COMUNICATO STAMPA n. 036/04 G.M. del 31.01.04Solidarietà ai lavoratori dell’AST di Terni da parte del Comune di Orvieto che aderisce all’appello lanciato dal Sindaco di Perugia, affinché tutte le Istituzioni dell’Umbria, partecipino allo sciopero generale di Venerdì 6 Febbraio.
· Il Sindaco di Orvieto, Stefano Cimicchi, Presidente dell’ANCI Umbria, si associa all’appello del Sindaco Locchi, ed afferma: “a cominciare dai singoli Comuni, piccoli e grandi, si deve far sentire chiaramente alle multinazionali che massicciamente sono presenti nel nostro territorio regionale, che le sorti economiche e le logiche produttive di questo o quel comparto industriale, di questo o quel marchio industriale, sono in primo luogo faccenda delle istituzioni locali che nessuno può permettersi di bypassare, perché investono gli equilibri socio-economici della nostra gente”.
Il Comune di Orvieto è solidale con i lavoratori dell’AST di Terni, con tutta la Città di Terni impegnata ai vari livelli sociali ed istituzionali, nella difesa del Magnetico di cui Thyssen Krupp ha deciso la chiusura ed aderisce all’appello lanciato dal Sindaco di Perugia, Renato Locchi che ha invitato tutte le Istituzioni dell’Umbria, a partecipare con tanto di gonfaloni e fasce tricolori allo sciopero generale che si svolgerà Venerdì 6 Febbraio..
Questa mattina, il Sindaco di Orvieto, Stefano Cimicchi, nella duplice veste di Presidente dell’ANCI Umbria, ha inoltrato una nota di solidarietà al Sindaco di Terni, Paolo Raffaelli e al Presidente della Provincia, Andrea Cavicchioli.
“Non è solo un problema di solidarietà – commenta il Sindaco di Orvieto e Presidente dell’ANCI Umbria, Stefano Cimicchi – ma di assunzione di responsabilità e del dovere che hanno tutte le istituzioni a non lasciare da soli i lavoratori dell’AST e a condurre con loro questa battaglia. La crisi drammatica aperta all’AST rischia di assestare un colpo durissimo all’occupazione e alle prospettive di sviluppo dell’intera Provincia di Terni. A cominciare dai singoli Comuni, piccoli e grandi, dobbiamo essere vicini ai lavoratori ed attivi, perché si deve far sentire chiaramente alle multinazionali che massicciamente sono presenti nel nostro territorio regionale, che le sorti economiche e le logiche produttive di questo o quel comparto industriale, di questo o quel marchio industriale, sono in primo luogo faccenda delle istituzioni locali che nessuno può permettersi di bypassare, perché investono gli equilibri socio-economici della nostra gente”.