A tutela delle persone pubbliche e del principio di trasparenza verso i cittadini.
COMUNICATO STAMPA n. 371/04 C.C. del 16.09.04 Istituzione dell’anagrafe patrimoniale degli eletti.
Nella seduta del 15 Settembre u.s., il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità, emendandola, la mozione proposta dal Cons. Massimo Morcella relativa all’istituzione di un’anagrafe patrimoniale degli eletti: Sindaco, membri della Giunta, Presidenti e membri di C.d.A., di Enti, Associazioni, Fondazioni, Istituzioni, Consorzi, Aziende e Società a partecipazione comunale, da estendere anche alle cariche apicali delle medesime.
I suddetti soggetti forniranno al Presidente del Consiglio Comunale che avrà l’obbligo della custodia, una dichiarazione contenente notizie circa diritti reali su beni immobili posseduti e su beni mobili iscritti nel pubblici registri (azioni di Società, quote di partecipazione, svolgimento di funzioni o di amministratore o di Sindaco di Società) apponendovi la formula “sul mio onore affermo che la dichiarazione risponde al vero”, nonché copia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata (entrambe le dichiarazioni dovranno essere fornite anche relativamente alla posizione dell’eventuale coniuge non separato e dei figli conviventi, qualora questi ultimi acconsentano). Secondo il documento approvato, inoltre, le persone pubbliche aggiorneranno tale situazione patrimoniale a metà mandato, nonché entro i 30 giorni antecedenti alla scadenza definitiva del mandato stesso. La documentazione sarà visionabile su richiesta motivata e dietro espresso consenso dell’interessato.
Secondo il proponente, Cons. Massimo Morcella (F.I.) “L’iniziativa non ha fini vessatori ma va intesa sia come tutela per le persone pubbliche, sia come risposta al principio della trasparenza verso i cittadini, ovvero un contributo teso a sfatare tanti luoghi comuni. Il legislatore con la 441/82 non impone l’istituzione dell’anagrafe patrimoniale degli eletti per i Comuni con popolazione al di sotto dei 50 mila abitanti, pertanto il Comune di Orvieto ne sarebbe esente, l’adozione da parte degli amministratori orvietani sarebbe, tuttavia, un segno di rinnovamento per la città”.
Dal dibattito che ha preceduto l’approvazione, trasversalmente sia dai banchi della maggioranza che tra la minoranza, sono emersi consensi al principio generale ma anche delle perplessità su alcuni aspetti specifici, ad esempio: che la legge subordini l’anagrafe patrimoniale degli amministratori al criterio della densità abitativa per Comune, che l’onestà o meno degli amministratori sia, comunque, dimostrabile con il rispetto della legge ed il ricorso ad essa, che il senso di responsabilità e l’onestà di chi amministra sono prerogativa essenziale, che la complessità della politica potrebbe alimentare un sistema di soggetti che accrescono i propri patrimoni, che la dichiarazione dei redditi andrebbe esibita in condizioni di pariteticità e non avrebbe senso per quegli amministratori che non hanno altri incarichi e percepiscono unicamente il gettone di presenza delle sedute consiliari, che occorre tutelare e non sottoporre alla pratica dei sospetti e della denigrazione chi si dedica alla politica anche con sacrificio.