Nuovo socio istituzionale la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, oltre ad altri soci privati.
COMUNICATO STAMPA n. 050/08 C.C. del 31.01.08 Approvati il nuovo Statuto e il Regolamento di “CARTA UNICA”.
Nella seduta del 31 gennaio u.s., il Consiglio Comunale ha approvato (9 favorevoli, 1 contrario: Olimpieri) il nuovo Statuto e il Regolamento di “CARTA UNICA” nonché l’emendamento presentato dall’Assessore alla Cultura riguardante la sostituzione della dicitura di “socio fondatore” con quella più propria di “socio istituzionale”.
“Carta Unica” è nata nel 1997, al fine di mettere a sistema l’offerta culturale e di accoglienza turistica della città; infatti, in un unico biglietto sono compresi gli ingressi ad alcuni tra i più importanti monumenti della città quali: La Cappella di S. Brizio in Duomo, Il Museo Archeologico Nazionale, la Necropoli del Crocefisso del Tufo e il Pozzo della Cava oltre all’offerta di sconti sui parcheggi e trasporti pubblici.
Lo statuto dell’Associazione “Orvieto Carta Unica” fu approvato dal Consiglio Comunale il 17 febbraio 1999 e a partire dal 2007, ai soci fondatori (Comune di Orvieto, Fondazione per il Museo Claudio Faina, l’Opera del Duomo, Orvieto Underground, Cooperativa Luigi Carli e ATC di Terni) si è aggiunta la Soprintendenza Archeologica dell’Umbria e il Pozzo della Cava.
In tal senso, la richiesta di ingresso nell’Associazione Carta Unica della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria, come socio fondatore e del Pozzo della Cava, come socio ordinario unitamente all’esperienza maturata in dieci anni di attività, hanno reso necessario procedere ad alcune modifiche dello Statuto ed alla redazione di un regolamento che semplifichi alcune attività.
L’Associazione “Orvieto Carta Unica” ha lo scopo di promuovere l’immagine della città sotto il profilo artistico, storico ed ambientale attraverso l’aggregazione e l’azione di soggetti sia pubblici che privati mediante la creazione di: pacchetti turistici, percorsi culturali e servizi in grado di migliorare la fruibilità del patrimonio storico, artistico e ambientale; l’istituzione di servizi di accoglienza turistica e l’organizzazione di visite guidate; la promozione di conferenze, studi, pubblicazioni e manifestazioni al fine di valorizzare le risorse del territorio ed i suoi monumenti.
I Soci (persone fisiche e giuridiche, enti, fondazioni pubbliche o private, società commerciali di persone o di capitali) sono distinti in tre categorie: soci istituzionali (Comune di Orvieto, Fondazione per il Museo Claudio faina, Opera del Duomo, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, ATC Terni, Speleotecnica Srl, Coop. Luigi Carli), soci ordinari (coloro che stabiliscono un rapporto di natura economica con l’Associazione offrendo il loro prodotto turistico abbinato ai servizi della carta Unica), soci sostenitori (coloro che possono avere interesse ai servizi dell’Associazione).
L’Associazione è amministrata da un CdA della durata di 5 anni composto da 5 a 9 membri. (ciascun socio fondatore designa un proprio rappresentante) al cui interno nominato il Presidente, un V. Presidente e un Segretario.
L’Associazione può fornire ai propri associati servizi di promozione del prodotto turistico offerto anche in forma associata attraverso: la predisposizione di un biglietto unico di musei, monumenti e trasporti, la gestione di uffici di accoglienza ed informazione turistica, l’acquisizione di spazi promozionali comuni, la predisposizione del sito internet e di tutti gli strumenti telematici per la promozione dell’offerta culturale della città di Orvieto, nonché campagne promozionali di eventi e manifestazioni e offerte turistiche che coinvolgono il territorio e i propri associati.
Inoltre, essa dovrà lavorare al miglioramento della qualità dei prodotti turistici degli associati, predisponendo azioni formative tese ad aumentare il know-how degli associati per far avanzare la qualità della città nella competizione che si sviluppa a livello regionale e nazionale con risulti uniformi.
Nel corso del dibattito il Cons. Stefano Olimpieri (AN) ha osservato che “sono diversi soggetti che stipulano la convenzione fra cui una società che gestisce le grotte sotterranee. Visto che c’è una convenzione scaduta nel 2003 e che tra le altre cose quella parte del sottosuolo della città è entrata nella piena disponibilità della Regione, chiedo se la convenzione presentata abbia legittimità di carattere giuridico, ovvero si farebbe una convenzione con un soggetto non titolato a sottoscriverla. A livello tecnico abbiamo delle riserve ad approvare l’atto sul quale preannuncio la presentazione di una interrogazione”.
La Cons. Donatella Belcapo (PD): “Carta Unica rappresenta ad oggi l’unica offerta che aggrega monumenti del centro storico. Auspico che l’Associazione garantisca alcuni aspetti fondamentali:
1) un uguale trattamento per tutti i soci proprietari o gestori di beni culturali, anche attraverso un’equa e trasparente ripartizione delle quote parte del biglietto unico, sia perché previsto dalla legge quadro sui beni culturali e dal sistema museale regionale che equiparano gestioni e proprietà pubbliche e private, sia per non contravvenire alle normative sulla trasparenza e sulla tutela della concorrenza e del mercato;
2) un forte impegno dell’Amministrazione ad utilizzare il pozzo di San Patrizio come veicolo per la promozione e per la diffusione dei visitatoti nel resto della città, e non soltanto come fonte di introiti per le casse comunali;
3) un impulso alla vendita e alla promozione del biglietto unico (come ora avviene soltanto per i rivenditori non soci), così che ogni singolo museo e monumento di Orvieto possa proporre la carta unica come alternativa al proprio biglietto, divenendo esso stesso un luogo privilegiato di promozione di tutti gli altri beni culturali del centro storico;
4) uno sforzo per non considerare il biglietto unico non come punto di arrivo ma come punto di partenza per la promozione e valorizzazione di pacchetti e offerte diffusi sul territorio e rivolti soprattutto ai turisti individuali e alle famiglie che costituiscono la percentuale predominante di acquirenti di carte uniche e sono di sicuro la fetta di mercato più difficile da intercettare con iniziative promozionali usuali;
5) un serio progetto per utilizzare la Carta Orvieto Unica come momento di promozione delle realtà tipiche locali (artigianato tradizionali ed enogastronomia) superando la politica degli scontri puri e semplici che spesso sminuisce l’offerta complessiva di una città, e utilizzando il biglietto unico come collettore di situazioni di qualità e ad alto valore aggiunto, specie nel campo tradizionale e dell’enogastronomia.
Richiamo l’attenzione, infine, sul fato che alcuni beni culturali facenti parte della Carta Unica sono stati ignorati dal nuovo piano delle insegne turistiche del centro storico - due tra tutti: il Museo dell’Opera del Duomo e il Pozzo della Cava - che la segnaletica di questi beni culturali”.
L’Assessore alla Cultura, Giuseppe Della Fina ha replicato che: “l’atto in questione non si riferisce alla creazione di un consorzio ex novo né alla firma di nessuna convenzione, ma più semplicemente si tratta di modifiche allo statuto e al regolamento di una associazione già esistente e regolarmente riconosciuta, a seguito dell’ingresso di un nuovo soggetto istituzionale, la Soprintendenza e di soci privati. In merito alle segnalazioni e suggerimenti forniti dalla Cons. Belcapo, ricordo che l’Amministrazione Comunale è uno dei soci della Carta Unica, un socio che ha peso ed ha la possibilità di essere ascoltato. In tal senso, mi impegno a trasferirli al CdA dell’Associazione. Con l’occasione riporto un dato significativo di cui al momento disponiamo, che nel 2006 Carta Unica ha registrato 13.343 presenze”.
Il Cons. Olimpieri ha osservato ulteriormente che “la risposta non corretta perché sappiamo che c’è un soggetto a cui è scaduta la convenzione nel 2003, nel frattempo è mutata la proprietà di un sito culturale e quindi dovrebbe anche cambiare il soggetto che sottoscrive la convenzione con il Comune. Dal nostro punto di vista non ci sono le condizioni per approvare la convenzione, attendiamo una risposta di tipo tecnico-operativo da parte degli uffici”.