Il regista di "Exils" partecipa alla serata a lui dedicata nell'ambito del Festival "Orvieto Musical Cinema".
COMUNICATO STAMPA n. 228/04 G.M. del 01.06.04Tony Gatlif regista del film “Exils” vincitore del Premio alla miglior regia del Festival di Cannes 2004, parteciperà Giovedì 3 Giugno alle ore 21,00 al Palazzo del Popolo di Orvieto alla serata a lui dedicata nell’ambito del Festival “Orvieto Musical Cinema”.
Gli organizzatori “Orvieto Musical Cinema” la considerano – a ragione – una “chicca” per l’edizione zero del Festival, la presenza - Giovedì 3 Giugno alle ore 21,00 al Palazzo del Popolo di Orvieto - di Tony Gatlif, il regista del film “Exils” vincitore del Premio alla miglior regia del Festival di Cannes 2004. Quando essi progettavano il programma di “Orvieto Musical Cinema”, Tony Gatlif non aveva ancora vinto a Cannes ed ora la sua partecipazione alla serata che gli è stata dedicata oltre ad essere un “bel colpo” per gli organizzatori è anche di buon auspicio per gli esiti della manifestazione.
La scelta di Gatlif non è stata casuale: durante tutta la sua opera cinematografica, il regista algerino-francese ha sempre affidato alla musica un ruolo essenziale per capire la realtà e per disegnare l’identikit culturale delle sue genti, cercando un nuovo equilibrio fra spettacolo e coerenza con le radici “gitane”.
“La trance che vivono i due ragazzi protagonisti di Exils, Zano e Naima - dice Tony Gatlif regista e coautore delle musiche del film “Exils” - è basata da una vera cerimonia, il più spettacolare tra tutti i rituali. Al suono di questa musica ritmata in modo binario, l’individualità può finalmente liberarsi da se stessa. Si può così trovare abbastanza forza per andare oltre le proprie inibizioni, paure e frustrazioni … Mi ricordo odori, luci, colori, paesaggi di ciascuno dei luoghi che allora ho attraversato; erano scritti nella mia memoria. Girando il film ho avuto paura di essere assalito con troppa forza da quei fantasmi … Exils va in crescendo, come una trance. La musica accompagna i miei personaggi per tutto il loro cammino e cura le loro anime ferite”.