Torna alla Home Page  
     
 
torna alla pagina 

precedente
 
Torna alla Home Page
Cerca nel Sito
Ultime Notizie
. . .
  Torna all'indice: Cultura e Tempo Libero  
.

U.J.W. # 16




Dal 30 dicembre 2008

 

al 4 gennaio 2009

 

ad Orvieto

 

 

Umbria Jazz Winter #16

 

vedi anche www.umbriajazz.com

 

 

 

 

Il Comune di Orvieto

 

 

e l’Associazione Umbria Jazz

 

 

 

presentano

 

 

 

 

 

 DAL 30 DICEMBRE AL 4 GENNAIO

 

 

 

UMBRIA JAZZ WINTER#16

 

 

 

AD ORVIETO

 

 

 

BUONA MUSICA, TURISMO

 

 

 

E CULTURA

 

 

 

NEL CUORE DELL' UMBRIA

 

 

 

 

 

Va in scena ad Orvieto la sedicesima edizione di Umbria Jazz Winter.

Saranno sei giorni (uno in più rispetto alle passate edizioni) di buona musica che avranno come teatro naturale gli ambienti unici di una delle più affascinanti e storiche città dell' Umbria.

L’edizione invernale di Umbria Jazz negli anni si è conquistata un posto molto particolare nel panorama musicale italiano, non solo del jazz.

Merito della formula, che coniuga turismo, cultura e musica, con un cartellone che in ogni occasione propone soluzioni per tutti i gusti.

Molto spesso, dall’ormai lontano 1993, si è detto che trasferire la formula vincente dell’edizione estiva fosse una scommessa, che ormai si può dire vinta su tutti i fronti perché Orvieto ci mette di suo l’architettura di una delle più belle città della regione, e d’Italia, l’ottima cucina, il buon vino

e la serenità del buon vivere che ben si amalgamano con la musica del cartellone allestito dal Direttore Artico Carlo Pagnotta, che a partire dalla mattina e senza soluzione di continuità fino a tarda notte accoglie i sempre numerosi visitatori.

Tutti questi aspetti fanno si che la manifestazione si sia ritagliata una sua dimensione autosufficiente, più raccolta e peculiare che ne fa un Festival non minore ma diverso rispetto alla più imponente versione estiva.

La città offre gli spazi ideali ed un clima unico, grazie al fascino del suggestivo centro ricco di storia; Orvieto sorge su un ripiano di tufo, dalle pareti strapiombanti, che emerge come un’isola sulla pianura circostante, fu un importante centro etrusco, del quale restano testimonianze, decadde e fu abbandonata in età romana, finché tornò a fiorire nell’Alto Medioevo fino a divenire addirittura sede papale.

Oggi conserva, come stratificate nel tempo e concentrate nel piccolo spazio dell’acropoli, le testimonianze di un passato illustre; visitarla è come fare un viaggio a ritroso nella storia.

Viaggio che non può non cominciare con il magnifico Duomo, progettato da Lorenzo Maitani e realizzato tra il trecento e il cinquecento, che appare come una fusione armonica di sculture in

marmo, statue bronzee, bassorilievi e mosaici, con un risultato d’insieme molto suggestivo, che ospita nel pomeriggio di Capodanno la Messa della Pace impreziosita e caratterizzata dalla presenza della musica gospel: espressione e sintesi di culture e religiosità diverse che grazie alla

musica si incontrano rendendo indimenticabile tale esperienza.

I principali concerti si svolgono al Teatro Mancinelli, inaugurato nel 1886, con il suo suggestivo sipario realizzato dal Fracassini che rappresenta Belisario che libera Orvieto dai Goti, al Palazzo del Capitano del Popolo, in tufo e pietra basaltica che offre la sintesi dei principali caratteri dell’architettura orvietana e al Palazzo dei Sette, eretto a cavallo del trecento, caratterizzato da volte e archi possenti e affiancato dalla pregevole Torre del Papa.Musica anche a Palazzo Soliano, dalle linee severe ed essenziali, al cui piano terra si trova il Museo Emilio Greco, con sculture e creazion grafiche donate alla città dallo stesso artista e al Palazzo del Gusto, che trova spazio all’interno dell’antico convento di San Giovanni, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto. Suggestivi anche la Sala del Carmine, una ex chiesa del 1300 facente parte del più vasto complesso del Carmine che comprendeva anche  convento e il Ristorante San Francesco, situato in un edificio che ospitò un convento francescano del 1200, location del gran cenone di fine anno la notte del 31 Dicembre a suon di jazz e sede ideale dei Jazz Lunch e Dinner insieme al Ristorante al San Giovenale e al Ristorante La Penisola. Naturalmente non manca la marching band, molto amata dal pubblico, che percorre in parata le vie del centro storico della città.

 

 

 

 

 

Il Comune di Orvieto

 

 

 

e l’Associazione Umbria Jazz

 

 

 

presentano

 

 

 

 

 

LA POESIA DI JOÃO GILBERTO E IL BRASILE

 

 

 

ASSOLUTI PROTAGONISTI

 

 

 

DI  UMBRIA JAZZ WINTER#16

 

 

 

PER I 50 ANNI DELLA BOSSA NOVA

 

 

 

João Gilberto, O Mito: non sono molti i musicisti che possono vantare un appellativo simile, ma l’aver letteralmente inventato – insieme ad Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes - un genere musicale, la Bossa Nova, dà al musicista brasiliano tutto il diritto di essere considerato un vero e proprio mito. Dal ritmo della sua chitarra si può dire che sia nato un nuovo modo di porsi nei confronti della musica. Ha concepito un nuovo stile di cantare e di suonare, contraddistinto da un volume di esecuzione molto basso e da una grande carica emozionale. Il tipico ritmo del samba, che generalmente richiede una sezione intera di percussionisti, è tutto condensato nei movimenti alternati delle dita di João. Con questa premessa possiamo così dire che João Gilberto è la Bossa Nova, come la Bossa Nova è João Gilberto. E' un "monaco della musica", come lo ha felicemente definito Gilberto Gil, proteso unicamente ad un perfezionismo musicale che si alimenta di un incessante, continuo, ininterrotto lavoro di cesello del suo repertorio, al quale, talvolta, aggiunge qualche preziosissima perla. Questa è la sua prima volta ad Orvieto, l’ultima apparizione a Perugia per Umbria Jazz fu nel 2003: ovviamente un successo. Sarà protagonista per tre giorni consecutivi, il 2, 3 e 4 gennaio sul palco del teatro Mancinelli, in esclusiva europea.

“Mescolare samba e jazz, è quello che ho sempre cercato di fare, è il mio lavoro”. Parole di Duduka Da Fonseca, che descrivono perfettamente il suo modo di intendere la musica e la sua storia artistica.

Batterista nel trio Da Paz che si esibì nel 2006 a Perugia, la sua musica è influenzata da Nat King Cole come da Jobim, da Gerry Mulligan come da Frank Sinatra. La su amicizia di lunga data con il pianista Helio Alves ha dato il la a questo progetto di Samba Jazz che rende omaggio alla musica di Jobim: una musica vere e sincera che amalgama perfettamente le radici dei suoni della musica nera africana con la stile musicale classico e popolare europeo.

Ad accompagnare i due saranno Anat Cohen al sax e clarinetto, Guilherme Monteiro alla chitarra, Leonardo Cioglia al basso, la voce di Maucha Adnet e la tromba di Claudio Roditi.

Il quintetto di Da Fonseca sarà residente dal 31 dicembre al Palazzo del Popolo, mentre Helio Alves e Maucha Adnet si esibiranno anche in duo al Museo Emilio Greco.

 

 

 

 

 

Il Comune di Orvieto

 

 

 

e l’Associazione Umbria Jazz

 

 

presentano

 

 

 

 

 

GRANDI  PIANISTI, E NON SOLO,

 

 

 

PER SEI GIORNI DI GRANDE MUSICA

 

 

 

IN UN’ATMOSFERA UNICA ED IRRIPETIBILE

 

 

 

 

 

Martial Solal, tra i più apprezzati pianisti prodotti dal jazz europeo, anche se nato ad Algeri, musicista la cui cultura svaria in numerosi campi, non solo musicali, protagonista in diversi contesti: in piano solo, dove emerge la sua conoscenza illimitata del linguaggio del jazz, in duo con Stefano Bollani, ormai riconosciuta star a livello internazionale, accoppiata già proposta ad Orvieto quattro anni fa e con Joe Locke, infine nel Down Beat Blindfold Test dove Ted Panken, tra i più noti critici statunitensi, metterà alla prova la sua cultura musicale in un divertente quiz che ha ottenuto un notevole successo nell’ultima edizione estiva. Bollani sarà egli stesso in duo con Enrico Rava, in pratica il meglio che offre il jazz italiano e poi interprete di un duetto con il fisarmonicista Antonello Salis.

Interessante la proposta di Ernesto Jodos, pianista argentino con studi al Berklee College of Music e considerato una delle più originali e creative figure del jazz contemporaneo, che in trio rende omaggio alla musica di Lennie Tristano.

 

Un atteso ritorno è quello di Gerald Clayton, giovane pianista statunitense messosi in grande evidenza negli ultimi anni, accompagnato al contrabbasso dall’illustre genitore John Clayton.

Sempre tra i pianisti Enrico Pieranunzi, che con il suo linguaggio personale ed ispirato riesce a creare atmosfere di straordinaria intensità ed eleganza.

Renato Sellani, presenza ormai imprescindibile, musicista senza tempo, capace di conservare intatta la sua ispirazione e di diventare, con gli anni, un classico evergreen, in trio con il sassofonista Gianni Basso, altro senatore dal jazz “made in Italy”, e Danilo Rea che con Maurizio Martusciello aka Martux-M, dà vita a contesti e forme d’espressione musicale del tutto nuove. La nobiltà del jazz e della lirica al servizio dall’avanguardia e dell’art-rock più visionari; il tutto correlato dagli interventi visivi di Massimo Achilli.

Un tocco femminile con Cristiana Pegoraro, pianista umbra di formazione classica, che rende un tributo alla musica del grande compositore americano George Gershwin.

Non solo pianoforte in primo piano; c’è il ritorno di Joe Locke,vibrafonista ormai nel pieno della maturità, più volte presente sia all’edizione estiva che a quella invernale, con un nuovo progetto in compagnia di musicisti del calibro di Dado Moroni, Bob Cranshaw e Mickey Roker.

Locke sarà anche impegnato in un duo fuori degli schemi con Martial Solal.

Il chitarrista Lionel Loueke, originario del Benin, ha recentemente esordito per la Blue Note con “Karibu”, album in cui tutto ruota attorno alle origini africane della musica folk, equilibrate dalla visione cosmopolita di Loueke, che negli ultimi anni ha collaborato con musicisti importanti come Terence Blanchard ed Herbie Hancock, con il quale ha suonato nell’ultima edizione di Umbria Jazz.

Tra gli italiani inoltre da sottolineare il progetto di Roberto Gatto “The Music Next Door”, nel quale il batterista romano è accompagnato da una all stars di musicisti: Stefano Bollani, Paolo Fresu, Daniele Tittarelli e Rosario Bonaccorso.

Federico Turreni, sassofonista di Orvieto, dedica assieme al suo gruppo, il Panjeazz Quartet, un concerto a Francesco Satolli, anch’egli sassofonista orvietano tragicamente scomparso all’inizio dell’estate scorsa.

 

 

 

 

 

Il Comune di Orvieto

 

 

 

e l’Associazione Umbria Jazz

 

 

 

presentano

 

 

 

 

 

TUTTI I GIORNI UN CARTELLONE

 

 

 

CON LE RADICI DELLA MUSICA NERA:

 

 

GOSPEL, BLUES, SOUL, R&B, SWING

 

 

 

 

 

Come ogni anno concerto inaugurale con i migliori studenti delle Clinics estive del Berklee College, ad ingresso libero.

 Gospel ai massimi livelli con The Harlem Jubilee Singers diretti da Gregory Hopkins, che la sera del 30 dicembre, accompagnati da un’orchestra, interpreteranno i Duke Ellington’s Sacred Concerts; si tratta delll'opera divisa in tre lavori a cui Ellington dedicò buona parte della sue ultime

energie di compositore tra il 1965 e il 1973 e da lui stesso definiti la più importante musica mai scritta: una vera e propria summa del suo lavoro.

Raramente eseguiti dopo la sua morte nel 1974, combinano al loro interno jazz, musica classica e corale, spiritual, blues e dance.

La street parade con i Funk Off, lanciati proprio da Umbria Jazz nel 2003, un gruppo in cui lo show e l’energia potente si fondono con la musica che diventa quindi non solo da ascoltare ma anche da vedere.

Apprezzatissima dal pubblico torna K. J. Denhert, poetessa e cantantema anche abile chitarrista che si ispira al primo James Taylor e definisce la sua musica “folk & jazz”.

Vaneese Thomas & The Soul Spinner, con il soul come loro cavallo di battaglia; Vaneese è figlia della leggenda del R&B Mister Rufus Thomas, dotata di un talento eccelso, mistico e affascinante le cui radici sono profondamente legate ai “negro spirituals”, che esprimono una forte e

orgogliosa identità, non soltanto musicale.

Interpreti della tradizione folk di New Orleans da dove entrambi provengono sono i chitarristi Chip Wilson, un gradito ritorno e John Rankin.

Dopo il meritato successo estivo esordio ad Orvieto per Allan Harris, che con il suo quintetto e con la sua voce calda ed elegante rende un tributo sincero e personale a Nat King Cole, quintessenza del crooner.

Dalla Germania Jo Bohnsack, pianista e cantante amante del bolgie woogie e del blues, anche per lui un esordio ad Orvieto dopo Perugia.

Esordio per Ezra Charles, pianista e tastierista texano che con la sua band da vita ad un sound blues del tutto caratteristico ed innovativo,grazie a microfoni particolari dal lui stesso inventati.

Italianissima ed al debutto infine la Rimbamband, una formazione, eclettica, frizzante, folle, bizzarra, gustosa e scatenata che diverte e si diverte grazie al sapore ironico delle sue interpretazioni musicali più che originali, in uno spettacolo che va oltre la musica.

 

 

 

 

 

Testi e materiali per la comunicazione

 

Cristiano Romano

 

 

 

Traduzioni

 

Iain Adams

 

 

 

Manifesto ufficiale Umbria Jazz Winter #16

 

M° Ivald Granato

 

 

 

Ufficio Stampa Umbria Jazz

 

Cristiano Romano

 

cristiano.romano@umbriajazz.com

 

telefono ufficio +39 075 5732432

 

fax ufficio +39 075 5722656

 

 

 

Ufficio Stampa Umbria Jazz Winter #16

 

c/o “Palazzo del Popolo”

 

Piazza del Popolo

 

05018 Orvieto

 

attivo dal 30 dicembre 2008

 

telefono +39 0763 344644

 

fax +39 0763 344611

 

 



Sito Internet
www.umbriajazz.com







 
.
. . .
 
.
.
Sei in:
HOME
percorso
Cultura e Tempo Libero
percorso
Mostre / Happenings
Mostre / Happenings
U.J.W. # 16

Tutte le pagine in:
Mostre / Happenings

Carta Orvieto Unica

Riprende l'iniziativa "Visita a teatro"

Stagione Teatrale 2008/2009 del Mancinelli

Venti Ascensionali 2008

U.J.W. # 16

Mostra di Stella Radicati

Presentazione "Vaffanbanka!"

Presentazione del giornalino del "Mangiar sano"

   
  valid html 4.01!Valid CSS