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Della più antica chiesa di S. Andrea - la basilica paleocristiana traslata (forse non solo simbolicamente) da Bolsena dopo il trasferimento della sede vescovile a Orvieto è possibile vedere i resti del pavimento originario a mosaico sotto la chiesa attuale in un palinsesto che va dall' epoca villanoviana al XII secolo. Anche delle trasformazioni due-trecentesche, della ricostruzione dopo il crollo del tetto agli inizi del Cinquecento e delle modifiche successive non è facile individuare le tracce, specialmente dopo il restauro integrale intrapreso da Gustavo Giovannoni nel 1926 che ricostruì anche la torre dodecagona simile a quella della Badia dei SS. Severo e Martirio fuori Orvieto.
All'interno della chiesa si trovano testimonianze di ogni epoca: un pulpito cosmatesco, un'edicola sepolcrale (inizi XIV secolo), affreschi trecenteschi, una tela del Nebbia con l'Annunciazione e altre due attribuite al suo allievo Angelo Righi da Orvieto (fine XVI secolo) e una Sacra Famiglia di Alessandro Franchi (1895). Con il restauro furono inserite in facciata opere contemporanee come le sculture della lunetta del portale di Antonietta Paoli Pogliani e la vetrata del rosone di Ilario Ciaurro, che fece anche le maioliche e le terrecotte per il portico creato ex novo all' esterno.
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