Nel 1316 il Capitano del Popolo della città di Orvieto Poncello Orsini fece fondere una campana sulla quale furono impressi i sigilli di tutte le Arti che, in quel periodo, erano venticinque: - Giudici;
- Medici e Notari;
- Mercanti;
- Lanaioli;
- Calzolai;
- Merciai;
- Macellai;
- Fabbri;
- Pellicciai;
- Sarti;
- Muratori;
- Procaccianti;
- Orafi;
- Erbaioli;
- Maestri di legname;
- Mugnai;
- Tavernieri;
- Funai;
- Osti;
- Ortolani;
- Barbieri;
- Vasellai;
- Tegolai;
- Petraioli;
- Macinai;
- Mulattieri.
La campana fu issata allora sulla Torre del Palazzo del Popolo, da pochi anni edificato, e nell'Ottocento fu trasferita sulla Torre del Moro, come campana civica.
Molti di quei simboli delle Arti non solo rappresentavano vecchi mestieri già esistenti nella Orvieto etrusca, ma anche la consapevolezza raggiunta dagli artigiani del ruolo istituzionale che ricoprivano come cittadini del libero comune medievale. E molti di quei mestieri - superata l'era dell'industrializzazione - danno vita ancora oggi con antica perizia alla produzione artigianale orvietana, nello spirito della tradizione e dell'innovazione.
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