COMUNICATO STAMPA n. 308/04 C.C. del 29.07.04 Il Consiglio Comunale ha approvato il Conto Consuntivo del 2003.
· Sintesi del dibattito.
Nella seduta del 28 luglio u.s. il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza la relazione della Giunta sul perseguimento dell’obiettivo 2003 del Patto di Stabilità Interna (15 favorevoli, 5 contrari: Olimpieri, Giardini, Zazzareta, Conticelli, Cortoni; 1 astenuto: Morcella) e il Conto Consuntivo dell’esercizio finanziario 2003 (13 favorevoli e 6 contrari: Olimpieri, Giardini, Zazzaretta, Conticelli, Cortoni, Morcella).
La discussione del Consiglio Comunale sulle due materie del bilancio è stata unificata e preceduta dalla relazione dell’Assessore al Bilancio, Massimo Frellicca, il quale ha evidenziato che “nel conto di bilancio si valuta l’azione politico-amministrativa dell’Esecutivo, dell’azione condotta in particolar modo sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi e ai costi derivanti. Innanzitutto non ci sono stati scostamenti pertanto, rispetto ai parametri posti dalla Legge 267, abbiamo un avanzo di amministrazione di soli 30.000 Euro. Questo ci fa dire che, in rapporto alle previsioni approntate nel dicembre 2002, il conto consuntivo del 2003 non registra scostamenti e quindi tutti i programmi e gli obiettivi ipotizzati sono stati raggiunti e ci troviamo in una situazione di pareggio. Il Comune di Orvieto è perfettamente dentro il Patto di Stabilità Interno, conseguenza del Patto di Maastricht in materia di riduzione del rapporto tra debito pubblico e PIL, ovvero non siamo incorsi in alcuna sanzione. Proprio l’impegno forte dei cittadini e di tanti Comuni italiani, hanno fatto si che il nostro Paese non sfondasse ulteriormente i parametri europei. A tale riguardo, facendo una parentesi su ciò che sta avvenendo in questi giorni, i tagli approntati dal Governo sono semplicemente scandalosi, incostituzionali rispetto ad impegni già presi da parte degli Enti Locali; ora sembra che ciò riguardi solo gli Enti che non hanno rispettato il Patto di Stabilità Interno, vediamo gli sviluppi! I conti dello Stato sulle previsioni 2003 effettuate dall’allora ministro Tremonti e dal governo in carica, si sono rivelate sballate determinando quella Finanziaria che produsse minori trasferimenti di tipo ordinario, una compartecipazione statale solo teorica, accollando agli Enti Locali il mancato finanziamento del rinnovo contrattuale dei dipendenti degli Enti Locali ed avviando, di fatto, una stagione di tagli alla spesa pubblica che, come vediamo in questi giorni, si va pericolosamente aggravando mettendo i Comuni in serie difficoltà”.
“La reazione alla Finanziaria 2003 da parte dei EE.LL. è stata diversificata – ha aggiunto Frellicca. Orvieto non ha né aumentato le tasse né diminuito i servizi: l’ICI non è stata aumentata, ovvero è bloccata dal 1998, come pure l’addizionale IRPEF, la TOSAP e la TARSU, le maggiori entrate extratributarie hanno permesso la tenuta del livello e della qualità di erogazione di servizi importanti. Gli investimenti fatti nel 2003 hanno guardato al di là dell’anno preso in considerazione, Orvieto si è affermata come distretto del buon vivere, ha investito nel sociale e nei servizi educativi, nelle infrastrutture e nelle opere pubbliche nella formazione, nell’università, nella cultura, negli eventi. Tutto ciò ha concretizzato il concetto della città sistema che funziona. Il concetto di città economica si traduce in una ulteriore disponibilità di 15 ettari nell’area di Fontanelle di Bardano da destinare a future attività produttive; anche il numero degli abitanti mostra incoraggianti segni di una inversione di tendenza, il turismo ha registrato, nel 2003, una flessione fisiologica limitata rispetto all’andamento nazionale, limitando conseguentemente i danni registrati in altre città. I dati di ufficiali ISTAT ed Unioncamere danno altri segnali di fiducia: il settore industriale dimostra di non essere in grave difficoltà, anche il sistema locale del lavoro registra, a partire dal 2002, una valutazione del tasso di disoccupazione pari al 5,3% nettamente inferiore al dato nazionale: dal ’96 al 2001 7,72% in più di occupati. L’agricoltura attraverso il concorso di enti pubblici e soggetti privati si sta sempre più specializzando e qualificando (GAL Europa, Strada dei Vini, Palazzo del Gusto, ecc.). Per il reddito pro-capite Orvieto si colloca al 4° posto nella regione. L’economia orvietana non è una cenerentola, ovviamente ci sono situazioni di criticità. Il Commercio vive la crisi regionale e nazionale. Il 2003 è stato l’anno determinante per i progetti di e-government (in corso con la Comunità Montana), si sono concretizzati la rete ComNet e il contact center e per quanto riguarda le azioni concrete nell’ambito della città tecnologica stanno avanzando interessanti sperimentazioni anche da parte del Consorzio Cresc.Endo in collaborazione con Fast-Web”.
“Lo scorso mese di maggio – ha aggiunto l’Assessore – il bilancio del nostro Comune ha ricevuto il Rating Standard & Poor’s 3b+ con prospettive stabili. Il rating serve a capire se il debito a lungo termine può essere coperto da un Ente o una società è, dunque, un elemento di grande novità che ci permette di guardare al futuro con molta attenzione, già a partire dal Bilancio 2005 in cui ovviamente si presenteranno delle proposte, ma qualora non si dovesse andare all’attuazione definitiva del Piano Regionale dei Rifiuti, avremo serie difficoltà riguardo alle entrate extratributarie. Tornando al 2003, sono stati realizzati investimenti per circa 12.000.000 di Euro, che vanno dal PUC di Sferracavallo al Parco Archeologico Ambientale. La Complanare è stata finanziata con 14 milioni di Euro e nei prossimi giorni si andrà alla stesura definitiva del progetto. Il 2003 è stato un anno importante per quanto riguarda gli eventi culturali che hanno reso nota la nostra città a livello mondiale, basta dire che tutto questo è sintetizzato nello studio del Formez del 2003 che ha collocato il Comune di Orvieto fra i primi dieci comuni italiani con popolazione oltre i 15.000 abitanti, per gli investimenti realizzati nella cultura”.
Sintesi del dibattito:
Stefano Olimpieri (AN): “Il patto di stabilità attiene a norme di carattere europeo e nazionali, così come altri comuni italiani il Comune di Orvieto rientra entro questi parametri che consentono alcuni vantaggi illustrati dall’Assessore, il quale, peraltro, ha sviluppato considerazioni catastrofiste a livello di politica economica nazionale, viceversa alcuni provvedimenti dovrebbero riportare l’economia italiana entro trend favorevoli. In merito alla riduzione dei trasferimenti questa politica viene messa in atto da tempo da diversi governi, quindi non è una novità ed è invece positivo che i Comuni portino avanti proprie progettualità e servizi, e che siano più virtuosi nella gestione della spesa. Malgrado la riduzione dei trasferimenti, come lo stesso Assessore ha affermato, il Comune di Orvieto è riuscito a portare avanti una politica dei servizi, ciò ci induce a dire che la riduzione dei trasferimenti non è stata poi così grave da compromettere i servizi stessi. Riguardo agli investimenti per le infrastrutture e la viabilità, come la Complanare, il fatto stesso che attendiamo le progettazioni equivale a dire che manca ancora la realizzazione di importanti scelte. Relativamente al turismo la città soffre e servono azioni di concertazione tra pubblico e privati, alcuni eventi sono radicati e importanti, ma vanno ricalibrati per assicurare flussi durante l’intero anno. Sullo sviluppo economico manca una programmazione ma sono stati costituiti Enti come il Consorzio Cresc.Endo che dovrebbe fare marketing territoriale, ma nessun nuovo insediamento si è realizzato, né ci sono stati riscontri occupazionali. La città ha grandi gap negativi non solo nel contesto nazionale ma anche regionale: intendo, cioè, aprire la questione del rapporto con Perugia, dove emerge la necessità di rimettere in gioco la concertazione fra Enti ed il rapporto con le categorie”.
Secondo Federici (DS): “E’ soddisfacente il quadro descritto dall’Amministrazione Comunale. Il 2003 è stato uno degli anni più difficili in cui si sono incontrate difficoltà nella chiusura dei bilanci, non solo quelli pubblici ma anche quelli delle famiglie. C’è una nuova emergenza sociale che, in taluni casi è stata aggravata dalla impossibilità di alcuni Comuni italiani di investire proprio nel sociale, aggravando il ricorso all’usura da parte dei singoli soggetti. Il Comune di Orvieto in questo panorama riesce ad essere un’isola felice, chiudendo in attivo, senza aumentare le tasse o ridurre i servizi e destinando il 16% in più ai servizi sociali. Il conto consuntivo è un risultato che mostra la funzionalità dell’Ente e lascia ben sperare per il futuro”.
Massimo Morcella (F.I.): “Secondo l’Assessore la chiusura del bilancio in pareggio non dovrebbe destare troppe preoccupazioni, tuttavia il nostro territorio non è tanto ordinario visto che gestiamo l’impianto della discarica. I bilanci di altre città analoghe che hanno una gestione analoga, si trovano in condizioni economico-finanziarie ben diverse. Di tutto questo nel nostro bilancio non vi è traccia, proprio quando nel territorio abbiamo un impianto in cambio del quale non abbiamo nulla. Nel 2003 la Discarica ha fruttato 2.000 di Euro, ma allora perché non chiuderla, se questo deve essere il suo contributo all’assetto socio-economico della città. Ho introdotto la questione della Discarica per dare un’idea approssimativa di grandezza parlando di esperienze di altri Comuni. Personalmente non sono favorevole alla discarica e a tutti gli oneri di impatto connessi, tuttavia se si dice che la discarica ha un senso allora bisogna coltivarla perché dia dei frutti per tutti i cittadini. Il voto contrario sul consuntivo 2003 non è per il bilancio in sé, ma perché non si valorizzano potenzialità che la città esprime e che ci farebbero dormire sonni più tranquilli”.
Maurizio Conticelli (Lista Conticelli): “Il consuntivo del bilancio 2003 può essere considerato il bilancio di fine mandato del Sindaco Cimicchi. Ci sono due elementi di novità che stanno a segnare forse una diversità di comportamenti: rating e i bilanci delle aziende partecipate, non solo atti contabili ma strettamente correlati all’attuazione di programmi politico-amministrativi. Approvare un bilancio significa approvarne e condividerne le scelte amministrative. Documenti predisposti con grande perizia malgrado avremmo gradito qualche ulteriore commento dei Revisori sulle partecipate o sulle entrate tributarie derivanti dalla discarica; l’avanzo di 30.000 euro denota il rischio corso dall’Amministrazione di creare condizioni di disavanzo. La questione del rating è importante solo perché siamo certi che presto questa questione precipiterà rapidamente, il paragone con Alessandria e Genova dimostra che il volume di investimenti è sparametrato per una città come Orvieto; il raddoppio degli investimenti per il sociale e la cultura delineano anch’essi sparametratura e fanno paventare una situazione di difficoltà futura. Il ricorso ai mutui su vari settori, ci preoccupa come pure talune previsioni di entrata e di spesa assolutamente non sostenibili. Noi non siamo per indietreggiare ma anzi per rilanciare nella direzione della crescita e dello sviluppo, servono però delle opzioni e non le accelerazioni inopportune. Non rifiuto l’idea che dai rifiuti vengano proventi, ma quella delle valutazioni politico-economiche che questa amministrazione ha fatto”.
Luca Giardini (AN): “Non essendo stati presenti alla stesura del bilancio 2003 è improprio entrarvi nel merito, dovremmo conoscere analiticamente le voci e i residui. Il 50% delle Entrate è assorbito dalle Spese correnti per il personale, ne deriva l’assoluta inconsistenza della presenza pubblica nel commercio, agricoltura e artigianato il che va a tutto demerito dell’Amministrazione Comunale che deve fare di più. La discarica va impiegata meglio, va implementata e deve rendere di più e meglio magari ricorrendo ad una società a capitale misto pubblico-privato, gli introiti che produce per le Casse Comunali sono solo del 7%, l’Amministrazione deve trovare altri modi per renderla redditizia, con soluzioni legali e senza ricorrere ai rifiuti dall’esterno, ciò anche alla luce del fatto che l’intera Unione Europea sta andando verso il Federalismo e quindi gli Enti Locali devono funzionare tramite l’autonomia. Lo Stato taglierà sempre di più secondo un trend iniziato negli anni ’90”.
Gianpietro Piccini (PDCI): “Il conto economico è il risultato delle attività del Comune, esso dice cose importanti a partire dal rispetto del Patto di Stabilità Interno, ma dice anche che viene profusa una mole di servizi di alta qualità per i cittadini, il che di per sé non va letto in modo superficiale. Sebbene non eravamo presenti in Consiglio nel 2002/2003 in complesso giudichiamo positivamente il lavoro fatto dall’Amministrazione Comunale. Vogliamo evidenziare come la positività del bilancio e la stabilità economico-finanziaria dell’Ente possa essere ribaltata positivamente anche per il 2004 e soprattutto per il 2005. La maggioranza dovrà mettere a disposizione le proprie capacità soggettive e oggettive per il futuro che non si presenta particolarmente roseo. Il mancato controllo a livello nazionale sull’applicazione dell’Euro coinvolge, in termini di difficoltà oggettive, anche i Comuni così come è per le famiglie. Le difficoltà oggettive sono tutte dentro il nostro discernimento e la valutazione circa gli obiettivi di intervento. Al momento del consuntivo del 2004 saremo costretti a definire una nuova rilevazione e gestione del bilancio, stando attenti a che il messaggio che transita tra i cittadini non sia quello delle responsabilità della maggioranza, ma dell’effetto dell’andamento generale del Paese. Sugli investimenti chiediamo una attenta valutazioni in base alle reali priorità, secondo un dinamico divenire”. “La discarica deve fruttare di più: dico sì se deve funzionare con la stessa quantità di rifiuti smaltiti, di no se dovessero essere smaltiti altri rifiuti – non ci sono certezze sull’impatto sulla salute dei cittadini, inoltre l’aumento dei rifiuti smaltiti esaurirebbe anzitempo la durata del sito di smaltimento. Dobbiamo rapportare a questi proventi i termini della durata temporale dei nostri bilanci. La discarica deve essere garantita da un Piano Regionale, alla tutela dei cittadini dovrebbero essere però finalizzati parte dei proventi derivanti, ovvero per i servizi agli anziani o all’avviamento al lavoro dei giovani. Anno dopo anno non possiamo rincorrere il pareggio di bilancio, ma dobbiamo poter programmare con serenità. La compartecipazione pubblico-privata è accettabile in forma di SpA anche se sarei convinto pure della gestione diretta, perché ritengo che il soggetto pubblico sappi anche fare le cose bene. Siamo favorevoli al Conto Consuntivo”.
Marco Frizza (DS): “Al Consiglio Comunale spetta l’analisi politica; la capacità di spesa di questo Comune è 21.000.000 di euro. Sulla Discarica l’Amministrazione è vigile e si è attrezzata per fare di più. Tutto è migliorabile dai servizi, agli eventi culturali, oggi dobbiamo prendere atto che il bilancio 2003 chiude in pareggio e la solidità economico-finanziaria dell’Ente è certificata”.
Giancarlo Imbastoni (RC): “La sovrapposizione con la discussione del DPEF e i tagli per circa 20 miliardi di Euro, pesa sul dibattito complessivo e sulle valutazioni che si fanno in ambito locale. La massiccia campagna di tagli alle spese di rappresentanza che accompagna da parte del Governo i tagli agli sprechi, nei territori si traduce, in realtà, con i tagli ai servizi. Il nostro sarà un voto favorevole verso il consuntivo 2003, non solo per confermare un impegno politico ma perché, dati alla mano, esso risulta sottoscrivibile. Lo spirito di questo tracciato è condivisibile, è il bilancio di un Comune che investe per la spesa sociale aumentandola, oggi siamo dinanzi ad un grande patrimonio pubblico”.
Fabrizio Cortoni (Lista Conticelli): “Avrei preferito che l’approvazione del Conto Consuntivo fosse avvenuto nella precedente consiliatura. Il dibattito appare equilibrato. Il risultato di un avanzo di 30.000 euro è confortante, ma ciò non significa dare un giudizio positivo su tutto quello che è stato fatto. Propongo di ricercare risorse aggiuntive, di procedere il prima possibile ai crediti e/o liquidazioni di quelli che sono clienti e fornitori dell’Ente. Il rating, di per sé, non ci mette in una botte di ferro”.
Roberto Meffi (La Margherita): “Nel Consuntivo 2003 sono state rispettate tutte le previsioni dimostrando capacità di programmazione da parte di questa amministrazione e di questa classe dirigente. Non cito i diversi titoli, perché tutti conosciamo la mole degli investimenti messi in campo, mi limito a citare gli investimenti per la nascita di “Risorse Per Orvieto” S.p.A. cui legato il futuro sviluppo della città e la rifunzionalizzazione degli ampia spazi dell’ex caserma Piave, e le scelte finalizzate per il potenziamento di aree industriali; chiudo sottolineando il ruolo importante svolto dai Consigli di Zona nella determinazione degli indirizzi di bilancio”.
Franco Raimondo Barbabella (SDI): “La discussione che si sta sviluppando è ricca di spunti e poco segnata dal politichese ma da ragionamenti e argomentazioni interessanti da tutte le componenti politiche. Oggi ci muoviamo in un quadro di riferimento difficile, domani la prospettiva è quella di un salasso che colpirà inevitabilmente tutti gli italiani di tutti i ceti sociali. In questo quadro ci muoveremo a partire dal bilancio 2005. Dobbiamo perciò preoccupare di questo scenario, a partire dalle prossime settimane. Abbiamo il vantaggio di non essere penalizzati per aver rispettato il Patto Interno di Stabilità. Negli anni precedenti e fino a poche settimane prima delle elezioni si facevano altri discorsi, oggi ci si riconosce di aver lavorato bene sul Patto di Stabilità. Tutto bene? Certamente no, non solo perché si può fare di meglio, ma anche perché le opinioni diverse che esistono sul futuro possono dare stimolo per altre future scelte. Mi ha particolarmente e positivamente colpito il Cons. Morcella che ha affrontato il problema evidenziandolo. Orvieto non è una città qualsiasi ma è particolare, ha delle entrate straordinarie che sono date dalla discarica; altra cosa è parlare della discarica come di una ‘bomba ad orologeria’ ma quello è un modo di pensare; oggi tutti sono consapevoli che gli impianti di smaltimento industriale sono una ricchezza, il problema vero è che ad Orvieto non si vuole fare il salto di qualità culturale di pensare alla modernità come ad un’occasione. Sottoscrivo quando detto da Morcella. La scelta che fu fatta negli anni ’80 di quel sito è stata la fortuna possibile di Orvieto, e lo è ancora se Orvieto ha il coraggio di farla. I soldi sono uno strumento, non un fine. Questo consuntivo è un buon consuntivo, due milioni di euro derivanti dalla Discarica sono nulla rispetto a quanto potrebbe derivare da un impianto simile ma molto è legato al Piano Regionale dei Rifiuti. Il nodo centrale è la battaglia decennale della classe politica orvietana di tutti i partiti, che è sempre stata succube della classe politica regionale. Questa città ha bisogno di fare un salto di qualità, la dialettica fra maggioranza e minoranza deve contenere queste spinte. La Discarica è chiave di volta di una svolta. Serve coraggio, fiducia nel futuro e speranza che sono poi degli strumenti economici e non delle chiacchiere! La discussione sul rating non mi appassiona perché so per esperienza che si può essere di qualità anche senza certificazione di qualità. Andando al sodo della discussione il tema è sullo stato non solo dei nostri conti pubblici ma delle nostre potenzialità per lo sviluppo, su quale tipo di sviluppo e quali operazioni fare per questo sviluppo. Si tratta di chiarire come affrontiamo due temi contemporaneamente in un quadro complesso di macroeconomia ma anche di politiche economiche. Come aggrediamo tutte queste questioni, di cui la Discarica è un aspetto? L’impianto industriale di smaltimento potrebbe essere un’occasione per lo sviluppo, dando forti incentivi in molte forme. Chiedo al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente di attivarsi per approfondire e far conoscere meglio a noi tutti il funzionamento e le problematiche connesse alla gestione di impianti di smaltimento in altre realtà nazionali ed estere. Approveremo il bilancio consuntivo perché è una buona base per lo sviluppo”.
Alessandra Sargenti (La Margherita): “Il nostro Consuntivo ha un avanzo nonostante il bilancio avesse avuto diversi tagli. Non si è avuto aumento delle tasse, né dei servizi che sono stati mantenuti ad un alto livello di qualità, ci sono stati interventi significativi nelle frazioni. Il nostro Consuntivo rispetta il Patto di Stabilità. La cosiddetta manovrina del Governo in realtà è una vera e propria manovra. Nel 2003 si sono manifestati maggiori povertà e l’Amministrazione Comunale di Orvieto ha fatto un buon lavoro contenendo i rischi di impoverimento dei cittadini. Sono questi i risultati che contano”.
Massimo Gambetta (DS): “La discussione è interessante. Il Conto Consuntivo è un atto tecnico e politico al tempo stesso. Tecnicamente il rating positivo che ha analizzato non solo i conti dal 2003 ma i bilanci dal 1999 al 2003, è un giudizio incoraggiante che da prospettive stabili. Non è solo un conto consuntivo, di sicuro un consuntivo in controtendenza, forse un Bilancio Sociale: il blocco dell’ICI da diversi anni, l’aiuto alle giovani coppie, l’attenzione all’istruzione pubblica, la cura del sistema eventi che attraverso la cultura ha favorito la sprovincializzazione della nostra realtà. La politica dei tagli non paga. Altri dati oggettivi puntano a creare una coscienza collettiva nuova rispetto al futuro della nostra comunità: oggi, al Centro Studi Città di Orvieto sono iscritti 656 studenti, la società Risorse per Orvieto sta lavorando al progetto per la rifunzionalizzazione dell’ex Caserma, per farla breve c’è un’Amministrazione che guarda allo sviluppo futuro. La nostra Discarica è un impianto industriale a norma di legge, fare terrorismo psicologico non serve a nessuno. Al collega Conticelli ricordo che i suoi progetti sono stati bocciati dall’elettorato che non lo ha seguito. Quanto all’affidabilità dei conti ricordo ad altri gruppi della minoranza che nei giorni scorsi proprio il Vice Presidente Fini ha dichiarato pubblicamente che il Ministro Tremonti aveva falsato i dati, e allora, come si rapporta la minoranza con la politica nazionale? Il Governo nazionale passa ai Comuni, alle Province e alle Regioni le scelte dei tagli. Per governare il Paese non bisogna dimenticarsi il Paese”.