Il Premio "Simone Prudenzani" per l'informazione agroalimentare.
COMUNICATO STAMPA n. 268/04 G.M. del 21.06.04“Sapor Mundi: la qualità agroalimentare come medium del territorio” è il tema della tavola rotonda che si terrà Venerdì 25 giugno p.v. alle ore 17,30 presso la Sala Consiliare.
· Il Premio “Simone Prudenzani” per l’informazione agroalimentare.
Per iniziativa del Comune di Orvieto, della Comunità Montana “Monte Peglia e Selva di Meana”, della Provincia di Terni e della Regione Umbria, Venerdì 25 giugno p.v. alle ore 17,30 presso la Sala Consiliare del Comune di Orvieto si terrà la tavola rotonda sul tema: “Sapor Mundi: la qualità agroalimentare come medium del territorio.
Dopo il saluto delle autorità e del Presidente dell’Associazione Cittàslow, Stefano Cimicchi sono in programma gli interventi di: Giuseppe Ambrosio - Direttore del Dipartimento della Qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, Carlo Liviantoni – Assessore all’Agricoltura della Regione dell’Umbria, Mario Morcellini – Docente della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza”, Franco Poggianti – Giornalista, curatore della trasmissione “AgriTre” di RAI TRE.
A seguire, alle ore 20,30 al Palazzo del Gusto sarà la volta delle “Eccellenze dell’Umbria”, cena degustazione con i migliori prodotti dell’agroalimentare umbro.
Alle ore 21,30 infine, avrà luogo la consegna del Premio “Simone Prudenzani” per l’informazione agroalimentare.
Il poeta Simone Prudenzani (1387-1440) fu il primo in Umbria che cominciò a descrivere con accuratezza di particolari, i passatempi, le danze, le musiche, i giochi, le cacce che rallegravano la vita quotidiana, il tutto unito ai cibi del tempo.
Il primo che scrisse “qualcosa” di gastronomia, fu un patrizio romano, Celio Apicio, vissuto nel I° sec. d.C., ma dal XVI sec. alcuni maestri di cucina incominciarono a porre più attenzione a quello che si era soliti mangiare, iniziando a raccogliere ricette di varia provenienza, a stamparle e diffonderle, ritenendo ciò fondamentale per far apprezzare e conoscere il piacere della buona cucina e per far conoscere le buone maniere di stare a tavola.
I libri di cucina giunti fino a noi sono di cuochi famosi che operavano presso corti imperiali o pontificie e che cominciarono a raccogliere ricette con relativi ingredienti e modi di associarli prima di cucinarli.