Presentata la stagione teatrale 2008/2009 del Teatro Mancinelli nel segno della "SFIDA" La Stagione Teatrale 2008/2009 del Teatro Mancinelli è nel segno della “Sfida”. · Un grande cartellone per un grande pubblico è la “sfida” del teatro alla crisi economica e alle avversità del costo della vita ai drammi dell’anima, alle grandi questioni sociali del nostro tempo, dalla mafia alla giustizia. · E’ anche la sfida alla contaminazione dei linguaggi espressivi, al teatro comico, alla commedia brillante, alla danza e all’operetta. · Ed è la sfida gradita di nuove formule di abbonamento e prezzi. E’ stata presentata presso il ridotto del Teatro Mancinelli, la Stagione Teatrale 2008/2009 dal titolo “La Sfida”. “Perché ha sintetizzato la Presidente dell’Associazione TeMa e Assessore alla Cultura, Pirkko Peltonen c’è chi è schiacciato dalle preoccupazioni quotidiane prova s fidare le avversità senza mai uscire dal cerchio dei propri pensieri e chi, invece, dal suo angusto mondo, cerca il salto di qualità spingendosi su su fino a raggiungere un altro mondo, più grande, più vivo”. E il “provocatorio” tema della Stagione Teatrale 2008/2009 del Mancinelli è “La Sfida”, è racchiusa nell’immagine grafica di un pesciolino rosso impegnato in una elevazione quasi olimpica che lo allontana dal suo habitat per portarlo in un mondo più accogliente e più vivo. Un simbolico salto di qualità per sfidare le avversità e la limitatezza del quotidiano e tentare invece di godere della creatività, delle emozioni, dell’evasione. Il Teatro è in questo senso luogo di sfide culturali e sociali. Tra gli spettacoli del cartellone 2008/2009 sono presenti grandi classici del teatro (in anteprima nazionale Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, con Lina Sastri e Luca De Filippo, diretti da Francesco Rosi; Giulio Cesare o della congiura di William Shakespeare, per la regia di Maurizio Panici; Moby Dick da Herman Melville, con Giorgio Albertazzi, diretto da Antonio Latella; I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni, con Massimo Dapporto). I testi di gran teatro in programma per la nuova Stagione spaziano inoltre dai drammi dell’anima (Sinfonia d’autunno, con Rossella Falk e Maddalena Crippa, dirette da Maurizio Panici; La Signorina Giulia con Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo, per la regia di Armando Pugliese; I capitoli dell’infanzia di e con Davide Enia) alle grandi questioni sociali del nostro tempo, dalla mafia alla giustizia (La Parola ai giurati di Reginald Rose, con Alessandro Gassman che ne firma anche la regia; Il dubbio con Stefano Accorsi e Lucilla Morlacchi, diretti da Sergio Castellitto; Aldo Moro. Una tragedia italiana di Corrado Augias e Vladimiro Polchi, interpretato da Paolo Bonacelli; Gomorra, di Roberto Saviano e Mario Gelardi, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano; L’istruttoria di Claudio Fava, con Claudio Gioè e Donatella Finocchiaro). Non mancheranno poi gli appuntamenti con il teatro comico (Enrico Brignano torna al Mancinelli con l’esilarante Le parole che non vi ho detto), la commedia brillante (Facciamo l’amore - in prima nazionale, con Gianluca Guidi che ne firma anche la regia, Lorenza Mario, Enzo Garinei e la partecipazione di Aldo Ralli), la danza (A Glimpse of Hope, presentato dai Déjà Donné; Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers con Raffaele Paganini; Havana Rakatan del Ballet de Cuba) e l’operetta (Il paese dei campanelli, portato in scena dalla Compagnia La Belle Epoque). Con la Serata d’onore dedicata a Franca Valeri (affiancata sul palco da Pino Strabioli) calerà il sipario sulla Stagione Teatrale 2008/2009. La campagna abbonamenti, che prevede interessanti novità (“la sfida”, infatti, riguarda anche le nuove formule di abbonamento ed i relativi prezzi), inizierà martedì 9 settembre. Con la Presidente della TeMa, sono intervenuti l’Assessore al Turismo e Cultura, Giuseppe Maria Della Fina, l’Assessore Provinciale alla Cultura, Alberto Sganappa e il responsabile artistico del Mancinelli, Enrico Paolini. Di seguito si riporta il programma del cartellone della stagione teatrale 2008/2009 del Mancinelli di Orvieto: · Sabato 4 ottobre ore 21 - Anteprima Nazionale · Domenica 5 ottobre ore 17 Lina Sastri Luca De Filippo Filumena Maturano di Eduardo De Filippo con Lina Sastri, Luca De Filippo, Nicola di Pinto, Antonella Morea, Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Daniele Russo, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Carmine Borrino, Silvia Maino, regia Francesco Rosi, luci Stefano Stacchini, costumi Cristiana Lafayette, scene Enrico Job, produzione Teatro di Roma Elledieffe. Filumena Marturano è, nella drammaturgia internazionale, uno dei lavori più conosciuti ed apprezzati dal pubblico e dalla critica, nonché, delle commedie di Eduardo, la più rappresentata in tutto il mondo. Legami di sangue e vincoli d’amore. Una straodinaria pièce teatrale con Lina Sastri nel ruolo della celebre eroina eduardiana. “Una grande, bellissima e tormentata storia d’amore”. Così definisce la commedia di Eduardo Francesco Rosi, che prosegue con questa regia il sodalizio artistico con la compagnia di Luca De Filippo. Filumena conduce il filo del dramma con la sapienza e la determinazione dovute al sentimento di una maternità tenuta segreta per anni e poi rivelata. Donna del popolo, vive da 25 anni come una moglie, senza esserlo, nella casa di Domenico Soriano, napoletano borghese e benestante. Ha cresciuto in segreto tre figli, avuti da tre uomini diversi; di uno solo è certa la paternità, il figlio di Soriano, e quando Filumena glielo rivela, estremo stratagemma per farsi sposare, non gli dice però quale, perché “i figli sono figli” e devono essere tutti uguali.
· Sabato 11 ottobre ore 21 Déjà Donné A Glimpse of Hope (Intravedere la Speranza) regia e coreografia Simone Sandroni e Lenka Flory, interpretazione Virginia Spallarossa, Eleonora Chiocchini, Daria Menichetti, Morena de Leonardis, drammaturgia musicale Luigi Ceccarelli, musica e suono Luigi Ceccarelli, Gaëtan van den Berg, scenografia e costumi Lenka Flory, video Barbara Schröer, Pietro Micci, Dutch Rall, tecnica Massimo Guarnotta, Andrea Bartola, grafica Pavel Skoda produzione Déjà Donnè / Lenka Flory Fondata a Praga nel 1997 da Lenka Flory e Simone Sandroni, la compagnia di danza contemporanea Déjà Donné si può ben dire internazionale sia per le diverse provenienze dei suoi danzatori, sia per le tournée che la vedono protagonista in giro per il mondo. Ha rappresentato infatti i suoi lavori in 22 paesi tra Europa, Asia, Stati Uniti e Canada, ricevendo premi e grande risonanza a livello di pubblico e di critica. Dalla loro prima produzione sino ad oggi i Déjà Donné si sono fatti conoscere per il loro stile esilarante ed esplosivo e per la capacità di creare performance con contenuti di forte impatto sociale e politico, emozionanti ma indipendenti da forme o temi alla moda. Il loro teatro è una fluente mescolanza di metodi, linguaggi e stili. Seconda parte di una trilogia dal titolo Happiness is Only a Question of Habit, A Glimpse of Hope è uno sguardo femminile sul mondo. Saranno, infatti, performer donne ad osservare come stiamo vivendo, come vivevamo e come il presente sia tutt’ora collegato alla storia, in questo caso alla storia degli ultimi 50 anni. La compagnia Déjà Donné si esibisce ad Orvieto nell’ambito del “Progetto Spettacolo Umbria”. · Domenica 9 novembre ore 17 Rossella Falk Maddalena Crippa Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman con Rossella Falk, Maddalena Crippa e Marco Balbi, regia Maurizio Panici, scene Aldo Buti, costumi Lucia Mariani, luci Franco Ferrari, musiche Edvard Grieg Frédéric Chopin, ambientazioni sonore Stefano Saletti, produzione Argot produzioni Eva è sposata con un pastore protestante, Viktor. Charlotte, la madre di Eva, è una pianista famosa e molto raramente fa visita alla figlia. Eva ha sollecitato con una lettera la madre a un nuovo incontro, atteso da lungo tempo. Charlotte arriva all’improvviso. Trentasei ore, tanto dura l’incontro tra madre e figlia. Trentasei ore in cui l’autore scava nel rapporto di odio e amore tra le due donne. Charlotte parla delle proprie amarezze e solitudini, le svela alla figlia, forse per la prima volta, senza maschere. Anche Eva cerca di raccontarsi nelle sue difficoltà, ma il conflitto sembra non potersi risolvere, sebbene il cordone ombelicale non si sia mai spezzato. Sinfonia d’autunno è una storia d’amore speciale tra due donne dipinte con crudezza da uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato, Ingmar Bergman, naturale successore di Strindberg per la qualità della scrittura, l’asprezza del dialogo, le tematiche affrontate. Due attrici di grande carisma e profondità, dirette da Maurizio Panici, sono le protagoniste accezionali della spettacolo: Rossella Falk e Maddalena Crippa, per la prima volta insieme. · Sabato 15 novembre ore 21 Raffaele Paganini Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers In the Navy - Fred e Ginger con Raffaele Paganini, coreografie Alfonso Paganini e Luigi Martelletta, musiche George Gershwin Glenn Miller originali di Marco Melia, costumi Alessandra Saroli, disegno luci Jean Paul Carradori, multivisione Massimiliano Siccardi, produzione Nuova Euroballetto Anni 20
Anni 30
Anni 40
l’inizio di un nuovo tempo. Rumori di navi da oltre oceano portano marinai americani con le loro ventate di novità e di voglia di vivere. Appena sbarcati fioriscono storie d’amore con giovani ragazze, ed ecco che inizia l’incanto tra sorrisi, amori e lustrini. Fascino! Classe! Eleganza! Il mondo di Fred e Ginger, un sogno regalato a quegli splendidi e faticosi anni del nostro passato. Anni 30.. Anni 40
Anni 50
e via oltre il 2000, ancora con la stessa esigenza di un incantevole sogno, di un momento frizzante, per poi tornare a casa avendo assaporato la stessa magia
la magia che aveva portato il vento d’oltre Oceano a quel fascino, quella classe, quell’eleganza che vive anche oggi in questo spettacolo. Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers non è la storia di Fred e Ginger ma la rivisitazione di un’epoca, di un pezzo di storia che molti di noi non hanno vissuto personalmente ma che hanno potuto apprezzare attraverso film, musiche o racconti di chi invece ne ha fatto parte. Un’ora e mezza di evasione divertente, scintillante di luci, colori e immagini di un periodo che non tornerà mai più. Il tributo alla celebre coppia di ballerini del grande schermo sarà l’occasione per ammirare il talento dell’étoile Raffaele Paganini, impegnato nella gamma coreografica resa celebre da Astaire: dagli sfrenati tip tap ai virtuosi balli di coppia, accompagnati dalle musiche firmate da autori come Gershwin e Glenn Miller. · Sabato 22 novembre ore 21 - PRIMA NAZIONALE · Domenica 23 novembre ore 17 Gianluca Guidi Lorenza Mario Enzo Garinei Facciamo l’amore di Norman Krasna con Gianluca Guidi, Lorenza Mario, Enzo Garinei e la partecipazione di Aldo Ralli regia Gianluca Guidi, scene Florenza Marino, costumi Alessandro Bentivegna, direzione musicale Riccardo Biseo, coreografie Stefano Bontempi, produzione Giglio Group Production. Commedia musicale ambientata in teatro, in una compagnia di artisti pieni di talento ma costretta a combattere con la continua ricerca di soldi per poter andare in scena, Facciamo l’amore mostra quello che è il gioco del teatro quando si confonde con la realtà, in cui la mistificazione delle identità, come l’identificazione degli attori nei loro personaggi, servirà a far innamorare i due protagonisti e a mostrare il fascino del mondo dello spettacolo. Magiche atmosfere musicali, coreografie da musical, costumi ed allestimento scenografico arricchiscono questa eclettica commedia splendidamente interpretata da Gianluca Guidi (che ne cura anche la regia), Lorenza Mario, Enzo Garinei e Aldo Ralli. Bellissima storia d’amore ispirata al famoso film di George Cukor con Yves Montand e Marilyn Monroe, Facciamo l’amore è considerata dai critici una delle commedie contemporanee più intelligenti, che intreccia comicità e romanticismo, con un linguaggio dai ritmi serrati che descrive con efficacia ma anche con amore l’ambiente teatrale. · Domenica 30 novembre ore 17 Giorgio Albertazzi Moby Dick da Herman Melville elaborazione drammaturgica Federico Bellini con Giorgio Albertazzi, Emiliano Brioschi, Marco Cacciola, Tomothy Martin, Giuseppe Papa, Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Enrico Roccaforte, Rosario Tedesco. Regia e ideazione scenografica Antonio Latella, costumi Gianluca Falaschi, disegno luci Giorgio Cervesi Ripa, suono Franco Visioli, produzione Teatro Stabile dell’Umbria Teatro di Roma Spettacolo di particolare interesse e fascino, tratto dall’avvincente romanzo di Herman Melville, Moby Dick è riconosciuto come uno dei capolavori della narrativa americana. Narra la vicenda del Capitano Achab, che salpa con la nave baleniera Pequod alla ricerca di Moby Dick, la balena bianca che anni prima, nel corso di una caccia, “gli aveva falciato la gamba, come un mietitore fa di uno stelo d’erba in un campo”. Sotto di lui un equipaggio di ufficiali, marinai e ramponieri. Trova la balena ma, nella lotta, perisce e insieme con lui soccombono tutti i suoi uomini. Tutti tranne uno: Ismaele, che vivrà per raccontare la loro storia. Il viaggio, la conoscenza, la morte sono alcuni dei temi che danno vita ai personaggi e ne determinano il destino. Tuttavia in Moby Dick c’è molto di più: le scene di caccia alla balena sono intervallate dalle riflessioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche del protagonista Ismaele, alter ego dello scrittore, rendendo il viaggio un’allegoria e al tempo stesso un’epopea epica. Nei panni del protagonista un grande mattatore della scena, un uomo che da sempre incarna il mito del primo attore, Giorgio Albertazzi, che per la prima volta, dopo averne apprezzato i lavori, incontra Latella come regista, insieme a una numerosa e affiatata compagnia di attori. · Domenica 14 dicembre ore 17 Paolo Bonacelli Aldo Moro, una tragedia italiana di Corrado Augias e Vladimiro Polchi con Paolo Bonacelli e Lorenzo Amato, regia Giorgio Ferrara, musica Marcello Panni, scene Gianni Silvestri, luci Mario Loprevite, produzione Teatro Stabile della Sardegna / Teatro Eliseo A trent’anni di distanza, la tragedia del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro rivive sulle scene teatrali in una rappresentazione che ripercorre i giorni del sequestro, della prigionia, della morte. La vicenda umana e politica del rapimento Moro si consumò in 55 giorni che l’Italia non potrà mai dimenticare. Lo spettacolo, scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi, per la regia di Giorgio Ferrara, è costruito sulle lettere che Moro scrisse agli amici del partito, al Papa, ai familiari. Lettere in cui alterna momenti di speranza ed altri di disperazione, tra ricordi privati e raccomandazioni di incombenze quotidiane, tra accuse di errori ed omissioni e ringraziamenti agli amici. Sulla scena le strazianti parole di Aldo Moro imprigionato sono interpretate da Paolo Bonacelli, mentre una voce narrante si alterna al racconto in prima persona con citazioni, materiali d’archivio, comunicati ufficiali delle Brigate Rosse. Il tutto scandito da immagini tratte da telegiornali d’epoca. · Giovedì 18 dicembre ore 21 · Venerdì 19 dicembre ore 10 (matinée per le scuole) Giulio Cesare o della congiura di William Shakespeare con Edoardo Siravo, Leandro Amato, Massimo Reale, Maurizio Panici, Andrea Bacci, Gigi Palla e la partecipazione di Renato Campese, adattamento drammaturgico e regia Maurizio Panici, scene Francesco Ghisu, costumi Marina Luxardo, produzione Argot produzioni / Teatro dei due Mari. Definita la prima vera tragedia problematica shakespeariana, Giulio Cesare o della congiura, riletta e riadattata drammaturgicamente da Maurizio Panici, porta in scena i conflitti più profondi e i turbamenti più intimi dell'animo umano e dell'universo intero. Nell'adattare il testo di Shakespeare il regista ha alleggerito la struttura drammatica originaria, riducendo il numero dei protagonisti ed eliminando il contesto storico e politico per porre al centro del lavoro l'azione, le passioni e le emozioni di ogni singolo personaggio. L’intreccio narrativo mette in luce uomini travolti dall'invidia, vinti dalle certezze, contagiati dalla crudeltà, presi da una tensione insopportabile che può placarsi solo con la morte. Ed ecco che emergono in questo quadro le figure di Cesare, Cassio, Bruto, Antonio e Ottaviano, interpretati da un apprezzabile cast di attori che ha fatto di questo capolavoro un interessante spettacolo di azione, di pensiero e di riflessioni. · Lunedì 22 dicembre ore 21 Gomorra di Roberto Saviano e Mario Gelardi tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano e da un’idea di Ivan Castiglione e Mario Gelardi regia Mario Gelardi, con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo e la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux, scene Roberto Crea, costumi Roberta Nicodemo, musiche Francesco Forni, immagini Ciro Pellegrino, produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli. Adattamento teatrale dell’omonimo romanzo-reportage di Roberto Saviano, elaborato a quattro mani con Mario Gelardi che ne firma anche la regia Gomorra si configura come un inquietante gioco di specchi tra le molteplici sfaccettature della criminalità organizzata napoletana e tutte le sue tentacolari ramificazioni. La riscrittura teatrale del testo letterario, iniziata ancor prima che il famosissimo libro arrivasse alle stampe, ha permesso agli autori di lavorare su un materiale più ampio e quindi di elaborare un’analisi maggiormente estesa di alcuni personaggi del romanzo; un’opera che anche sulla scena mette coraggiosamente a nudo le espressioni più efferate delle attività criminose proliferate nel napoletano e allargatesi a macchia d’olio sul territorio nazionale ed internazionale. Una crudele carrellata di situazioni che, a squarci, svelano un universo sociale fatto di relazioni e di valori che definiscono e connotano il potente mondo della criminalità contemporanea. La coraggiosa denuncia di Roberto Saviano lo costringe tutt’oggi a vivere sotto scorta.
· Sabato 10 gennaio ore 21 · Domenica 11 gennaio ore 17 Stefano Accorsi Lucilla Morlacchi Il dubbio di John Patrick Shanley traduzione Flavia Tolnay, adattamento Margaret Mazzantini, con Stefano Accorsi, Lucilla Morlacchi, Nadia Kibout e Alice Bachi, regia Sergio Castelletto, scenografie Antonella Conte, costumi Isabella Rizza, disegno luci Raffaele Perin (A.I.L.D.), produzione Hurlyburly e Alien produzioni Tratto dall’omonimo romanzo di John Patrick Shanley, Il dubbio porta sulla scena una tematica tanto forte quanto attuale: quella dell’abuso sessuale in ambiente cattolico. Sergio Castellitto alla regia e Stefano Accorsi nel ruolo del protagonista affrontano le pagine di questo scritto, vincitore del premio Pulitzer nel 2005, e ambientato a Brooklyn, in una scuola parrocchiale, nel 1964. La vicenda ruota attorno alla supposta colpevolezza di un giovane prete di aver abusato sessualmente di un alunno dodicenne di colore. Ad accusarlo è l’ineffabile malizia della direttrice dell’istituto suor Aloisia (interpretata da Lucilla Morlacchi) che non ne condivide i moderni metodi di insegnamento, mentre suor James, pur apprezzando il suo spirito di abnegazione, è lacerata profondamente dal tarlo divoratore del dubbio. Gli stessi spettatori non trovano il conforto di alcuna certezza, poiché l’autore ha deciso unicamente di spargere il seme del dubbio, lasciando correre l’immaginazione del pubblico che esce dal teatro domandandosi se padre Flynn sia colpevole oppure no. · Sabato 24 gennaio ore 21 Ballet de Cuba Havana Rakatan musiche Raul Salvador Herrera, coreografie Nilda Guerra, costumi Lazaro Guillermo Rodriguez, luci Juan Carlos de la Torre Rodriguez, produzione L. P. Organizzazione Spettacoli Vincitore del “Festival Mundial de la Salsa 2003”, il Ballet de Cuba porta in scena un travolgente spettacolo dai ritmi caldi e irresistibili, con musiche dal vivo del “Septeto Turquino”, leggendario gruppo di Santiago fondato nei primi anni ’80 da giovani talenti appassionati di musica tradizionale cubana. Composto da ballerini e musicisti di insolito talento e straordinaria versatilità, provenienti dalla “Escuela Nacional de Arte de la Habana”, dal “Conjunto Folklorico Nacional” e dalla “Escuela de Danza Nacional de la Habana”, il Ballet de Cuba trascina il pubblico nel cuore della cultura cubana attraverso una magistrale fusione tra differenti tipi di danze. La straordinaria interpretazione del corpo di ballo racconta, nella prima parte dello spettacolo, la nascita della musica cubana attraverso la fusione di concitati ritmi di origine africana con le melodie della musica popolare spagnola. La seconda parte ripercorre musiche e danze popolarissime, ballate in tutto il mondo. In scena la gioiosa compostezza del son, la malinconia struggente del bolero, la verve sfacciata del mambo, la frizzante allegria del cha cha cha fino alla carica esplosiva della timba, del reggaeton e della salsa cubana. Coinvolgente, colorato, dinamico ed originale, Havana Rakatan innamora, seduce, contagia il pubblico in un’esplosione di gioia e divertimento, trascinandolo nel cuore della cultura cubana. · Martedì 27 gennaio ore 21 Alessandro Gassman La parola ai giurati (Twelve Angry Men) di Reginald Rose traduzione di Giovanni Lombardo Radice con Alessandro Gassman, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Fabio Bussotti, Paolo Fosso, Nanni Candelari, Emanuele Salce, Massimo Lello, Emanuele Maria Basso, Giacomo Rosselli, Matteo Taranto, Giulio Federico Janni, regia Alessandro Gassman, scene Gianluca Amodio, costumi Helga H. Williams, musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi, produzione Teatro Stabile d’Abruzzo & Società per Attori Alessandro Gassman, in una convincente prova di regia, affronta un testo socialmente coinvolgente e profondamente inquietante come è La parola ai giurati di Reginald Rose. Esempio straordinario di denuncia dei meccanismi del sistema giudiziario americano, questo appassionante e attuale dramma, ambientato nella New York degli anni ’50, narra la vicenda di dodici membri di una giuria popolare che devono decidere sull’opportunità di condannare o meno a morte un giovane portoricano sospettato di omicidio, ponendo così a ognuno di noi molte domande sulle capacità di giudicare e sui condizionamenti cui possiamo essere sottoposti. Tutti i componenti della giuria sembrano convinti della sua colpevolezza. Tutti ad eccezione di uno, che con meticolosità e intelligenza costringe gli altri giurati a ricostruire nel dettaglio i passaggi salienti del processo e, grazie a una serie di brillanti deduzioni, ne incrina le certezze, insinuando in loro il principio secondo il quale una condanna deve implicare la certezza del crimine al di là di ogni ragionevole dubbio. Da questo dramma fu tratto un celeberrimo film diretto con grande maestria da Sidney Lumet ed interpretato in modo indimenticabile da Henry Fonda. · Domenica 8 febbraio ore 17 Claudio Gioè Donatella Finocchiaro L’istruttoria di Claudio Fava con Claudio Gioè e Donatella Finocchiaro, regia Ninni Bruschetta, musiche composte ed eseguite dal vivo dai Dounia: Giovanni Arena, contrabbasso, Vincenzo Gangi, chitarra, Riccardo Gerbino, percussioni, Faisal Taher, voce.Sscene Mariella Bellantone, costumi Metella Roboni, produzione Nutrimenti Terrestri Lo spettacolo ripercorre la storia degli atti del processo per la morte di Giuseppe Fava, giornalista assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984, “colpevole” di indagare e svelare le alleanze strategiche tra mafia e mondo politico, economico e istituzionale della Catania degli anni ’80. Gli atti, ricostruiti e drammatizzati in forma teatrale, prestano estrema fedeltà alla verità, alle parole presenti nei verbali, come alle cose che in quella circostanza furono taciute. Un processo che si è concluso con la condanna dei colpevoli, degli esecutori e dei mandanti, ma che fa emergere una società al limite della schizofrenia. Accompagnati dalle musiche dei Dounia, Claudio Gioè e Donatella Finocchiaro interpretano i figli del giornalista e al contempo tutti gli altri personaggi del processo, assumendo di volta in volta le sembianze del killer, del commissario, dell’onorevole, della donna complice della mafia, dell’editore, del vecchio mafioso. Uno spettacolo per narrare tutta la ferocia della mafia, l’oltraggio irrisolto della sua violenza, la viltà dei complici. E soprattutto la rabbia dei sopravvissuti. · Domenica 15 febbraio ore 17 Vanessa Gravina Edoardo Siravo La Signorina Giulia di August Strindberg con Vanessa Gravina, Edoardo Siravo e Simonetta Graziano, regia Armando Pugliese, coreografie Aurelio Gatti, scene Andrea Taddei, costumi Silvia Polidori, musiche Germano Mazzocchetti, produzione Indie Occidentali / TSA Teatro Stabile d’Abruzzo Nel testo del drammaturgo svedese August Strindberg, diretto sapientemente da Armando Pugliese ed interpretato da Vanessa Gravina, Edoardo Siravo e Simonetta Graziano, l’intreccio amoroso tra la contessina Giulia e il servo Jean diviene un pretesto per rappresentare la lotta cinica e spietata tra l’aristocrazia ormai in declino e i più poveri, pronti a tutto per impossessarsi del potere. Nella notte di San Giovanni, mentre il conte è assente e il popolo si da alla pazza gioia, la Signorina Giulia, eccitata, invita il servo Jean a ballare con lei. Un po’ seduttrice e un po’ sedotta, la donna finisce col cedergli. Jean pensa di approfittare della padroncina, ora diventata sua amante, per realizzare il sogno di diventare proprietario di un albergo di lusso e spinge Giulia a rubare la cassaforte del padre e a fuggire. Questo sarà il preludio della tragedia imminente. La protagonista non si uccide fuori scena, come nel dramma di Strindberg, ma muore sulla scena lentamente ed inesorabilmente. La sua è una morte dell’anima; quella di una classe sociale che scompare, quella di una donna rassegnata a non trovare mai un’autentica corrispondenza d’affetti, né con i suoi pari, né con i suoi subalterni, perché vive soprattutto in lei questa impossibilità di amare. · Domenica 22 febbraio ore 17 Compagnia d’Operette La Belle Epoque Il paese dei Campanelli di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato con Dianora Marangoni, Franco Fornarelli, Annamaria Orsi, Vittorio Regina e Alessandro Tampieri, regia Cice Lombardo, maestro concertatore Giorgio Tazzari, orchestra e balletto La Belle Epoque, produzione La Belle Epoque. Protagonista dal 1982 nei maggiori teatri italiani con l’operetta intesa non come “revival”, ma come una peculiare dimensione di spettacolo da mantenere viva la Compagnia La Belle Epoque porta in scena un lavoro tra i più noti del suo genere. In un’isola di pescatori i campanelli delle case si mettono a suonare ogni qualvolta si consuma un amore extraconiugale. Un giorno sull’isola approda un’intera truppa militare e si scatena il finimondo: equivoci, amori, situazioni paradossali al tempo di
squillanti campanelli. Lo spettacolo si avvale di un cast di tutto rispetto, dove figurano il talento e la bellissima voce del soprano Dianora Marangoni, la professionalità della soubrette Annamaria Orsi, la bravura del tenore Franco Fornarelli, nonché di Vittorio Regina e Alessandro Tampieri. Un testo spumeggiante riproposto con brio e freschezza, nonostante la scrittura originale sia datata 1923. Un appuntamento da non perdere per chi ama l’operetta ed un’occasione unica per chi, invece, vuol scoprire il suo fascino. · Venerdì 6 marzo ore 21 Massimo Dapporto I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni con Massimo Dapporto, Alessandra Raichi, Giovanna Centamore, Antonio Meschini, Francesco Gusmitta, Umberto Bortolani, Marianna de Pinto, Carlo Ragone, Felice Casciano, Adriano Braidotti, Lamberto Consani. Regia Antonio Calende, scene Pierpaolo Bisleri, costumi Elena Mannini, ideazione luci Sergio Rossi, musiche Germano Mazzocchetti, produzione Noctivagus / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Un capolavoro della scrittura comica, l'eccezionale virtuosismo sul classico tema dello sdoppiamento, l'incanto del gioco teatrale dei simili e degli opposti
Carlo Goldoni ne I due gemelli veneziani porta a livelli altissimi il teatro comico: lo fa usando le tecniche della drammaturgia settecentesca e la sapienza scenica di chi il teatro lo scrive ma sa anche "farlo", di chi impone agli attori una parte, ma solo dopo averla costruita sulle loro personali potenzialità e inclinazioni.
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