L'apporto delle piccole città al PIL generale.
COMUNICATO STAMPA n. 027/04 G.M. del 24.01.04Le Cittaslow protagoniste nel Rapporto sociale CENSIS 2003.
Se l’Italia figura ancora all’8° posto tra le potenze economiche mondiali, lo si deve anche alle Cittaslow e alle tante piccole e medie città della grande provincia italiana fautrici della piccola dimensione di alta qualità. Se Roma capitale da sola contribuisce per il 6,4% alla ricchezza nazionale, per la prima volta entrano in graduatoria anche le piccole Cittaslow, non solo per il loro valore testimoniale ma per il reale apporto socio-economico, pari allo 0,6% del PIL generale calcolato per le sole 28 Cittaslow certificate a inizio 2003 (oggi sono 55 in tutta Italia).
Il 16 gennaio scorso alla Camera dei Deputati è stata presentata la ricerca “La Ricchezza del Territorio Italiano” realizzata da Rur-Censis. Le sorprese non sono mancate: tra queste il “sorpasso” tra Roma e Milano riguardo al Pil prodotto, ma anche il riconoscimento tra i soggetti pilota delle piccole Cittaslow. In un quadro socio-economico nel complesso problematico il Censis inserisce tra i plus italiani proprio le Cittaslow, con la loro rete di piccole e medie città del “Buon vivere”.
Questa riaffermazione dell’interesse già emerso da alcuni anni per le Cittaslow, dipinge un nuovo modello italiano, centrato non più sulla crescita continuata (e ormai resa impossibile dal declino economico e industriale) ma sulla qualità della vita. Una società che, proprio a partire dalle piccole città, esalta la propria propensione al viver bene, che sa sfruttare i paesaggi e bellezze naturali, che sa valorizzare l’antico patrimonio artistico e monumentale anche nei centri minori, che è sempre più attenta all’ambiente e alla biodiversità come fattori di ricchezza; che ha sviluppato una imprenditorializzazione del leisure (dalla wellness all’agriturismo), che è attenta a sfruttare prodotti agricoli tipici o biologici, comunque di medio-alto livello; una società che sviluppa un’accoglienza turistica non di lusso ma di buona qualità; che esalta in ogni maniera il gusto della diversità, dell’immaginazione, della socialità.
Sono le componenti fondanti di Cittaslow, l’associazione nata nel 1999 da un’idea del sindaco di Greve in Chianti, Paolo Saturnini, e fatta propria da Slow Food, da Orvieto, Bra, Positano e da altri cinquanta sindaci italiani e altri quaranta di paesi in Europa e America. Questo dato macroeconomico è confermato dall’andamento demografico dei residenti nei comuni italiani, che mostra un incremento di popolazione nei centri di dimensioni medio piccole. Negli 8.101 comuni italiani, a fronte di un decremento complessivo di residenti pari allo 0,8%, nei comuni compresi tra i 5.000 e i 20.000 abitanti si registra un incremento pari al 3,9%.
La crescita demografica dei centri medio piccoli si accompagna ad una progressiva riscoperta della dimensione locale e alla valorizzazione delle specificità.