitatori potranno apprezzare l’incredibile diversità e ricchezza delle proposte: a fianco di vini affermati in terre lontane, si potranno conoscere alcuni nuovi nati e di talento che ben figurano in Italia e all’estero e che promettono di tenere alto il “buon nome” di queste terre. Gli esperti consigliano, oltre ai “monumenti dell’enologia regionale, di ficcare il naso anche in quei bicchieri colmi di odorosi e gustosissimi vini, magari per il piacere di indovinare la prossima stella che si accenderà sopra la volta bianca, rossa o rosata dell’enologia italiana …
Negli ultimi decenni la vitivinicoltura umbra si è profondamente trasformata rinnovando le tecnologie di produzione e lavorando su una ricca tipologia di vitigni. Tra questi spiccano i grandi autoctoni (come il Sagrantino e il Grechetto) ma anche gli ottimi risultati garantiti dagli “internazionali” e dai tradizionali italiani.
A fronte di un mercato che va sempre più differenziandosi e per rispondere ad una consistente crescita dell’enoturismo, anche in questa terra verdissima sono state create le “Strade del Vino”; percorsi che esaltano i profondi legami fra storia, tradizioni, paesaggio e tipicità enogastronomiche. Le quattro strade dei Vini – create seguendo un criterio d’omogeneità e di contiguità storica e ambientale - raccontano le diverse e affascinanti storie enoiche di borghi, villaggi, colline e laghi.
Si comincia da quella presumibilmente più antica per commerci e tradizioni: la “Strada dei vini Etrusco Romana” in Provincia di Terni che si allunga, da Orvieto – antichissima terra di vini etruschi - verso nord toccando i confini tra le province di Terni, Perugia e Siena e verso Sud lambendo le terre laziali. Qui dominano i vini bianchi (l’Orvieto DOC ma anche la DOC e i grechetti dei Colli Amerini) il cui protagonismo è stato recentemente messo in discussione da una bella generazione di “Rossi” (anch’essi DOC) capaci di conciliare la tradizione (Sangiovese, Canajolo, Ciliegiolo, Montepulciano, Aleatico) con il nuovo (Merlot, Cabernet Sauvignon, Sirah, Pinot nero).
Dal momento che nelle zone intorno a Orvieto facilmente si sviluppa una forma larvata di Botrytis cinerea (muffa nobile), diversi produttori hanno deciso, in parte, di assecondare questo fenomeno naturale ritardando la vendemmia e lasciando avvizzire i grappoli in vigna. Sono nate così due ulteriori tipologie di DOC: le Vendemmie tardive e le muffe nobili, vini dolci di grande intensità e aromi che grande successo stanno ottenendo nei mercati nazionali e internazionali del vino.
La “Strada del Sagrantino” (Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria) è dedicata ad uno dei vitigni italiani più originali e più difficili da “domare” ma in grado di sedurre, in maniera a quanto pare duratura, anche il grande guru dell’enologia mondiale, Robert Parker. Oltre al Sagrantino (nella doppia versione secca e passita) troviamo i pur sempre notevoli Montefalco Rosso (Sangiovese e Sagrantino) e Bianco (Grechetto e Trebbiano).
Nell’immagine presa a simbolo dalla “Strada del Cantico” (Todi, Marsciano, Perugia, Torgiano, Bettona, Cannara, Spello, Assisi, Bastia Umbra) si libra una colomba. Scelta non casuale: siamo nei pressi di Assisi, il centro della spiritualità francescana. Il genius loci della zona è, senza nulla togliere ai viventi e al fraticello assisiate, il celeberrimo Giorgio Lungarotti, un innovatore che seppe, negli anni sessanta, trasformare profondamente l’enologia umbra e indicare la giusta rotta alle generazioni che vennero dopo. A Torgiano, patria dell’enologo, è possibile visitare e fare esperienza di un bellissimo “Museo del Vino”.
Le flessuose colline che circondano il Trasimeno, il “mare” dell’Umbria, donano un vino intenso, fruttuoso. Accanto a produzioni agricole assolutamente originali (quali la “fagiolina del Trasimeno”, presidio Slow Food), lo speciale microclima favorisce anche le singolarità di vitigni rossi (Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Ciliegiolo, Gamay) e bianchi (sui quali spicca un ottimo grechetto). La “Strada del Vino Colli del Trasimeno” comprende i comuni di Castiglion del Lago, Città della Pieve, Paciano, Piegaro, Panicale, Magione, Corciano, Tuoro, Passignano.