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Il Consiglio Comunale ha discusso di procreazione medicalmente assistita.


Approvata con voto trasversale di maggioranza e minoranza la mozione del gruppo DS.
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COMUNICATO STAMPA n. 370/04 C.C. del 16.09.04

Con voto trasversale di maggioranza e minoranza, il Consiglio Comunale ha approvato la mozione proposta dal gruppo DS sulla legge in materia di procreazione medicalmente assistita.

Nella seduta del 15 Settembre u.s., il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza (13 voti favorevoli, 2 contrari: Sargenti, Mariani e 1 astenuto: Olimpieri) la mozione presentata dal gruppo consiliare dei DS in merito alla Legge n. 40 del 2004 riguardante “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, con la quale si sottolinea che la legge in questione: pone a rischio la salute della donna, mortifica la responsabilità dei genitori, vieta la fecondazione eterologa, favorisce la clandestinità ed il “turismo procreativo”, deforma l’immagine della ricerca medico-scientifica e colpisce i principi fondamentali di autonomia e laicità dello Stato. Il documento   annuncia l’iniziativa del gruppo DS di raccogliere firme per battersi, nelle istituzioni e nella società, contro questa legge. 

Sulla mozione il Consiglio Comunale ha lungamente dibattuto e l’esito finale del voto ha rispecchiato le posizioni sinora emerse a livello nazionale, ovvero un’ampia trasversalità tra le forze di maggioranza e di minoranza rispetto ai sostenitori ed oppositori di questa legge. 
La mozione è stata illustrata in aula dal Cons. Anna Rita Mortini (DS) la quale ha evidenziato che si tratta di “una legge che non tiene conto del pluralismo morale e culturale, che affossa il principio di laicità dello Stato, che non aiuta le coppie in difficoltà ad avere figli, che non aiuta a combattere le malattie ereditarie, che non fa progredire la medicina sviluppando nuove cure per malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori, che non difende le libertà conquistate”.
Il Cons. Massimo Morcella (F.I.) ha sostenuto a titolo personale che “sulle questioni di coscienza è bene lasciare da parte qualsiasi condizionamento ideologico, tanto che la legge è stata approvata con il consenso trasversale delle forze politiche. Ho firmato per il referendum abrogativo, ho personalmente scritto il mio dissenso a molti parlamentari. E’ una legge pessima che non si presta ad emendamenti e che va abrogata, una legge oscurantista che riporta l’Italia indietro e che non ha rispetto né del corpo, né dei sentimenti della donna, frustrante verso i malati e che limita le libertà più intime degli individui. Non so se questa legge è incostituzionale, ma dal punto di vista umano non è accoglibile. Non è emendabile, malgrado tutti gli interventi che il legislatore potrà fare.  La pezza è più dolorosa della piaga e si discute sulla pelle della gente che non può avere figli o soffre per malattia. Sono favorevole alla mozione”. 
Il Cons. Luca Giardini (AN): “Dissento in parte da quanto detto dal collega Morcella, perché qualche merito la legge lo ha, a partire dal fatto che è una legge di settore che interviene dopo 45 anni di governi di centro sinistra e di sinistra, pertanto, questa legge interviene, almeno, per regolamentare il settore. Inoltre, ci sono alcuni aspetti che sono in linea con altri paesi europei, condivisibili, invece, sono le argomentazioni riguardanti la ricerca scientifica sugli embrioni. Occorre fare delle valutazioni di prevalenza: la vita di chi soffre e il rispetto all’embrione. Non appoggio la questione delle fecondazione eterologa che apre la strada alla selezione genetica. Voteremo, pertanto, per l’abrogazione della legge e si associamo al referendum proposto dai gruppi di maggioranza ma con delle distinzioni”. 
Il Cons. Alessandra Sargenti (La Margherita) ha sostenuto che: “il dibattito sulla legge 40 è utile ed importante per ricercare la sussistenza di presupposti per migliorarla, pertanto va portato avanti ogni tentativo per evitare un referendum che, dal nostro punto di vista, significherebbe tornare indietro e soprattutto intervenire a colpi d’ascia su un tema così importante a partire dal concepito. Solo attraverso la legge possono essere prodotte norme per la tutela di tutti in soggetti interessati. DNA, provette, clonazione, staminali, questo gergo super tecnologico sembra impadronirsi del gesto che dovrebbe restare il più naturale del mondo: la nascita. Il nostro Paese non avverte la necessità di una crociata tra destra, centro e sinistra che farebbe solo danno ad un tema così importante per la vita dei singoli e della collettività. Denunciamo gli abusi sugli embrioni e promuoviamo il perfezionamento delle tecniche di conservazione dell’ovocita.  Stigmatizziamo i diritti fondamentali della vita: l’identità genetica, la famiglia intesa come permanente comunità d’affetti. Il nostro è un voto negativo ed un invito a discutere”.  
Il Cons. Marco Frizza (DS):  “il dibattito sulla legge ci introduce alla bioetica, alla libertà della ricerca scientifica. Si deve conoscere bene il problema per esprimere una propria posizione; si deve analizzare la posizione della donna che non può prescindere dal miglioramento delle condizioni sociali. Da cattolico militante in un partito della sinistra significa essere impegnati nel guardare avanti. La legge è importante, va discussa e migliorata.  Continuiamo a discuterne”.
Il Cons. Leonardo Mariani (La Margherita): “la legge ha riempito un buco legislativo e questo è un elemento importante. Si deve tener presente il principio della famiglia, quindi l’uomo e la donna visti come coppia senza ricercare donazioni esterne. C’è una inibizione alla ricerca scientifica: ha senso creare la vita per poi distruggerla?  Anziché creare nuovi embrioni, diamo una risposte scientifiche a quei trentamila già congelati in Italia”.
Il Cons. Giancarlo Imbastoni (RC): “Siamo favorevoli alla raccolta di firme per l’abrogazione di questa legge, una legge fatta sulla pelle delle donne. Siamo perciò favorevole alla mozione”.
Il Cons. Massimo Gambetta (DS): “Ritengo che lo spirito della mozione sia quello di pensare a chi ha dei problemi. Al contrario di altri, ritengo che con questa legge usciamo dall’Europa, penalizzando e ghettizzando le famiglie.  Ciò che serve è di mandare avanti la ricerca scientifica dando la possibilità alle compie e a tanti malati di avere una speranza. In realtà si offendono le donne e il concetto laico di uno Stato etico. E’ una legge da abrogare nelle parti che non funzionano che vanno contro l’obiettivo di formarsi una famiglia.  Il 20 settembre è la data ultima per la raccolta delle firme.  Il Referendum è strumento democratico di partecipazione dei cittadini; 20 milioni di malati possono avere la speranza di guarire se questa legge va respinta e mandata avanti la ricerca scientifica”.  
Il Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI):  “alle spalle, in realtà, abbiamo la lunga storia di un Paese che ha avuto quasi sempre un atteggiamento ostile verso la ricerca scientifica e l’apertura alle esperienze avanzate. Basterebbe citare il caso di Galileo Galilei. Siamo con i radicali per l’abrogazione di questa legge, senza salvarla neppure in una virgola. E’ sbagliata e retrograda come impianto concettuale; vorrebbe tutelare la vita ma la combatte, ponendo ostacoli incomprensibili alla vita, una legge che obbliga al rischio: se sbagli permette l’aborto.  Tutto ciò che si può fare per combattere malattie oggi non curabili deve essere fatto, per la vita umana.  Questa legge genera la paura nella ricerca scientifica che stiamo affossando; altri paesi permettono di fare passi avanti, sicuri che le cose che si fanno si controllano.  Stupisce che si generi confusione artefatta fra concetti distinti: l’individuo e la persona; l’embrione e l’individuo-persona.  Non è questione di laici e cattolici ma di battaglie per la vita di tutti gli individui esistenti che soffrono, che hanno diritto di vivere dignitosamente prima ancora  degli individui non nati.  Fa piacere l’intervento di Morcella perché indica che la coscienza supera gli schieramenti e ciò è un bene. Bisogna riconoscere che nel Governo, il Ministro Prestigiacomo ha posto il problema di una legge insostenibile. Nel ribadire che non si può continuare a seminare disinformazione che produce effetti a lunga scadenza sulla differenza fra embrione e sulla persona e che non si può continuare a rendere difficile la ricerca scientifica, lo SDI è favorevole alla mozione”. 
Il Cons. Gianpietro Piccini (PDCI): “La trasversalità di posizionamento deriva dall’etica e dalla morale.  Ciò che convince è la necessità di sostenere la ricerca scientifica e di dare alle coppie figli propri. Mai come oggi ho avuto tanti dubbi, voterò la mozione convinto che dal referendum scatteranno quei meccanismi necessari per una legge nuova, migliore”.  
   
 
 
 










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