Venne rispettato il patrimonio artistico di Orvieto.
COMUNICATO STAMPA n. 165/04 G.M. del 26.04.04Richard Heseltine, il maggiore inglese che il 14 giugno 1944, entrò ad Orvieto al comando delle truppe di liberazione ha incontrato le autorità cittadine.
· Richard Heseltine: “60 anni fa Orvieto è stata liberata da un patto tra inglesi e tedeschi che hanno rispettato il patrimonio artistico di questa Città. Spesso sono le opere d’arte che fanno la differenza!”.
Un incontro particolarmente sentito, sincero, caloroso e significativo per ricostruire frammenti determinanti della memoria storica di Orvieto all’indomani della seconda guerra mondiale, quello che si è svolto oggi pomeriggio presso la Sala Consiliare, tra il Sindaco, Stefano Cimicchi, i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale ed alcuni dei protagonisti della liberazione di Orvieto con Richard Heseltine, il maggiore inglese che il 14 giugno 1944, entrò ad Orvieto al comando delle truppe di liberazione.
Intorno a Richard Heseltine, un “giovane” 90enne inglese che da dieci anni aveva espresso il desiderio di tornare a visitare la città di Orvieto, si sono stretti nel reciproco bisogno di sapere, di capire di più i tanti dettagli di quel 14 giugno 1944, molti personaggi orvietani che quell’epoca e quella data le hanno vissute veramente, con la speranza di raccontare ai giovani studenti cose che i libri di scuola non dicono. Così, in un susseguirsi incalzante di domande e risposte è stato scritto un altro capitolo importante della storia di Orvieto, all’insegna del dialogo e della fratellanza nel nome della Pace e della cultura.
Un incontro nel quale ha trovato posto anche il ricordo per le persone che ora non ci sono più come l’allora Vescovo di Orvieto, Mons. Francesco Pieri e il Presidente dell’Opera del Duomo, Luigi Petrangeli che si adoperarono in varie forme per proteggere il massimo monumento della Città, ma anche per quell’ufficiale tedesco di cui non si sa più nulla. In particolare, si è insistito per conoscere da Heseltine, se vi fosse stata o meno da parte del Comando Supremo la volontà di accettare un tregua, questione che Heseltine non ha escluso visto che anche ad Assisi ciò era avvenuto, dichiarando tuttavia di non esserne a conoscenza relativamente alla parte inglese senza escludere che fossero stati i tedeschi ad assumere tale decisione.
Un fatto è certo: “60 anni fa Orvieto è stata liberata – ha dichiarato Richard Heseltine - da un patto tra inglesi e tedeschi che hanno rispettato il patrimonio artistico di questa Città, perché spesso sono le opere d’arte che fanno la differenza!”. Un’affermazione rafforzata dalla testimonianza dell’artista Livio Orazio Valentini che ha ricordato la sua prigionia in Germania e quando i tedeschi facevano circolare, tra i prigionieri, le false cartoline dei monumenti italiani distrutti, compreso il Duomo di Orvieto, concludendo però che: “la Cultura è un linguaggio unificante e che gli uomini di cultura sanno bene che le opere d’arte sono uniche ed irripetibili, perciò da preservare. In qualche modo Orvieto è stata difesa, dunque, dalle sue uniche ed inoffensive rappresentazioni d’arte”.
Richard Heseltine, in qualità di ufficiale Maggiore del comando inglese alleato (Terzo Ussari del Re) entrò in Orvieto dopo accolto e concordato la proposta del comandante tedesco che stava per abbandonare la città, secondo la quale Orvieto era “città aperta per via delle sue bellezze storiche”.
Purtroppo la speranza di poter ringraziare anche l’ufficiale tedesco che ebbe nei confronti di Orvieto così tanta sensibilità non è stata concretizzata, malgrado le ricerche effettuate negli ultimi dieci anni dalla sezione orvietana dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra presso l’Ambasciata di Germania, a causa della difficoltà di reperimento dei documenti riguardanti gli archivi militari tedeschi.