Il programma delle giornate orvietane a cui parteciperanno autorevoli esponenti della cultura, della politica e dell'economia. I temi del confronto. Le riflessioni delle ACLI. Le tre sfide.
COMUNICATO STAMPA n. 352/04 G.M. del 09.09.04Il 10 e 11 settembre 2004, al Centro Congressi ad Orvieto si svolgerà l’incontro nazionale di studi promosso dalle ACLI sul tema: “Postglobal. Generazioni, Generi e Religioni: le nuove sfide alla democrazia”.
· Oggi presso la Sala Consiliare del Comune di Orvieto, Conferenza Stampa di presentazione dell’evento alla presenza del Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio e del Vice Presidente della ACLI, Andrea Olivero.
E’ stato presentato questa mattina presso la Sala Consiliare l’incontro nazionale di studi promosso dalle ACLI sul tema: “Postglobal. Generazioni, Generi e Religioni: le nuove sfide alla democrazia”, che si terrà ad Orvieto presso il Centro Congressi, il 10 e 11 Settembre.
Sono intervenuti il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, il Vice Presidente della ACLI, Andrea Olivero, i Presidenti Regionale e Provinciale delle ACLI, Giancarlo Magrini e Massimo Longarini.
Per il secondo anno consecutivo le ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) hanno scelto Orvieto per effettuare l’annuale incontro di riflessione che si concluderà Domenica 12 con la partecipazione dei delegati a Roma alla II Giornata Mondiale per l’Interdipendenza promossa dalle ACLI insieme ad altre organizzazioni, presso il nuovo Auditorium della Capitale.
L’appuntamento nazionale delle ACLI ad Orvieto è anche l’occasione per elaborare il contributo delle ACLI in vista delle prossime Settimane sociali dei cattolici - in programma a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2004 – dedicate proprio ai nuovi scenari della democrazia.
Durante il convegno di Orvieto, le ACLI interpelleranno autorevoli esponenti della cultura, della politica e dell’economia sui nuovi rapporti tra le generazioni, i generi e le religioni: “Legami sociali fondamentali – ha spiegato il Vice Presidente delle ACLI, Andrea Olivero – che oggi rischiano di saltare, col risultato di innescare forti tensioni nella vita individuale e collettiva, tali da far vacillare la stessa tenuta delle istituzioni democratiche”.
Le ACLI ritengono, infatti, che queste “nuove sfide alla democrazia” necessitino di una risposta non solo politica, ma che coinvolga a pieno titolo la società civile, perché “Una nuova cultura dell’interdipendenza deve ispirare l’azione dei soggetti politici e sociali, sia all’interno dei confini nazionali che all’esterno, tra Paese e Paese e perché le associazioni – oggi forse più di ieri – costituiscono una risorsa vitale per la democrazia”.
In Italia e nel resto del pianeta, la democrazia appare in forte crisi. Il terrorismo, le guerre, la globalizzazione selvaggia e le povertà vecchie e nuove mettono in discussione un sistema di governance che davamo oramai per scontato. E poi ancora, a livello nazionale ma non solo: la crisi della rappresentanza e quella demografica, l’assuefazione al voto e la scarsa partecipazione, la leadership mediatica e le pressioni logistiche. Tutte sfide che impongono a pensare ad una nuova politica e ad una nuova democrazia.
“Tutto quello che oggi sta avvenendo - ha aggiunto Andrea Olivero – sembra portarci verso la deriva della non ragione, della rabbia e dello sconforto, il compito delle ACLI è invece quello di far ragionare, creare cultura su sfide fondamentali per il futuro dell’umanità che vanno dai temi confessionali, ai simboli, al diritto di voto per i cittadini stranieri, al ruolo della donna nella politica e nel lavoro, alle generazioni future e a come dare voce ad esse attraverso il riconoscimento di diritti e spazi nuovi. Insomma, le ACLI ad Orvieto continueranno a suonare la sveglia lanciando stimoli perché la democrazia del postglobal possa rispondere alle nuove sfide che le si presentano dinanzi. Occorre dare una scossa rilevante e lanciare messaggi controcorrente, allargando i confini dell’azione sociale attraverso la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle scelte importanti”. “E ad Orvieto, una città piccola che come già è avvenuto lo scorso anno riservandoci una splendida accoglienza e molto disponibilità – ha concluso – le ACLI sapranno produrre una sintesi concreta”.
Il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio ha dichiarato che “è un onore poter salutare per il secondo anno consecutivo la presenza delle ACLI ad Orvieto nel tradizionale appuntamento di riflessione che sui temi sociali e politici più attuali. Per Orvieto questo appuntamento è un vero e proprio evento con valenza significativa non solo a livello culturale ma anche per il turismo e l’immagine di città proiettata ai più alti e qualificati livelli della cultura. Anche quest’anno le iniziative promosse dalle ACLI sono di grande spessore con interlocutori politici nazionali di alto livello culturale e con incarichi di responsabilità nella vita pubblica del Paese, come i leader politici nazionali e i ministri in carica che parteciperanno alle giornate di studio. Ringrazio, pertanto, le ACLI ai livelli nazionale, regionale e provinciale per l’attenzione che hanno riservato alla nostra città. Nel futuro rafforzeremo ulteriormente la collaborazione già in atto al fine di creare, durante l’intero arco dell’anno, più momenti di presenza ed incontro delle varie espressioni delle ACLI, un movimento molto vicino alla gente, al fine di creare quell’humus necessario perché, questo incontro annuale di Settembre, divenga la punta di un iceberg di un insieme di iniziative”.
Al canto suo il Presidente Regionale delle ACLI, Giancarlo Magrini ha sottolineato “l’orgoglio con cui l’Umbria, terra di grande tradizione e di ospitalità, saluta il convegno delle ACLI. L’Umbria è ben felice della scelta del gruppo dirigente delle ACLI, di confermare Orvieto e questa regione, come sede dell’incontro annuale d’autunno, una scelta alla quale la città e la regione risponderanno adeguatamente anche nel futuro”. Il Presidente provinciale delle ACLI, Massimo Longarini ha anch’egli sottolineato “la perfetta rispondenza di questo incontro annuale delle ACLI e dei temi di grande attualità che in esso verranno trattati, con i caratteri di questa regione e del territorio di Orvieto, ove è importante – anche dal punto di vista turistico, ma non solo – la presenza di stranieri e di scambio delle culture”.
· PROGRAMMA DELLE GIORNATE ORVIETANE DELLE ACLI
I lavori verranno aperti la mattina di venerdì 10 settembre, presso il Palazzo del Popolo, dagli interventi di Mario Deaglio, economista dell’Università di Torino, e Mario Monti, commissario dell’Unione europea. Seguirà il confronto sulla prima sfida alla democrazia, quella costituita dalle nuove generazioni e dal loro bisogno di rappresentatività all’interno dei sistemi democratici. Si dibatterà sull’allargamento del suffragio universale ai minori esaminando, in particolare, la proposta delle Acli “Un bimbo, un voto”. Interverranno: il ministro del Welfare Roberto Maroni, il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno, il presidente dei Ds Massimo D’Alema, il segretario dell’Udc Marco Follini, il presidente della Margherita Francesco Rutelli. Insieme con loro: il giornalista Gad Lerner, l’economista della Cattolica di Milano Luigi Campiglio, il costituzionalista dell’Università di Foggia Marco Olivetti.
La mattina del sabato, 11 settembre, si svolgerà la seconda sessione del convegno, dedicata alla “sfida delle religioni alla democrazia”. Pluralismo religioso e laicità dello Stato saranno al centro delle riflessioni di: Massimo Cacciari, dell’Università S. Raffaele di Milano; Igor Man, giornalista de “La Stampa”; Khaled Fouad Allam, dell’Università di Trieste e Urbino; Mons, Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia. Nel pomeriggio, la terza sessione dell’incontro di studi, centrata sulla questione delle pari opportunità. Parteciperanno al confronto: Stefania Prestigiacomo, ministro delle Pari opportunità; Giuliano Amato, presidente della Fondazione Italiani/Europei; Annamaria Artoni, presidente dei Giovani Industriali; Paola Bignardi, presidente nazionale dell’Azione Cattolica; Maria Rita Lorenzetti, presidente della Regione Umbria.
Il terzo giorno, domenica 12 settembre, i partecipanti del convegno si trasferiranno a Roma, presso il nuovo Auditorium della Capitale, per festeggiare, insieme ad altri esponenti della società civile (tra i quali Legambiente, il Movimento dei Focolari, la Comunità di S. Egidio) la seconda “Giornata dell’Interdipendenza”, da un’idea di Benjamin Barber, professore dell’Università del Maryland già consigliere di Bill Clinton. L’incontro vuole sottolineare l’idea positiva della necessità di una politica che tenga in considerazione tutti i popoli e le loro nazioni. Per questa giornata è prevista la presenza, tra gli altri, di Kofi Annan (in video), Romano Prodi (in video), Pierferdinando Casini e Walter Veltroni.
· I TEMI DEL CONFRONTO
Democrazia in crisi
Ci sarà ancora spazio per la democrazia in uno scenario postglobal? A partire da questa domanda le Acli, durante il loro annuale Convegno di studi di Orvieto, si interrogheranno sulle nuove sfide che si pongono di fronte alla partecipazione alla vita politica della società civile. Sono molti gli indicatori che mostrano le difficoltà della democrazia: si parla di crisi della rappresentanza, di assuefazione al voto, di scarsa partecipazione, di leadership mediatica, di pressioni lobbystiche… Chi più ne ha, più ne metta.
I cambiamenti nello scenario globale
Il problema ha radici profonde e riguarda una crisi che tocca le istituzioni nei loro rapporti con i cittadini e le comunità locali, mettendo così in discussione il loro ruolo di garanti della democrazia e della partecipazione democratica.
Il primo a salire sul banco degli imputati è lo Stato-Nazione. Ci sono alcune questioni che richiedono politiche sovranazionali, perché contemporaneamente superano i confini territoriali dei loro paesi ed incidono direttamente sulla vita dei cittadini: ci sono i rischi globali; emergono nuove famiglie di diritti, accanto a quelli politici e civili e a quelli economici e sociali, si affacciano i diritti di terza generazione come la pace, lo sviluppo sostenibile, l’ambiente; allo stesso tempo sta nascendo una società civile globale.
Nello scenario odierno lo Stato-Nazione non è finito, ma non basta più. Alcune trasformazioni sono già in atto. Punti di crisi, nuove problematiche, nuove esigenze e nuove risorse caratterizzano la dimensione cosmopolita della democrazia del nostro tempo. Nel postglobal al mercato globale si dovrà accompagnare una nuova politica globale. Infatti si assiste ad una trasformazione del fenomeno della gobalizzazione, che assume le caratteristiche di un arcipelago. C’è un processo di regionalizzazione della globalizzazione, che delinea tre aree macroeconomiche con caratteristiche proprie: l’Unione Europea, il Nafta (Stati Uniti, Canada e Messico), l’area asiatica (Cina, India, Giappone e i Paesi dell’Asean).
· LA RIFLESSIONE DELLE ACLI
All’interno di queste nuove dinamiche il Convegno inserisce la riflessione sulla democrazia. Ne vuole riscoprire il senso, iniziando dall’impegno per una governance globale che riesca a rappresentare l’unità della famiglia umana. Due tasselli ne sottolineano il carattere centrale e le Acli vogliono metterli a tema. Da una parte c’è la politica di interdipendenza, che innanzitutto richiama l’Unione europea, l’Onu e le istituzioni internazionali alle loro responsabilità. Dall’altra parte c’è la necessità di costruire dei ponti di dialogo che valorizzino le diversità, in una società caratterizzata da profonda incertezza, nella quale si è chiamati ad affrontare gravi questioni come le minacce del terrorismo internazionale o le ingiustizie dello squilibrio economico tra il Nord ed il Sud del mondo. Così postglobal, pace, interdipendenza diventano i tratti caratteristici nuovi per vivere la democrazia nel Terzo millennio. All’interno di queste coordinate le Acli discuteranno tre sfide da affrontare, tre campi di impegno: le religioni, i generi e le generazioni. Le tre questioni sono unite dal rapporto tra libertà e eguaglianza che fonda la democrazia. Questa rimane incompiuta senza la possibilità di esprimere le proprie diversità e allo stesso tempo le proprie potenzialità.
· LE TRE SFIDE
Nella sfida dei generi le Acli si chiederanno a che punto è il cammino per arrivare alle pari opportunità. È stimolante e provocatorio il concetto di “donne mancanti”, elaborato da Amarthya Sen. Il premio Nobel per l’economia si chiede e riesce a stimare attraverso questo indicatore quante donne esisterebbero in più nel mondo se non fossero discriminate: 100 milioni. Invece la democrazia nel Terzo Millennio ha bisogno di essere riqualificata e valorizzata da entrambe le “metà del cielo”. L’Italia e l’Europa hanno lanciato forti segnali in questo senso. La recente legge costituzionale (1/2003) varata nel nostro paese promuove “pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive”. Lo stesso Ciampi, durante il suo discorso per la Festa della donna l’8 marzo 2003, ha affermato che è stata una scelta importante. In questo modo, sostiene il nostro presidente della Repubblica, “saranno garantite pari opportunità e verrà riconosciuto l’effettivo accesso delle donne alla vita politica e sociale della nazione”.
Un altro segnale forte proviene dalla Spagna dove il neo primo ministro Zapatero ha assegnato la metà dei dicasteri a ministri donne.
La seconda sfida si interroga sull’equilibrio tra la democrazia e la libertà, entrando nel campo del pluralismo religioso e della laicità dello stato. Sono due i pericoli potenziali che le Acli si propongono di approfondire. Il primo riguarda i fondamentalismi, che portano a chiusure, contraddicendo il messaggio d’amore contenuto nelle principali religioni monoteistiche descritto bene in Lettera ad un Kamikaze, di Fuad Allam. Per stimolare la crescita reciproca occorre delegittimare i fondamentalismi attraverso percorsi che educhino e accompagnino all’accettazione dell’alterità.
Il secondo nasce dal laicismo radicale, che potrebbe portare sia ad una contestazione della presenza delle religioni nello spazio sociale, sia alla riduzione di libertà pubbliche: l’esito finale del dibattito sulle radici cristiane d’Europa che non hanno trovato spazio nel testo della nuova costituzione Europea ne è un esempio, come il divieto del velo nelle scuole francesi.
Infine c’è la sfida delle generazioni. Forse quella più originale. Le Acli si interrogheranno sulla scarsa rappresentatività dei più giovani all’interno dei nostri sistemi democratici. L’allargamento del suffragio universale ai minori è un dibattito già avviato in Europa, come dimostrano le ipotesi formulate in Inghilterra ed in Germania per estendere il voto ai sedicenni. Con il Convegno di studi le Acli vogliono osare ancora di più esaminando la possibilità di Un bimbo un voto, per una democrazia che guarda al futuro rappresentando non soltanto chi è già protagonista della società di oggi, ma anche coloro che costruiranno quella di domani.