Ugo Tramballi editorialista e inviato de "Il Sole 24 Ore" è il vincitore del 19° Premio Barzini E’ Ugo Tramballi, editorialista e inviato di politica estera per Il SOLE 24 ORE, il vincitore dell’edizione 2008 del Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale. · Il Premioè stato consegnato Sabato 10 maggio ad Orvieto con inizio alle ore 16,30 nella prestigiosa cornice medievale del Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento. · La motivazione del riconoscimento a Ugo Tramballi. · La consegna del premio è stata preceduta dalla lettura dell’orazione civile di Guido Rampoldi, vincitore dell’edizione 2007. A seguire tavola rotonda sul tema: “Leader d’immagine? Chi sono, cosa dicono e dove esistono Hillary, Baraci, Nicolas, José Luis, Angela, Vladimir, Walter e Silvio”. Ugo Tramballi, editorialista e inviato di politica estera del quotidiano “IL SOLE 24 ORE”, è il vincitore della 19^ edizione del Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale, uno dei più qualificati e autorevoli premi giornalistici in Italia. Il Premio è stato consegnato nel pomeriggio di sabato 10 maggio ad Orvieto nella prestigiosa cornice medievale del Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento.
Chi è Ugo Tramballi 54 anni, nato a Milano, Ugo Traballi è entrato nel 1996 a IL GIORNALE dove ha seguito la cronaca milanese. Dal 1983 all’87 è stato corrispondente in Medio Oriente, curando corrispondenze di guerra dal Libano, Iran, Irak e Afghanistan. Numerosi i suoi reportages da India, Pakistan e Africa meridionale (Sudafrica, Angola, Zimbabwe). Nel periodo 1987/91 è stato corrispondente da Mosca e dal 1991 è inviato ed editorialista di affari internazionali per IL SOLE-24 ORE. Inoltre, è membro dell’Istituto Affari Internazionali di Roma e del Centro Italiano per la Pace in M.O. di Milano. Tra le inchieste, servizi e commenti ha seguito: il processo di pace in Medio Oriente e la crisi nel Golfo. La Russia nell’era di Eltsin. Le riforme economiche indiane. La fine dell’apartheid in Sudafrica. La crescita della Cina e la transizione a Hong Kong. La crisi economica in Asia. L’impatto della globalizzazione nella politica mondiale. La Guerra nei Balcani e la Guerra al terrorismo e Intifada. Numerosissime le personalità da lui intervistate in Medio Oriente, Africa, America Latina, India, Europa e rappresentanti di Istituzioni Internazionali Ha pubblicato Dentro l'India, gli uomini e le città (1988) e Quando finirà l'inverno: la Russia dopo Eltsin (1999), “L’ulivo e le pietre. Israele e Palestina: racconto di una terra divisa” (2002), “Il sogno incompiuto. Uomini e donne d’Israele” (2008).
La motivazione del Premio Luigi Barzini a Ugo Tramballi: Ha cominciato dalla cronaca milanese, sulle pagine de “Il Giornale”. Poi, dall’inizio degli anni Ottanta, decide di dedicarsi alla scena che segnerà tutto il suo cammino di giornalista, quella internazionale della politica e dell’economia, delle crisi, dei conflitti e dei nuovi protagonisti che si candidano a potenze. Dapprima, corrispondente dal Medio Oriente, poi da Mosca, quindi, dal 1991, inviato e editorialista di affari internazionali per “Il Sole-24 ore”, Ugo Tramballi, ha raccontato i nodi aggrovigliati di contrasti senza fine, le svolte, i cambiamenti di un mondo reso sempre più grande e interconnesso dalla globalizzazione: il Golfo, la Russia di Eltsin, la trasformazione dell’India, la fine dell’apartheid nel Sudafrica, la crescita impetuosa della Cina, la guerra dei Balcani, il terrorismo e le contraddizioni insolubili del Medio Oriente. Ovunque ha portato la sua voglia di capire e il bisogno di non fermarsi alla superficie dell’ufficialità e al gioco delle verità_ Insomma, prima di ogni giudizio e di qualunque facile e addomesticata conclusione, ha sempre cercato di restare fedele a quell’esigenza profonda di testimoniare. Un giorno dopo l’altro, in quello che ha chiamato “il quotidiano consumarsi del lavoro del giornalista”. Insomma, la presenza diretta, fondata sulla conoscenza delle cose e delle persone, fossero la gente o gli attori variamente impegnati a interpretare ruoli di potere, le rivendicazioni, gli interessi di parte, le spinte innovative. Che si trattasse del colonnello Gheddafi o di Re Hussein di Giordania, del presidente del Venezuela Hugo Chavez, di Rajiv Gandhi, di Shimon Peres o di Yasser Arafat. Di questa tensione all’ascolto e all’osservazione disincantata, Ugo Tramballi ha fatto la base per un’analisi che si è sviluppata attraverso numerosi libri, da “Dentro l’India” all’ultimo, “Il sogno incompiuto. Uomini e donne d’Israele”. Conferendogli il Premio Luigi Barzini, la Giuria ne riconosce il rigore esemplare e quella consonanza universalmente umana che dell’inviato è dote precipua e irrinunciabile. La consegna del premio avverrà nel pomeriggio ma la giornata dedicata a Luigi Barzini, si aprirà al mattino con la cerimonia di intitolazione della Scuola Primaria di Orvieto Centro a “Luigi Barzini” a cui farà seguito alle ore 11 alla Sala dei Quattrocento del Palazzo del Popolo, il Convegno su “Inviato speciale in Internet. La professionalità del giornalista di fronte alla sfida delle nuove tecnologie”. Conduce: Michele Mezza, Rai International, main speaker: Carlo Revelli, creatore dell’agenzia Agoravox, Francia. Si parlerà di “Giornalismo partecipativo, trasparenza e libertà d’informazione”. E-lecture con collegamento in tempo reale (web-tv) con Scuole di Giornalismo. Sono previsti interventi: Comitato Regionale per la Comunicazione, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Ordine dei Giornalisti, Associazione Stampa Umbra, Associazione Nazionale Stampa Online, Articolo 21. I lavori si concluderanno alle 13,30. Nel pomeriggio alle 16.30 al Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento, è in programma la presentazione dei Meridiani Mondadori “Giornalismo italiano”, a cura di Franco Contorbia seguirà l’Orazione Civile di Guido Rampoldi (vincitore dell’edizione 2007) e la Premiazione del vincitore dell’edizione 2008. Si proseguirà con la Tavola rotonda dal titolo: “Leader d’immagine? Chi sono, cosa dicono e dove esistono Hillary, Barack, Nicolas, José Luis, Angela, Vladimir, Walter e Silvio”. Conduce: Antonio Di Bella. Partecipano: Maria Pia Ammirati, Miriam Mafai, Paolo Mancini, Michele Mezza, Roberto Olla, Guido Rampoldi, Carlo Revelli, Marcello Sorgi, Ugo Tramballi, Franco Venturini. Infine, alle 18.30 è in programma la presentazione del libro “Quarantotto. Parole per un bilancio generazionale” di Stefano Rolando. Il Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale è organizzato da: Comune di Orvieto, Fondazione Luigi Barzini e Corriere della Sera coordinato da Ludina Barzini e Guido Barlozzetti con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, della San Giorgio Spa e di Engineering ha il riconoscimento della Targa d’Argento del Presidente della Repubblica ed è patrocinato da: Regione dell’Umbria, Provincia di Terni, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Associazione Stampa Umbra, Comitato Regionale Comunicazioni Umbria, Articolo 21, Associazione Nazionale Stampa Online. La Giuria del Premio è composta da: Erik Amfitheatrof, Giulio Anselmi, Rodolfo Brancoli, Mimmo Càndito, Paolo Granzotto, Alberto La Volpe, Arrigo Levi, Miriam Mafai, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Piero Ostellino, Federico Rampini, Guido Rampoldi, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Bernardo Valli, Franco Venturini, Demetrio Volcic. Nelle precedenti edizioni il Premio Barzini venne assegnato a: Enzo Biagi, Mimmo Càndito, Arrigo Levi, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Indro Montanelli, Federico Rampini, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Tiziano Terzani, Bernardo Valli, Demetrio Volcic, Guido Rampoldi. ______________________________________________________________ Guido Rampoldi ha vinto l'edizione 2007 del Premio L. Barzini 18a edizione -
E’ Guido Rampoldi, editorialista e inviato di politica estera per la Repubblica, il vincitore dell’edizione 2007 del Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale. · Il Premio sarà consegnato Sabato 19 maggio ad Orvieto con inizio alle ore 17,00 nella prestigiosa cornice medievale del Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento. · La motivazione del riconoscimento a Guido Rampoldi. · La consegna del premio sarà preceduta dalla lettura dell’orazione civile di Federico Rampini, vincitore dell’edizione 2006. A seguire tavola rotonda sul tema: “Gli Stati Uniti dell’informazione. I media raccontano l’immagine dell’America e il rapporto con l’Italia”. Guido Rampoldi, editorialista e inviato di politica estera del quotidiano “La Repubblica”, è il vincitore della 18^ edizione del Premio Luigi Barzini all’Inviato Speciale, uno dei più qualificati e autorevoli premi giornalistici in Italia. Il Premio sarà consegnato nel pomeriggio di oggi, sabato 19 maggio ad Orvieto nella prestigiosa cornice medievale del Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento. La motivazione del Premio Luigi Barzini a Guido Rampolli: Guido Rampolli coniuga esemplarmente il rigore dell’osservazione sul campo alla lucidità di un’analisi, la forza di una testimonianza diretta all’esercizio di una riflessione. Non si limita a registrare e descrivere, ma esprime per conto del lettore il bisogno di capire e di orientarsi tra gli elementi, spesso contraddittori, che si mescolano nella complessità di un evento, di una crisi o di un passaggio politico. E, quasi a riprendere il filo strutturalista dei suoi studi filosofici, sottopone a un continuo lavoro di scomposizione la realtà estrema che si trova di fronte, nella speranza mai dismessa di individuare il filo di un’interpretazione e un punto da cui leggere nel caos di una guerra o nella deriva di un integralismo. Nel solco della tradizione dell’inviato speciale e con la coscienza della complessità problematica del mondo, Guido Rampoldi varca la linea d’ombra e non cessa di esercitare un’intelligenza etica sugli uomini e le cose. La giornata del Premio Barzini si aprirà alle ore 17,00 con l’orazione civile di Franco Venturini, vincitore dell’edizione 2006, che racconterà della Russia di Vladimir Putin. La sua orazione civile è una nota inviata da quell’Est che un tempo era blindato e invisibile oltre la Cortina di Ferro. Poi, è caduto il Muro e l’Europa si è allargata verso oriente. Come spesso capita nella storia, gli eventi che segnano un passaggio vengono caricati della responsabilità di una trasformazione. Quasi che bastasse superare quella soglia per discriminare irreversibilmente tra il Male che si lascia e il Bene che si va a schiudere. E, invece, la storia è sempre più complicata delle sue semplificazioni. Toglie, come diceva Hegel della dialettica, ma non necessariamente supera. Scandisce un “prima” e un “dopo”, ma coltiva trasversali latenze e depositi di lunga durata. Di quel nodo irrisolto l’informazione è un banco di prova e, insieme, la posta su cui si gioca un avvenire. E Venturini ha portato nel tortuoso, ambiguo, rapporto della notizia con quel consustanziale convitato di pietra rappresentato dal potere. Perché quanto accade in Russia dimostra ancora una volta che la questione dell’informazione fa tutt’uno con quella della democrazia. Alle ore 18,00 seguirà la cerimonia della premiazione quindi alle ore 18,30 la tavola rotonda sul tema: “Gli Stati Uniti dell’informazione / I media raccontano l’immagine dell’America e il rapporto con l’Italia”, condotta da Antonio Di Bella e con Giulio Anselmi, Furio Colombo, John Hooper, Monica Maggioni, Roberto Olla, Guido Rampoldi, Dennis Redmont, Massimo Teodori, Franco Venturini. Chi è Guido Rampoldi 55 anni, nato e residente a Roma, Guido Rampoldi ha cominciato nel 1983 su “La Stampa” per passare, dal 1992, a “La Repubblica”. Ha seguito le maggiori crisi occorse nell’ultimo ventennio, dal crollo dei socialismi reali alle guerre jugoslave, dall’avvento dei Taliban alle guerre con cui è iniziato questo nuovo secolo, scrivendo reportages, analisi e commenti dal Medio Oriente, dall’Asia, dal Sud America, dall’Europa orientale e dall’ex Jugoslavia. Negli ultimi anni ha seguito in particolare gli eventi legati all’invasione dell’Iraq, alla guerra in Afganistan e alle tensioni interne ai Paesi musulmani. Il Premio è organizzato dal Comune di Orvieto e Corriere della Sera con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e della San Giorgio Spa. Un appuntamento che ormai da diciotto anni richiama ad Orvieto i nomi più prestigiosi del giornalismo, puntando l’attenzione su una professionalità storica la cui attualità viene fortemente riproposta dalle trasformazioni in corso nel sistema dell’informazione, e soprattutto da un accavallarsi drammatico e convulso di grandi eventi che stanno segnando il mondo. Il Premio, intitolato al grande inviato speciale del Corriere della Sera, tra i più famosi giornalisti italiani dell’inizio del secolo scorso, approfondisce in particolare il tema della professione dell’inviato speciale e dei cambiamenti ai quali è andata incontro questa figura. E’ l’occasione per ricordare una delle figure più affascinanti e “avventurose” del giornalismo italiano, ripercorrendo episodi ed eventi passati alla storia, attraversando il racconto di una famiglia e della sua vocazione al giornalismo. La Giuria del Premio è composta da: Erik Amfitheatrof, Giulio Anselmi, Enzo Biagi, Rodolfo Brancoli, Mimmo Càndito, Paolo Granzotto, Alberto La Volpe, Arrigo Levi, Miriam Mafai, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Piero Ostellino, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Bernardo Valli, Demetrio Volcic. Le precedenti edizioni del Premio Barzini furono vinte da: Enzo Biagi, Mimmo Càndito, Arrigo Levi, Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Indro Montanelli, Federico Rampini, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella, Tiziano Terzani, Bernardo Valli, Demetrio Volcic. Luigi Barzini, nato ad Orvieto nel 1874, lasciò la sua città nel 1898 e poco dopo cominciò a raccontare i piccoli e grandi fatti del mondo. “Alcuni suoi reportages, come quello sul terremoto di Messina, sul raid automobilistico Pechino-Parigi e sulla guerra russo-giapponese, sono dei classici del giornalismo viaggiante, anzi del giornalismo senza qualifiche - scrive Ugo Stille - esemplari di una professionalità assai brillante”. Di se stesso era solito dire che era diventato giornalista per caso e in modo strano e inaspettato. Lui che “era nato il più grande giornalista viaggiante” e che per primo applicò l’arte letteraria ai grandi avvenimenti del mondo. “Luigi Barzini era un avventuroso viaggiatore che, contrariamente a molti altri uomini d’azione, scriveva in modo mirabile. Aveva visto tutti i paesi del mondo, dove era diventato amico intimo di grandi personaggi, testimone oculare dei principali avvenimenti storici, conoscitore di gelosi segreti politici e militari, sapiente scrutatore nelle ombre del futuro” ricorda suo figlio, Luigi Barzini jr, anche lui grande inviato del Corriere della Sera. “I grandi viaggi, le descrizioni di battaglie, le rivoluzioni, il crollo di imperi, le avventure esotiche erano la materia che lo ispirava. (...) Alcune sue pagine sono più memorabili e durevoli di quelle di molti letterati del suo tempo.” Anche perché scriveva quando il tempo non consumava così rapidamente tutti gli eventi e il tempo stesso contava meno. “Articoli e servizi viaggiavano spesso per ferrovia e piroscafo. Non perdevano nulla del loro interesse e si leggevano con avidità anche dopo diversi giorni.”
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