L'Assessore al Commercio, Frellicca: "L'Amministrazione Comunale è favorevole alla proposta del blocco dei prezzi fino a gennaio annunciata dalle due Organizzazioni di Categoria e sta attivando un tavolo di discussione tra Associazioni del Commercio de Consumatori".
COMUNICATO STAMPA n. 360/04 G.M. del 11.09.04La Città di Orvieto non è tra le più “care” della nostra Regione.
· E’ quanto emerge dallo studio dell’Osservatorio Regionale sul Consumo; per alcuni prodotti del “paniere”, Orvieto si collocherebbe sotto la media regionale;
· L’Assessore al Commercio, Massimo Frellicca: “poter fare una verifica maggiore verso altri generi di consumo, oltre ai generi alimentari, favorirebbe una analisi più organica. L’Amministrazione Comunale è favorevole alla proposta del blocco dei prezzi fino a gennaio annunciata dalle due organizzazioni di categorie del commercio e si sta attivando per creare un tavolo di discussione tra Associazioni del Commercio e Consumatori”.
Lo studio presentato dall’Osservatorio Regionale sul Consumo che analizza sino al mese di Maggio 2004 l’andamento del “paniere” attraverso 38 prodotti su 60 valutati e mette a confronto le città di Perugia, Terni, Spoleto, Città di Castello, Todi ed Orvieto, la nostra città non si attesterebbe tra le più “care” della Regione. Al contrario su alcuni prodotti starebbe addirittura sotto la media umbra.
Scorrendo e comparando i risultati dello studio l’Assessore al Commercio, Massimo Frellicca avanza alcune valutazioni: “mentre il ‘paniere’ è molto ampio per i prodotti alimentari lo è meno per i non alimentari e a questo riguardo, dato che il progetto sperimentale dell’Osservatorio Regionale sul Consumo è uno strumento molto valido ed importante, auspichiamo che possa essere ampliato; poter fare una verifica maggiore verso altri generi di consumo renderebbe possibile una verifica più organica dei dati conoscitivi da cui emerge, peraltro, che la nostra Città non è poi così esageratamente esosa. Sui 38 prodotti rilevati, infatti, Orvieto risulta non essere più cara di altri importanti centri regionali ma si attesterebbe nella media come risulta per olio, prosciutto e pasta; per alcuni prodotti come pane, vino, pizza al taglio, acqua minerale stiamo addirittura sotto la media regionale, solo per limitati prodotti ortofrutticoli ci collochiamo al di sopra”.
“Per gli altri prodotti di consumo come l’abbigliamento – precisa Frellicca – il paniere verifica solo poche tipologie dalle quali non è facile monitorare il fenomeno della cosiddetta emigrazione commerciale verso centri limitrofi dell’Umbria e del Lazio, che ad Orvieto si registra nella misura del 30% in taluni periodi dell’anno come ad esempio quello natalizio, specie per il settore non alimentare. Poter disporre in questo senso di un ‘paniere’ più allargato come tipologie di prodotti sarebbe di grande utilità”.
Al di là dei dati e guardando al futuro l’Assessore al Commercio anticipa l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale nella direzione del controllo dal caro-vita, in particolare“l’Amministrazione Comunale – dice Frellicca – metterà in atto tutte le iniziative politiche, in questa direzione va la proposta del blocco dei prezzi fino a gennaio avanzata dalle due Associazioni di categoria che conferma, peraltro, una idea lanciata dal Comune di Orvieto già nel 2002; l’Amministrazione Comunale solleciterà i controlli da parte delle Istituzioni preposte a cominciare dalla corretta esposizione dei prezzi, soprattutto da qui fino al periodo natalizio saranno programmati una serie di controlli mirati. Da ultimo, stiamo aprendo una tavolo di discussione tra le Associazioni di Categoria e le Associazioni dei Consumatori, con una serie di incontri che verranno programmati già nei prossimi giorni anche in vista della Conferenza sul Turismo che si terrà ad Ottobre”.