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Accordo di Programma per l'istituzione del Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano.
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COMUNICATO STAMPA n. 542/2003 C.C. del 24.12.2003
Presa d'atto dell'Accordo di Programma tra i Comuni di Orvieto, San Venanzo, Parrano, Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Porano, Baschi, Montecchio, Provincia di Terni e Comunità Montana "Monte Peglia e Selva di Meana" per la messa a punto di un progetto definitivo per la costituzione del Parco Culturale denominato "Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano" e per la relativa gestione.
Nella seduta del 22 dicembre u.s., il Consiglio Comunale (n. 12 favorevoli, n. 1 astenuto: Ermini) ha preso atto dell'Accordo di Programma tra i Comuni di Orvieto, San Venanzo, Parrano, Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Porano, Baschi, Montecchio, Provincia di Terni e Comunità Montana "Monte Peglia e Selva di Meana" relativo alla messa a punto di un progetto definitivo per la costituzione del Parco Culturale denominato "Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano" e per la relativa gestione, ai sensi dell'art. 34 del Decreto Legislativo 267/2000, sottoscritto il 17 novembre u.s. e recepito nel decreto sindacale n. 10 del 28 novembre 2003 pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria.
Il Comune di Orvieto secondo le risultanze della Conferenza dei Servizi, è l'Ente capofila per l'iniziativa finalizzata alla messa a sistema del patrimonio culturale del territorio orvietano che costituisce, oggi, elemento essenziale per lo sviluppo e la diversificazione economica del territorio, contribuendo in modo sostanziale alla qualificazione e alla destagionalizzazione dell'offerta turistica locale. Il progetto del "Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano" muove dalla constatazione che i valori di interesse storico, archeologico e naturale presenti nel territorio compreso all'interno dei suddetti Comuni un patrimonio collettivo cospicuo che, pertanto, va tutelato e valorizzato utilizzando tutti gli strumenti di programmazione economica e urbanistica vigente. A tale scopo è nata l'idea di sottoporre ad un particolare regime di valorizzazione le aree interessate tramite l'istituzione di un Parco Archeologico/Ambientale per permettere ai cittadini il godimento delle stesse e favorire, nel contempo, uno sviluppo compatibile con l'ambiente, in armonia con le linee d'indirizzo della politica regionale in cui la tutela e la valorizzazione delle risorse culturali e ambientali è un'opzione strategica che la Regione Umbria intende perseguire per favorire una maggiore occupazione. Gli Enti firmatari dell'accordo di programma (che avrà la durata di cinque anni, per poi essere riconfermato e/o modificato) lavoreranno alla stesura di un progetto definitivo che potrà concorrere alle forme di finanziamento comunitarie o di altra natura, comprese quelle previste all'interno del DOCUP Obiettivo 2 (2002-2006), misura 3.2, predisposto dalla Regione Umbria, assumendosi le relative quote di cofinanziamento, proporzionalmente agli investimenti effettuati nei rispettivi territori.
Per lo studio e la realizzazione del progetto preliminare del Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano è stato costituito dal Comune di Orvieto, soggetto promotore, un gruppo di lavoro del quale fanno parte: Carla Lodi e Rocco Olivadese (rispettivamente dell'Ufficio Cultura e dell'Ufficio Piano Regolatore Generale del Comune di Orvieto), Claudio Bizzarri (Archeologo), Simonetta Stopponi (Ordinario di Etruscologia e Archeologia Italica all'Università di Macerata), Paolo Bruschetti (Direttore del Museo Archeologico Nazionale - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria) che si è avvalso per la stesura della prima bozza del progetto, della collaborazione di esperti nominati dalla Provincia di Terni, dai Sindaci dei Comuni interessati, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal parco Fluviale del Tevere e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.
Nella predisposizione del progetto, gli Enti firmatari perseguono i seguenti obiettivi: · La valorizzazione dei beni mobili ed immobili e delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico, ambientale e demo-etno-antropologico; · Il recupero delle presenze archeologiche e monumentali, dei complessi storico artistici e ambientali anche attraverso attività di supporto alle funzioni di monitoraggio e tutela; · Favorire l'integrazione tra uomo e ambiente anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; · La promozione di attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; · La promozione dei beni e delle aree suddette a fini turistici; · La valorizzazione delle risorse umane e la promozione dell'occupazione tramite misure integrate che sviluppino la valenza economica ed educativa dell'area del P.A.A.O.
In tal senso il progetto definItivo del P.A.A.O. comprenderà Strutture espositive e didattiche, Siti archeologici fruibili e/o da valorizzare, Siti a valenza ambientale ed Itinerari storico-archeologici e paesaggistico-ambientali di grande rilievo. Nel solo Comune di Orvieto rientrano nel progetto: il Centro di Documentazione del P.A.A.O., il Museo Archeologico Nazionale, il Museo "C. Faina" e Collezione Civica, la struttura della "Madonna del Velo", l'intero Pianoro, il Tempio del Belvedere, l'Area di Palazzo del Popolo, l'Area di Palazzo Monaldeschi, l'Area della Chiesa di Sant'Andrea, il Muro di Via della Cava, Orvieto Ipogea e relativamente al territorio comunale: la Necropoli di Crocifisso del Tufo, il Santuario di Cannicella, l'Area di Campo della Fiera - Gabelletta, l'Acquedotto medioevale e cunicoli, il Ponte delle Colonnacce, Ponte Giulio, l'Area di Pagliano, la Necropoli di Monte Cavallo, la Necropoli in Loc. Bardano (Poggio Ginestra e Corno), l'Insediamento di Roccia Sberna, l'Insediamento di Rocca Ripesena, la Necropoli di Loc. le Case (Titignano) il Recinto fortificato cosiddetto Maciottone (Titignano). E ancora, i seguenti percorsi: la selciata del Tamburino, il sentiero ai piedi della Rupe, il Campo della Fiera e selciata dei Cappuccini, Orvieto - Botto - Roccia Sberna, Casa Parrina - Podere San Savino, Rocca Ripesena - Bardano, Titignano e Orvieto - Pagliano Illustrando il progetto al Consiglio Comunale, l'Assessore alla Cultura, Enrico Petrangeli, ha evidenziato come "il bene archeologico viene considerato come patrimonio collettivo, storico, sociale; oggi, alla luce di un rinnovato interesse culturale verso i giacimenti archeologici, è matura la possibilità di attivare meccanismi di adeguata valorizzazione dei siti stessi, passando dal concetto di tutela a quello di valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso un sforzo congiunto di Enti e competenze tecnico-scientifiche che permettano di trasformarlo in risorsa per lo sviluppo". Nel corso del dibattito che è seguito, l'iniziativa è stata giudicata di estremo interesse ed è stato esaltato lo spessore del progetto che, pur attestandosi sul territorio orvietano, potrà avere prospettive interprovinciali ed interregionali valorizzando la particolarità del territorio orvietano come zona di cerniera nel Centro Italia.
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