L'edificio costituirà uno dei tre accessi al Parco Archeologico Ambientale di Orvieto.
COMUNICATO STAMPA n. 016/04 G.M. del 19.01.04Iniziati i lavori di recupero della settecentesca chiesa della Madonna del Velo che costituirà uno dei tre accessi al Parco Archeologico Ambientale di Orvieto.
Sono iniziati in questi giorni, da parte della ditta Soles s.r.l. di Battipaglia (SA) risultata vincitrice dell’appalto, i lavori di allestimento del cantiere per il recupero delle settecentesca chiesa della Madonna del Velo che costituirà uno dei tre accessi al Parco Archeologico Ambientale di Orvieto che, complessivamente, coprirà una superficie di 12 ettari di terreno reso disponibile alla fruizione pubblica di cittadini e visitatori (gli altri due accessi sono quello presso Palazzo Crispo e quello Porta Vivaria, inaugurato il 20 dicembre u.s.).
“Proprio per la sua posizione strategica, raggiungibile dal Centro Storico a piedi dell’antica Via della Cava o per mezzo delle scale mobili o dell’ascensore e da chi viene fuori città utilizzando il vicino parcheggio del campo della Fiera - spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Germani - la Chiesa della Madonna del Velo è stata scelta come fulcro dell’importante progetto del Parco Archeologico da cui i visitatori potranno intraprendere i vari percorsi al piede della Rupe verso il Crocefisso del Tufo, verso l’antica “Selciata” del Tamburino e verso la Necropoli etrusca di Cannicella”.
“Nel progetto di recupero per un importo complessivo di € 360.000,00, finanziati dalla Regione Umbria – aggiunge l’Assessore - la struttura è destinata è diventare centro di informazione per l’accesso al Parco Archeologico Ambientale che ospiterà anche spazi per conferenze, proiezioni, mostre e iniziative culturali nonché gli uffici dell’Osservatorio della Rupe ed il relativo archivio documentale dei lavori di risanamento della Rupe di Orvieto e l’ufficio di gestione del Parco Archeologico. La nuova funzione più consona alla struttura, restituirà alla città, attraverso l’antica immagine dell’edificio, il valore culturale di uno dei pochi esempi di architettura ecclesiastica settecentesca orvietana. L’intervento di consolidamento e restauro dell’edificio, usato per un secolo con funzioni improprie (fu anche pubblico mattatoio) tanto che oggi si stenta a riconoscervi una chiesa, è teso al recupero strutturale e alla valorizzazione della sua antica immagine”.
La Chiesa della Madonna del Velo costruita nel 1749 (fu consacrata nel 1751) su commissione e disegno del Vescovo Giuseppe Marsciano che lì volle essere sepolto alla morte, è in parte scavata nel tufo. La struttura, da anni in uno stato di abbandono, è in parte crollata e presenta superfetazioni e aggiunte recenti. Il criterio di restauro previsto nel progetto realizzato dall’Arch. Valentina Satolli, è quello di eliminare le parti aggiunte alla struttura antica quali il volume del magazzino affiancato e la terrazza, per ricreare l’unità architettonica e ricercare i segni di quanto può essere recuperato.
L’analisi dei documenti d’archivio svolta parallelamente all’analisi diretta sulla muratura e sulle tracce che fortunatamente ancora esistono, ha permesso di ricostruire le partiture architettoniche della facciata come lesene, cornici e volute decorative che all’origine caratterizzavano prospetto esterno dell’edificio e che verranno in parte ricostruite, ciò non sarà invece possibile per il portale centrale proprio per la mancanza di elementi originari. Il restauro finale consentirà di distinguere il recupero delle parti originarie dalle parti di nuova costruzione
La Chiesa della Madonna del velo è uno dei pochi esempi di architettura ecclesiastica settecentesca orvietana insieme alla Chiesa della Madonna del Pianto e quella della Madonna della Cava. Iniziata la costruzione nel 1749 con “le elemosine dei benefattori e di Giuseppe Marsciano – allora Vescovo di Orvieto – che ne fu promotore e architetto”, la Chiesa fu consacrata il 5 giugno 1751.