Il Sindaco afferma: "Si completa un programma che va oltre questo quinquennio. E' un lavoro che si potrebbe storicizzare, frutto di una conduzione equilibrata e lungimirante della maggioranza".
>>>>Segue COMUNICATO STAMPA n. 085/04 C.C. del 09.03.04
Nel corso del dibattito il Cons. Maurizio Conticelli ha proposto due risoluzioni la prima tesa a sollecitare la Regione dell’Umbria sulla riforma del regime dei suoli, la seconda finalizzata a istituire una Commissione di Studio in base al Regolamento Consiliare, per approfondire il fenomeno delle osservazioni che sono state presentate successivamente all’adozione delle previsioni del PRG.
Entrambe le risoluzioni, in sede di voto, sono state respinte a maggioranza dal Consiglio Comunale.
Solo sulla prima risoluzione è stato osservato dal Capogruppo Bruno Materazzo (DS): “Trovo scorretto al momento del voto presentare una risoluzione di questo genere che potrebbe riaprire una discussione notevole. Se la risoluzione è qualcosa in più rispetto alla grande mole di documenti che già compongono gli argomenti oggi all’esame, allora chiedo che venga approfondita in una trattazione separata al fine di avere più tempo per comprendere e riflettere, se invece è un tentativo di dilazione non sono d’accordo e, comunque, ritengo che quanto sostenuto nel testo della risoluzione sia già contenuto nei documenti attinenti allo studio della Variante e che all’attenzione della stessa Regione Umbria”; di analogo avviso il Capogruppo Franco Raimondo Barbabella (SDI) che ha dichiarato: “La risoluzione ha un certo interesse perché affronta una tematica di fondo. Esistono le nuove competenze regionali e l’auspicio che la Regione eserciti fino in fondo le nuove competenze nel momento in cui arriveranno. Il nostro sarebbe però solo un auspicio, uno dei tanti. Non si può liquidare un tema così importante in così poco tempo. Presentando una risoluzione di questo tipo, Conticelli dà l’impressione di voler quasi sfuggire a un problema che è soltanto suo, e cioè: come rapportarsi a strumenti urbanistici che innovano profondamente il modo di intendere la gestione del territorio e che recepiscono anche idee sue. Io credo che sia meglio che egli si pronunci su questo, in modo più chiaro. La risoluzione la ritengo talmente al di là di quello che stiamo discutendo ora, che francamente credo si tratterebbe di uno dei tanti auspici”.
In fase di dichiarazioni di voto il Consiglio si è così espresso:
Cons. Maurizio Conticelli (I Democratici): “la risoluzione sul regime dei suoli la ritengo appropriata rispetto alla materia che stiamo discutendo. Essa prende le mosse da iniziative politiche animate all’interno del centro-sinistra a metà degli anni ’90 che hanno caratterizzato quella prima parte di riforma della legge vigente in materia urbanistica legata alla suddivisione tra parte strutturale e parte operativa che oggi proprio ci vede protagonisti nella discussione. Le tematiche da me descritte e le finalità della risoluzione erano solo quelle di mandare un segnale alla Regione che sta predisponendo una rivisitazione della normativa a partire dalla Legge 31, in termini di contenuti, non altro. La seconda risoluzione è invece strettamente legata al mio commento finale sulle vicende del PRG di Orvieto sul quale non ho mai avuto esitazione a condannare alcune scelte sbagliate ed inaccettabili. Per noi è impossibile accettare questa previsione di nuove zone ‘C’ molto estesa e rilevante che ha minato la credibilità del Piano stesso. Oggi la Variante va a colmare una serie di lacune che noi abbiamo evidenziato da subito, criticando questa impostazione a livello anche di insufficienza della documentazione conoscitiva che oggi, invece viene brillantemente affrontate, e di questo va dato atto ai nostri uffici. Con ciò non voglio togliere nulla al firmatario del Piano, Prof. Bernardo Rossi Doria che ha assolto un lavoro su commissione. Oggi emerge il fatto che la fretta di allora ha partorito un piano a nostro avviso inadeguato, forse con più calma di poteva fare un piano che poteva essere affrontato nella fase di tranquillità politica evitando anche la fase pre-elettrorale. Per queste ragioni ribadiamo le nostre posizioni e in merito allo specifico argomento dell’enorme proliferazione ed avvio delle zone ‘C’ credo che si sia ecceduto, sbagliando forse già la fase programmatoria, toccando poco i problemi sentiti dalla gente”.
Franco Raimondo Barbabella (SDI): “Confesso di comprendere sempre di meno il Cons. Conticelli perché ci troviamo di fronte ad una revisione di strumenti urbanistici che ha una serie di caratteristiche chiare a tutti: nelle zone ’B’ si tolgono 51.000 mq. e se ne mettono 9.000 mq. con una differenza quantitativa di 42.000 mq., in termini qualitativi si cancellano tutti i lotti di zona ‘B’ previsti nelle zone da salvaguardare come le pendici, la valle della Badia, la Selciata, il laghetto; si fa poi un’operazione di ridefinizione delle zone PEEP aumentandole ma anche trasformandole: laddove era prevista una zona PEEP che storicamente è dimostrato che non va, si trasforma in zona ‘C’ rispondendo alle esigenze dei cittadini, ma è sempre quella zona PEEP che viene ridotta e traslata, e quindi la quantità non cambia di un metro. Mi pare cioè l’esatto contrario dell’uso punitivo delle zone PEEP che vengono trasformate in zona di qualità. Dove sono le nuove zone ‘C’? C’è una riorganizzazione nel segno della qualità, c’è un’espansione dell’area industriale e artigianale secondo una riorganizzazione intelligente, aumentando gli standard con zone verdi, servizi e viabilità, nel segno dell’innalzamento della qualità urbana. Ecco perché non comprendo la posizione del Cons. Conticelli, né la risoluzione da lui proposta e il fatto che egli voglia far passare l’idea che ci sarebbero state spinte speculative a cui questi strumenti hanno dato risposta, ebbene è esattamente il contrario. Io trovo francamente intollerabile sul piano morale e politico che si tenti di far passare l’idea che siamo di fronte a una classe dirigente che usa gli strumenti urbanistici per dare risposte a spinte speculative quando noi stiamo facendo esattamente il contrario, qui siamo di fronte a un tentativo molto coraggioso di riorganizzare gli strumenti urbanistici perché abbiamo preso atto che alcune cose non funzionano, altre erano contraddittorie, mentre altre andavano spostate in avanti a livello di sviluppo sostenibile, di difesa e tutela dell’ambiente e di differenziazione delle opportunità per i cittadini. Capisco l’ansia da clima elettorale, in cui ciascuno si colloca, si posiziona, ma francamente a tutto c’è un limite! Le domande vere sono ben altre: 1) questi strumenti permettono o No di governare il territorio per soddisfare le diverse esigenze che esistono bilanciando l’uso del territorio con la sua tutela, salvaguardia e rispetto dei beni ambientali, storico-artistico? 2) Viene indicata una via di governo del territorio di più alta qualità? Una strategia di uso delle risorse che tenda ad alzare la qualità con il coinvolgimento consapevole della rete dei soggetti che usano il territorio? 3) Queste sono scelte libere o condizionate? La nostra risposta è che: sono scelte libere, che tendono alla più alta qualità e che permettono un governo del territorio di più alto livello. Per questi motivi pensiamo che si tratta di un bel risultato, di un lungo impegno, di un lungo lavoro che ha coinvolto anche parecchi soggetti esterni all’Amministrazione che hanno dimostrato di possedere le qualità per affrontare problemi di questa portata. La fase che viviamo oggi, è ben diversa dal passato, alla fine degli anni ’80 come ha accennato il Sindaco, ci fu un tentativo molto serio di dare coerenza urbanistica a tutto il lavoro che era stato fatto, e ci si dovrebbe chiedere perché fu bloccato quel processo. Allora chi affermava questi principi di cui parliamo oggi, aveva due sole strade possibili: o accettava le logiche del condizionamento oppure cercava di fermare i percorsi, e chi cercava di fermare i percorsi, normalmente veniva costretto ad andarsene. Non mi pare che oggi, sinceramente, qualcuno di noi sia preoccupato di rispondere a questo o a quello che sta fuori di qui. C’è un ruolo prevalente della politica, che a volte può sbagliare delle valutazioni ma che sa correggersi, ma ritengo che ciò sia un bene, non c’è però un ruolo prevalente e condizionante degli interessi! Pertanto, approveremo questi strumenti che, intanto, affronteranno la fase delle osservazioni”.
Stanislao Fella (AN): “Difficile mettere la discussione su un piano polemico perché di fatto c’è paradossalmente una convergenza di vedute: siamo di fronte al classico bicchiere che per alcuni è mezzo pieno e per altri, come me, è mezzo vuoto. Che questo nuovo PRG abbia eccellenti contenuti in termini di studio del paesaggio è vero e riconosciuto, il problema è che quello che si cerca di contrabbandare come un perfezionamento è in realtà l’inizio, l’anno zero dell’urbanistica orvietana, nel senso che è stato intrapreso finalmente un percorso di studio e di attenzione dello sviluppo del territorio. Ecco la convergenza di vedute. L’esercizio sofistico sta nel fatto che viene presentato come un successo quello che in realtà è l’autentica rivelazione di un precedente insuccesso, di una certa frettolosità del precedente PRG che ha inevitabilmente mostrato la corda. Questa fretta non nascondeva in sé una autentica malafede perché paradossalmente le famose zone ‘B’ le più esiziali dal punto di vista della pericolosità nel loro sviluppo sul territorio, le zone di completamento che più mettevano paura quali: Selciata, Badia, pendici della Rupe, provenivano da previsioni vecchissime. Però resta il fatto che si chiude la stalla quando molti buoi sono già fuggiti, perché di fatto sono stati commessi sul territorio gravi errori! Alcune zone, di fatto, hanno visto una proliferazione cementizia. In questo senso voi voterete il fallimento del precedente PRG dimostrando che l’opposizione aveva ragione pienamente quando sosteneva che il vecchio era sbagliato totalmente. Fortunatamente la sua flessibilità è la capacità di questa classe politica di fare ammenda dei propri errori ha salvato il salvabile. Attenzione però, se non è un insuccesso totale non è neppure un successo, ci sono delle colpe gravissime che avrebbero messo in seria difficoltà la maggioranza più ferrea. La differenza totale di impostazione da parte nostra, è che se pausa di riflessione doveva esserci anche prima, che vi sia almeno adesso: si parta dalla riqualificazione totale del territorio, ci si dia tempo per vedere che piega prenderà questo nuovo progresso edilizio, si imposti il recupero funzionale di tutto il territorio attraverso la concessione ai singoli proprietari di bonus edilizi dietro però richiesta che essi mirino alla effettiva riqualificazione di ciò che vanno a fare, riqualificando il suburbio, ottenendo un successo incredibile dal punto di vista della riqualificazione territoriale basata sulla ricucitura del territorio senza consumarne dell’altro! Se le lottizzazioni non sono ben fatte e non sono accostate all’effettivo recupero delle zone circostanti, si creano aree di degrado, creando l’effetto ghetto, oppure il dilagante concetto di città diffusa come esiste anche in molte città dell’Umbria anche attraverso l’uso distorto della legge 31. Il blocco e lo stralcio delle zone ‘B’ da sotto le pendici e nel parco della Selciata avviene solo per il 50%, l’altro 50% ormai è stato realizzato. Pertanto, tutto ciò che oggi giunge con la variante al PRG, arriva ben documentato ma è tardivo rispetto all’uso del territorio, e non ci esime dal sottolineare la spericolatezza dell’essere andati avanti con tali e tante concessioni urbanistiche in assenza di questi studi che fotografano un territorio che noi tutti conosciamo molto bene. Prendiamo atto del blocco che è avvenuto, ma non possiamo condividere questa metodologia e non condividano comunque la partenza delle zone ‘C’, pertanto voteremo contro il PRG”.
Cons. Bruno Materazzo (DS): “Il rischio che il dibattito su questo argomento si potesse trasformare solo in dibattito politico-elettorale era nell’aria, come pure il pericolo che questo dibattito potesse avere una valenza puramente demagogica. Ciò non si è fortunatamente verificato il livello della discussione, è stato francamente apprezzabile e alto, tranne la solita tecnica dilatoria delle risoluzioni presentate all’ultimo momento dal Cons. Conticelli, iniziativa che è fuorviante rispetto alle legittime esigenze dei cittadini di voler conoscere e capire le opportunità date dal PRG in termini di programmazione delle politiche di sviluppo urbano, territoriale e ambientale sostenibili con il territorio che ci circonda, in relazione alle politiche economiche, sociali e culturali. Le relazioni che accompagnano questo importante strumento, danno un quadro conoscitivo completo ed organico del territorio, di cui non deve sfuggire a nessuno l’importanza. Questo imponente lavoro ci permette di disporre di uno strumento urbanistico che disciplina la conservazione delle risorse naturali che abbiamo, rendendo tale strumento compatibile e complementare con le strategie di crescita urbana, artigianale e industriale. Questi documenti hanno un enorme valore conoscitivo per poter programmare politiche di sviluppo vero. Credo sia doveroso ringraziare i tecnici interni ed esterni che hanno lavorato alla stesura di un documento così importante. Per Fella oggi andiamo a celebrare il funerale del PRG del 2000, per noi significa al contrario celebrare una sorta di maturità di quel PRG che è cresciuto parallelamente alla trasformazione storica e sociale della nostra comunità. Se l’iter completo del PRG fosse stato seguito, sin dal suo inizio, dal collega Conticelli saremmo probabilmente ancora alla fase partecipativa producendo forti danni alla comunità. La risposta che si vuole dare ai cittadini orvietani è contenuta nel documento al PRG Strutturale ed Operativo. Questo strumento urbanistico contribuisce altresì al calmieramento dei prezzi di alloggi sul mercato ed è perfettamente adeguato al PTCP. Un PRG deve avere la flessibilità necessaria per intervenire in caso di mutate esigenze abitative ed economiche, senza svendite ad alcuno. Noi siamo favorevoli”
Cons. Roberto Meffi (Lista per Orvieto): “Ringrazio coloro i quali hanno lavorato per questa Variante al PRG, dimostrando grande professionalità, ciò è oltremodo importante perché si tratta di professionalità locali a dimostrazione di quanto sia cresciuta la realtà orvietana. Condividiamo il lavoro svolto e la relazione dell’Assessore Desideri. Questa Variante adegua il PRG al PTCP prevedendo un uso compatibile del territorio, snellisce le procedure amministrative introducendo elementi di flessibilità per una più efficace gestione delle opere pubbliche che l’Amministrazione intende adottare, censisce tutti i beni storici e archeologici, studia l’edilizia rurale tipica, verifica la compatibilità delle sue previsioni in merito agli aspetti storico, archeologiche e prevede,poi, nuove zone produttive per dare risposta alla domanda imprenditoriale. A nostro avviso questi elementi rispondono allo sviluppo socio-economico sostenibile. Per tale ragione il nostro gruppo esprime voto favorevole”.