Dice l'Assessore: "Un autogol clamoroso. Le difficoltà di Orvieto sonole stesse delle altre città italiane, perchè il potere d'acquisto degli italiani è diventato tra i più bassi d'Europa".
COMUNICATO STAMPA n. 042/04 G.M. del 05.02.04L’Assessore al Commercio, Massimo Frellicca replica alle critiche della Confcommercio e del centro-destra orvietano, definendole: “un autogol clamoroso perché le difficoltà della nostra città sono le stesse che le altre città italiane stanno vivendo, grazie alla politica economico-commerciale del Governo. Al contrario: ad Orvieto i danni si sono limitati grazie al ‘Sistema Eventi’ di questa città”.
· Nel comparto abbigliamento, nel periodo marzo-ottobre 2003 la domanda è diminuita fino al 4,1% tuttavia, ad Orvieto, per quanto riguarda il commercio in sede fissa, sono state richieste e rilasciate 38 nuove autorizzazioni, ci sono stati 20 subingressi, contro 34 cessazioni; per gli esercizi pubblici si sono riscontrati 10 subingressi e solo 1 cessazione.
L’Assessore al Commercio, Massimo Frellicca replica alle critiche della Confcommercio e del centro-destra orvietano circa la presunta crisi del sistema commercio ad Orvieto.
“In questi giorni – afferma l’Assessore al Commercio, Massimo Frellicca - ho assistito ad un tentativo di attacco, per altro rocambolesco, alle politiche commerciali ed economiche dell’Amministrazione Comunale da parte del centro-destra orvietano, in particolare di Alleanza Nazionale e Forza Italia - in collaborazione con Confcommercio. Non poteva esserci un autogol più clamoroso, infatti, le difficoltà della nostra città sono le stesse che altre città italiane stanno vivendo e sono, in prevalenza, il risultato della politica fallimentare economico-commerciale del Governo Italiano. Al contrario si può affermare che proprio grazie all’immagine che Orvieto ha in Italia e nel Mondo, anche per merito del nostro ‘Sistema Eventi’, si sono limitati i danni”.
“Il governo ha reso i ricchi più ricchi ed i poveri più poveri – prosegue l’Assessore - ma ha reso più poveri anche le fasce medie come ha dimostrato una ricerca dell’Eurispes, nel biennio 2001-2003 la perdita del potere di acquisto è stata devastante, minore del 19,8% per gli impiegati, del 16,1% degli operai, mentre dirigenti e quadri se la sono cavata con un –13%. Le famiglie del ceto medio ‘quasi’ povere sono 2 milioni e 400 mila che insieme a quelle già povere, circa 2 milioni e 500 mila, evidenziano come l’Italia è in grave difficoltà. Il potere di acquisto degli italiani è diventato tra i più bassi d’Europa, come dimostra il rapporto Ubs: è il penultimo per gli insegnanti, gli ingegneri, i metalmeccanici, ed è il terzultimo per gli autisti, gli impiegati di banca, le assistenti-segretarie”.
“Le difficoltà commerciali – aggiunge Frellicca - sono maggiori in alcuni settori come quello degli esercizi di vicinato molto presenti nella nostra città, ed in particolare nel Centro Storico, uno ogni 18 abitanti, è in questo settore che si fa sentire di più il minore potere d’acquisto delle famiglie che, per risparmiare, preferiscono acquistare nei grandi centri commerciali. Nel comparto dell’abbigliamento, per esempi,o si è riscontato che nel marzo-ottobre 2003, la domanda è diminuita fino al 4,1%. Nonostante tutto questo, ad Orvieto per quanto riguarda il commercio in sede fissa, sono state richieste e rilasciate 38 nuove autorizzazioni e ci sono stati 20 subingressi, contro 34 cessazioni; per gli esercizi pubblici si sono riscontrati 10 subingressi e solo 1 cessazione. Come si può vedere il saldo è sicuramente positivo”.
“In questa situazione – conclude l’Assessore Frellicca - mi sembra un po’ difficile che il centro-destra orvietano possa impostare, come nel 1995 e nel 1999, la campagna elettorale sulle critiche alle politiche commerciali dell’Amministrazione Comunale, spero che i commercianti sappiano prendere le distanze da queste logiche ed essere validi interlocutori come spesso è stato. Per quei commercianti e imprenditori che hanno voluto dialogare siamo stati sempre a disposizione, come risulta dai tanti incontri effettuati in passato per Umbria Jazz, anche se questo non ha portato ad alcun investimento o sponsorizzazione”.