I Comuni dell'Orvietanio avanzano la propostas di una legge quadro regionale sui parchi tematici.
COMUNICATO STAMPA n. 037/04 C.C. del 31.01.04
Parco Culturale Archeologico Ambientale dell’Orvietano: il Consiglio Comunale ha approvato la bozza di legge propedeutica all’istituzione di una legge quadro regionale
· Le finalità, aree interessate, i piani e i regolamenti della bozza di legge.
Nella seduta del 28 gennaio u.s., il Consiglio Comunale ha approvato (n. 13 favorevoli, n. 5 astenuti) la bozza di legge propedeutica all’istituzione di una legge quadro regionale all’interno della quale sorgerebbe il Parco Culturale Archeologico Ambientale dell’Orvietano, di cui lo stesso Consiglio Comunale, nella seduta del 22 dicembre u.s., ha approvato l’istituzione.
Alla progettazione ed istituzione del suddetto Parco ha lavorato un apposito Gruppo di esperti che ha stilato la bozza di regolamento istitutivo del Parco, regolamento che presuppone da parte della Regione dell’Umbria, l’emanazione di una legge istitutiva dei parchi culturali, che ad oggi ancora non è stata emanata.
Di qui la proposta della bozza di legge quadro istitutiva dei Parchi culturali tematici messa a punto dai Comuni dell’Orvietano interessati alla costituzione del Parco Culturale Archeologico Ambientale dell’Orvietano i quali hanno ritenuto che la rilevanza culturale ed economica dell’intero progetto e la dimensione territoriale delle aree interessate, dovesse passare attraverso il riconoscimento del Parco tramite una Legge Regionale (l’Accordo di Programma, finalizzato all’istituzione di un Parco Culturale è stato sottoscritto dai Comuni di: Orvieto, San Venanzo, Parrano, Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Porano, Baschi, Montecchio, Montegabbione, e dalla Provincia di Terni, dalla Comunità Montana “Monte Peglia e Selva di Meana”)
Le linee guida principali che accompagnano la bozza di legge sono:
1) il riconoscimento di un Parco Culturale denominato Parco Archeologico Ambientale intercomunale dotato di organismo di gestione propri;
2) la previsione di un Piano di Settore sovra ordinato agli strumenti urbanistici comunali che dovrà essere recepito dagli stessi;
3) la piena autonomia dell’Ente di gestione per garantire una effettiva valorizzazione a fini culturali, turistici ed economici del Parco stesso.
L’iniziativa muove dal fatto che i valori di interesse storico, archeologico e naturale presenti nel territorio orvietano sono un patrimonio collettivo cospicuo che va tutelato e valorizzato utilizzando tutti gli strumenti di programmazione economica e urbanistica vigente; pertanto è nata l’idea di sottoporre ad un particolare regime di valorizzazione le aree interessate, tramite l’istituzione di un Parco Culturale archeologico/ambientale, per permetterne il godimento dei cittadini e visitatori e contestualmente per consentire uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente, in armonia con le linee d’indirizzo della politica regionale in cui, la tutela e la valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, è un’opzione strategica che la Regione Umbria intende perseguire per favorire una maggiore occupazione.
La messa a sistema del patrimonio culturale del territorio costituisce oggi elemento essenziale per lo sviluppo e la diversificazione economica dell’orvietano, contribuendo in modo sostanziale alla qualificazione e alla destagionalizzazione dell’offerta turistica locale.
Inoltre, la complessità di un parco culturale eccede quella delle sole “aree naturali protette” (ad oggi uniche aree riconosciute dalla Regione Umbria per l’istituzione di un parco), ma – secondo gli Enti Locali proponenti - è comunque opportuno procedere all’emanazione di una legge quadro specifica per progetti culturali complessi come l’istituendo Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano.
La bozza di legge quadro regionale elaborata dai Comuni dell’Orvietano, sentito il parere dell’Ufficio Legale della Regione Umbria, vuole stimolare gli organi preposti in ambito regionale alla emanazione di una legge specifica in merito e, in tal senso, gli Enti suddetti che hanno sottoscritto l’Accordo di Programma, hanno voluto farsene promotori presso la Regione dell’Umbria elaborando la proposta di legge quadro istitutiva dei parchi culturali, nella quale far ricadere anche il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano.
Illustrando al Consiglio Comunale la materia, il Sindaco, Stefano Cimicchi ha spiegato le ragioni della proposta di legge quadro regionale sui parchi tematici, affermando che “secondo lo Statuto della Regione Umbria un Comune superiore ai 15.000 abitanti come è Orvieto, può iniziare il procedimento di una proposta legislativa relativa ad una legge quadro sui parchi tematici come ad esempio è quello Archeologico dell’Orvietano. La proposta trova fondamento nel fatto che, quella orvietana è un’area con problematiche omogenee, anche dal punto di vista degli aspetti gestionali ed economici, un altro elemento importante che accresce la valenza della proposta è che, la stessa Legge Speciale per Orvieto rimandava alla costituzione di un Parco Archeologico con una manutenzione costante. Per i prossimi quattro anni il Parco Archeologico anulare della Rupe sarà finanziato, si dovranno trovare però ulteriori certezze per il futuro anche alla luce degli sviluppi della diatriba tra Stato Centrale e le Regioni in merito alla gestione dei Beni Culturali. Il Parco Archeologico dell’Orvietano nasce già come Parco Intercomunale, ma la sua prospettiva, peraltro contenuta in un preciso impegna del ‘Progetto Orvieto’, è quella del livello interprovinciale e interregionale. Non avremmo potuto fare una legge quadro, pur essendo un Comune molto ambizioso! Il nostro Parco Archeologico Ambientale, dopo aver testato e rodato eventuali soggetti gestori ed essere inserito nella Carta Unica Orvieto, si inserirebbe all’interno di un sistema riconosciuto su scala più ampia”.
Nel corso del dibattito il Cons. Pier Luigi Leoni (AN) ha dichiarato che “il Comune è già competente per i parchi tematici per cui se l’obiettivo è quello della legge quadro regionale, perché non la si propone direttamente?”; il Cons. Massimo Gambetta (DS) ha parlato invece di “consegnare alla Regione Umbria una proposta, dei suggerimenti utili a dare corpo ad una legge quadro regionale sui parchi a tema”. Il Cons. Franco Raimondo Barbabella (SDI) ha definito la proposta della bozza di legge “un’idea brillante per almeno tre ragioni: per il contenuto che completa un percorso già iniziato con il coinvolgimento dei diversi soggetti territoriali; perché si consegna alla Regione Umbria un’ipotesi di come si intende la politica regionale spostando il metodo dall’episodicità alla sistematicità degli interventi e, infine, perché si apre la dialettica con i territori circonvicini (Calanchi, Bolsena, Monte Rufeno), che è poi l’elemento su cui si basa il Sistema Orvieto”.
I contenuti dell’istituzione del Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano, attraverso Legge Regionale sono: la salvaguardia dei beni archeologici, storici e delle bellezze naturali, nella loro evoluzione con le attività umane, per trovare un più soddisfacente accordo tra conservazione e sviluppo ordinato, tra vincoli e concessioni. Fanno parte del P.A.A.O. le aree delimitate e ricomprese nei territori dei Comuni di: Orvieto (comune capofila), San Venanzo, Parrano, Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Porano, Baschi, Montecchio, Montegabbione, ovvero, aree d’interesse archeologico, aree d’interesse ambientale e paesaggistico, aree di interesse demo-etno-antropologico, aree di particolare interesse naturalistico e zone agricole di supporto paesistico, nonché aree contigue per la conservazione dei beni e valori presenti all’interno del parco (attraverso la definizione di appositi accordi ed intese con le regioni confinanti che diano luogo a piani e programmi).
Le finalità del PAAO per ogni ambito territoriale sono:
- la valorizzazione dei beni mobili e immobili e delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico, ambientale e demo-etno-antropologico,
- il recupero delle presenze archeologiche e monumentali, dei complessi storico artistici e ambientali anche attraverso attività di supporto alle funzioni di monitoraggio e tutela,
- favorire l’integrazione tra uomo e ambiente anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali,
- la promozione di attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività integrative compatibili,
- la promozione dei beni e delle aree a fini turistici,
- la valorizzazione delle risorse umane e la promozione dell’occupazione tramite misure integrate che sviluppino la valenza economica ed educativa dell’area del PAAO.
Il Gruppo di lavoro che ha lavorato alla proposta di legge, a seguito dell’analisi di numerose altre esperienze simili al costituendo PAAO., ha indicato quale ipotesi di organismo di gestione del Parco, lo strumento di una S.p.A. a capitale misto pubblico-privato con il 51% pubblico che, entro un anno dalla sua costituzione, dovrebbe predisporre il Piano d’Assetto del Parco e i relativi Regolamenti unitamente al programma di attività e al bilancio di previsione.