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Consegnata la cittadinanza onoraria al Vescovo di Orvieto-Todi, Mons. Decio Lucio Grandoni.



COMUNICATO STAMPA n. 517/2003 C.C. del 17.12.2003

Il Consiglio Comunale di Orvieto - all'unanimità - ha conferito la cittadinanza onoraria al Vescovo Mons. Decio Lucio Grandoni.
· La cerimonia ufficiale si è svolta questo pomeriggio nella Sala Consiliare al Palazzo dei Sette, alla presenza di autorità civili dei Comuni dell'Orvietano, dei rappresentanti della Provincia di Terni e della Regione Umbria, delle Autorità Militari e di tanti cittadini;
· La motivazione della cittadinanza onoraria;
· Il Vescovo Grandoni, emozionato ha dichiarato: "Ho amato molto Orvieto che ho servito in quello che era il mio compito".

Con una sobria cerimonia ufficiale, oggi pomeriggio, presso la Sala Consiliare al Palazzo dei Sette, il Consiglio Comunale di Orvieto - all'unanimità - ha conferito la cittadinanza onoraria al Vescovo Mons. Decio Lucio Grandoni, a conclusione del suo Episcopato alla guida della Diocesi di Orvieto / Todi.
Alla seduta - un po' speciale - del Consiglio Comunale hanno presenziato anche il Vice Presidente della Provincia di Terni, Loriana Stella, il Consigliere Regionale, Costantino Pacioni, i Sindaci dei Comuni del Comprensorio Orvietano, le Autorità Militari della Città e tanti orvietani.

L'adempimento formale della consegna della pergamena della cittadinanza onoraria è stata preceduta dal saluto del Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti che ha espresso a nome del Consiglio "un caloroso ringraziamento a S.E. Mons. Grandoni per l'opera svolta nei ventinove anni di episcopato mantenendo i rapporti tra Diocesi e Comune su un elevato livello di rispetto reciproco e di considerazione per le difficoltà connesse alla missione affidatagli, unita ad una deferente stima per aver mantenuto la Chiesa di Orvieto-Todi su un piano di autonomia e di rispetto per le civiche autorità nonché la gratitudine perché la sua attività pastorale ha contribuito a far crescere la comunità orvietana mantenendo saldi i valori fondamentali. La coerenza interiore dimostrata in questi anni sia negli eventi tempestosi, quando sembrano togliere la speranza, sia nelle situazioni difficili, quando la sopravvivenza diventa ardua, ci rende onorati di avere Mons. Decio Lucio Grandoni, Cittadino Onorario di Orvieto".
Successivamente il Sindaco, Stefano Cimicchi ha dato lettura della motivazione dell'atto ufficiale assunto dal Consiglio Comunale: "Orvieto, città laica e democratica, ringrazia S. E. Mons Decio Lucio Grandoni, per l'opera svolta nella sua qualità di Vescovo della Diocesi Orvieto - Todi. in anni non facili, con il suo costante impegno, egli ha mantenuto la Chiesa Particolare di Orvieto - Todi su un piano di autonomia e di rispetto per le civiche autorità. In un'epoca di grandi trasformazioni, l'attività pastorale di Mons. Grandoni ha contribuito a far crescere la comunità orvietana, permettendole di mantenere saldi i valori fondamentali. Orvieto ringrazia il suo Vescovo ed, a ricordo dell'importantissimo tratto di strada compiuto insieme, gli conferisce la cittadinanza onoraria".
Al termine degli adempimenti formali il Sindaco ha rivolto a Mons. Grandoni a nome della comunità orvietana un saluto particolare che racchiude in sé la storia ma anche il legame fra Mons. Grandoni e la Città di Orvieto negli ultimi venti anni.
"Quello di oggi - ha detto il Sindaco - non è un atto simbolico, anche se la nostra società continua ad avere bisogno di simboli forti. Non è facile dare un significato a questo lungo periodo di storia locale caratterizzato da momenti belli e brutti, vissuti insieme, nel profondo rispetto che ha contraddistinto questo rapporto dove non ci siamo mai sentiti né aggrediti, né controllati, né guidati. La presenza religiosa è molto presente e molto importante nella nostra Città dove restano tracce e segni indelebili e di alto significato. Nel corso del suo ministero Mons. Grandoni ha tutelato questi segni con profonda responsabilità e sensibilità. I risultati delle Leggi Speciali per Orvieto da cui è scaturito il miglioramento te dell'immagine e del patrimonio storico-artistico e monumentale della Città di Orvieto a tutti evidente, ascrivibile alla grande unità dell'intera Città e della Diocesi in un momento storico fecondo di idee e progetti, in un clima politico di condivisione e di unità. Quegli obiettivi si raggiungono solo se ci sono ampie vedute, un alto livello di proposta, un dialogo a tutto campo, un dibattito vero, profondo, anche se aspro a tratti, ma che serve ad aprire le coscienze". "Vorrei ricordare un altro momento importante del mio incontro con Mons. Grandoni - ha aggiunto Cimicchi - quando mi propose nel 1995 di partecipare ad un pellegrinaggio in Palestina, insieme ai cittadini della Diocesi di Orvieto/Todi. Accettai, fu un'esperienza importante che man mano è diventata qualcosa di più, da essa scaturì il primo gemellaggio di Orvieto, quello con Betlemme. Un gemellaggio che è attivo, vivo e concreto. Lo sarà anche domenica prossima 20 Dicembre, in occasione dell'inaugurazione del primo stralcio dell'illuminazione della Rupe di Orvieto nella zona di Porta Vivaria, quando in contemporanea si accenderanno anche le luci dell'illuminazione pubblica in Via Paolo VI e in Via Giovanni Paolo II a Betlemme, un'opera realizzata dalla nostra città in quella terra. Un segno anche questo che dimostra come dal dialogo interno nel nostro Paese e dal dialogo tra i popoli possono nascere azioni comuni e valori importanti. Voglio ricordare anche i momenti brutti come la condivisione della tragedia della Valbadia che ha segnato fortemente la storia della nostra città a livello di comunità laica e cristiana e le storie soggettive di tante famiglie. Anche in questa vicenda, voglio riconoscere il ruolo significativo della Chiesa Locale che ha saputo svolgere una funzione di chiesa di comunità fortemente attiva grazie anche alla tradizione e alla grande organizzazione sviluppata in tal senso dalla Chiesa italiana".
"Da ultimo - ha concluso il Sindaco - intendo rivolgere a Mons. Grandoni un saluto sincero che guarda al futuro: alla possibilità che Egli possa restare vicino alla sua città, alla sua Diocesi e che non consideri Orvieto solo come una città brontolona ma una città sincera. Questa giornata è molto importante anche per questo. Al nuovo Vescovo Mons. Scanavino diremo di continuare una storia, di mantenere le nostre comunità al di fuori dei grandi flussi della degenerazione e di lavorare insieme, uniti, concordi, per i grandi valori fondamentali che la società esprime dal basso".
Il Sindaco ha quindi consegnato la cittadinanza onoraria di Orvieto al Vescovo Mons. Grandoni, insieme con il sigillo della Città: un calco unico dei simboli citatdini che sono riprodotti sulla Campana Civica della Torre del Moro.

Mons. Decio Luco Grandoni, visibilmente emozionato ha ringraziato il Consiglio Comunale e le autorità presenti affermando: "Ho amato molto Orvieto che ho servito in quello che era il mio compito. Ho sempre riconosciuto la validità della laicità, senza imposizioni di alcun genere, neppure religiose perché ritengo il clericalismo una degenerazione della cattolicità. Nel corso della mia missione ho avuto ottimi rapporti con tutti gli amministratori pubblici che ho incontrato senza mai fare azione politica, poiché quello che conta è il valore delle persone. Ringrazio dunque il Consiglio Comunale di Orvieto per il riconoscimento che oggi mi conferisce, con una decisione che viene assunta all'unanimità; è questo un elemento molto importante. Da Vescovo ho lavorato per creare un rapporto più stretto a livello socio-economico fra Orvieto e Todi anche con il contributo di eminenti studiosi come il Prof. De Rita, convinto del fatto che trattandosi di territori di confine correvano il rischio della marginalizzazione rispetto a centri più grandi e importanti della nostra realtà regionale e extraregionale. Per queste ragioni sono rimasto fedele alla semplicità che ho sempre praticato, anche se talvolta poteva apparire sconveniente per un Vescovo, del resto però il mio scopo era ed è quello di servire, aiutare ed amare. Sono diventato amico di tutti, ho prestato ascolto ed aiuto a chi mi ha sottoposto richieste di aiuto. Quanto al futuro, seppure Vescovo in pensione, continuerò la mia opera di Sacerdote anche nella Chiesa Particolare di Orvieto / Todi, così come abbiamo concordato con il mio successore Mons. Scanavino".













 
 

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