L'ORVIETO: Tra Orvieto ed il suo vino esiste un legame millenario. Già gli Etruschi coltivavano la vite ed esportavano il vino verso il Nord Europa ed anche i Romani lo commerciarono attivamente. Numerosi aneddoti sono legati alla storia della città. La leggenda narra che durante l'assedio dei Barbari, l'oro dei calici che stavano trafugando si trasformasse in liquido. Impressionati dal fenomeno sembra che avessero urlato: “aurum vetitum, aurum vetitum", da cui sarebbe derivato il nome attuale della città. L'"oro proibito" non era altro che il vino di Orvieto, poi tanto gradito ai Barbari che, ubriachi, permisero ai cittadini di cacciarli dalla rupe. La notorietà del vino si dimostrò anche nel Cinquecento. Quando Luca Signorelli venne chiamato per gli affreschi del Duomo fece scrivere nel contratto la clausola: “che gli desse di quel vino orvietano quanto ne volesse". Oggi, nel rispetto delle tradizioni antiche, l'Orvieto viene prodotto con tecnologie moderne nelle versioni secco, abboccato, amabile, dolce, ottenuti dall'unione di uve di vitigni locali. Il vino prodotto nella zona più antica, con epicentro ad Orvieto, ha diritto alla specificazione “Classico".
|