COMUNICATO STAMPA n. 099/07 G.M. del 27.02.07 Cittaslow esporta il “buon vivere” in Australia, Nuova Zelanda e Giappone, dal 9 al 23 marzo.
· L’iniziativa è stata presentata questa mattina, nel corso di una conferenza stampa presso il Comune di Orvieto.
Francavilla al Mare, Orvieto, Bra, Positano e Greve in Chianti, assieme alle altre 55 Cittaslow italiane e alle 22 europee, saranno ambasciatrici del buon vivere in Australia, Nuova Zelanda e Giappone.
Dal 9 al 23 marzo, una delegazione di Cittaslow partirà dalla sede di Orvieto alla volta dei paesi austrasiatici ospite di quattro aspiranti Cittaslow, che sono: Goolwa/Alexandrina e Willunga (South Australia/Adelaide), Katoomba/Blue Mountains (Central Coast/Sydney) e Matakana(New Zealand/Ackland).
La trasferta di Cittaslow Internazionale è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso il Comune di Orvieto, da Roberto Angelucci, Presidente dell’Associazione Cittaslow e Sindaco di Francavilla al Mare, da Stefano Mocio, Vice Presidente dell’Associazione e Sindaco di Orvieto, da Pier Giorgio Oliveti, Direttore di Cittaslow e de “Il Palazo del Gusto” e da Mila Cantagallo, Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Azienda F.lli De Cecco F.S.M. S.p.A., sostenitrice dell’iniziativa.
La delegazione di Cittaslow, di cui faranno parte i soggetti suddetti, sarà anche ospite della città di Maebashi (Giappone) che, quest’anno, festeggia il decennale del gemellaggio con la Città di Orvieto. Una cuoca esperta di Orvieto, la signora Iva Barbabella, docente di scuola di cucina, viaggerà al seguito della delegazione, consentendo scambi di cultura materiale sotto il segno dello Slow food di stretta osservanza e la proposizione di mini corsi di cucina italiana organizzati con il contributo dei Convivia locali di Slow food.
Sono previsti una serie di incontri con buyers e tour operators anche al fine di rafforzare la promozione del turismo. L’obiettivo della missione è anche quello di promuovere l’eccellenza del made in Italy di qualità e il concetto di “buon vivere slow” attraverso i marchi e le esperienze concrete di Slow food e Cittaslow.
In particolare la delegazione andrà in Australia ospite delle municipalità australiane e neozelandesi interessate - per fondare la nuova rete di Cittaslow con capofila Goolwa/South Australia.
Sono previsti un evento pubblico ufficiale a Goolwa con autorità locali, importatori e buyer della grande distribuzione, ed un secondo evento pubblico ad invito ufficiale ad Adelaide presso la Camera di Commercio con operatori economici, operatori turistici, stampa specializzata, organizzato con il contributo del Consolato Italiano e dell’ICE. A Sidney si svolgerà anche un incontro con le comunità regionali delle Cittaslow italiane.
A Matakana Village vicino ad Auckland in Nuova Zelanda, si terrà un incontro con operatori economici e Convivium leaders di Slow Food. In Giappone a Maebashi, si terrà, invece, un grande conviviale con menù orvietano e giapponese ed un workshop con operatori, ospiti del sindaco e della comunità locale. A Tokyo è previsto, inoltre, un incontro con i giornalisti di importanti testate radio/tv e della carta stampata per la promozione della filosofia e della prassi di Cittaslow.
La trasferta è interamente organizzata dalla Sede orvietana di Cittaslow, situata al Palazzo del Gusto comprendente l’Ufficio tecnico internazionale dell’Associazione presso il Comune di Orvieto. Sostengono l’iniziativa che dà lustro e opportunità economiche nuove a tutti i territori delle Cittaslow, l’azienda F.lli De Cecco S.p.A. e la Banca di Credito Cooperativo Trasimeno-Orvietano. Nessun costo sarà a carico dei bilanci comunali di Francavilla al Mare e di Orvieto.
Dal 1999 il movimento Cittaslow ne ha fatta di strada. Fondato con lo scopo di raccontare e valorizzare esperienze, valori, sapienze, arte e scienza ancora presenti nei piccoli centri, nelle ex terre marginali, nelle province e periferie del mondo che, grazie alla Rete si fanno centro, oggi, il movimento è una realtà articolata.
Lo ha ricordato il Presidente e Sindaco di Francavilla al Mare, Roberto Angelucci sottolineando che attualmente sono circa 60 le città italiane che hanno la certificazione per il riconoscimento di cittaslow. “Vale la pena sottolineare la stretta collaborazione che abbiamo con Slow Food ha aggiunto Angelucci - ed il ruolo di Orvieto, che sostiene operativamente gran parte delle iniziative che vengono realizzate. La rete internazionale è un ambito ulteriore dell’attività dell’Associazione e vede crescere la costituzione di diverse reti nazionali con almeno tre città aderenti che condividono gli obiettivi associativi. Attualmente sono una realtà la rete inglese e quella tedesca e sono in via di definizione quella polacca (per la quale è stato già firmato il protocollo) e quella spagnola; sono invece in via di certificazione, le reti di Francia, Belgio e Portogallo, a cui seguiranno Danimarca, Norvegia e Svezia. C’è poi la richiesta di città australiane, neozelandesi e giapponesi per la costituzione di reti in questi tre continenti. Si tratta di realtà che riflettono la filosofia delle cittaslow perché sono città che armonizzano i tratti peculiari ed edentificativi della propria storia, tradizione e cultura con le esigenze del nuovo sviluppo rispettoso dell’ambiente e dell’uomo anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In Australia e Nuova Zelanda andremo anche per la definizione delle condizione delle reti nazionale, in Giappone invece esiste già una rete nazionale con la quale definiremo l’organizzazione della struttura”.
“Questa trasferta internazionale ha aggiunto - è resa possibile grazie all’azienda nazionale De Cecco’, leader nella produzione della pasta italiana di tradizione e di qualità, che si riconosce nelle scelte di fondo dell’Associazione Cittaslow e che sostiene a livello nazionale Slow Food, Slow Fish e Terra Madre. E’ questo un segno importante. In questa epoca in cui abbiamo disfatto tutto troppo velocemente, dobbiamo invece cercare di prestare più attenzione all’uomo, al recupero di tutto a livello di prodotti e di attività. Questa inversione di tendenza a livello culturale e concreto, sta producendo buoni risultati. Si sta tornando ad esempio alle produzioni di grano saraceno, si attuano scelte e procedimenti diversi nelle scuole, nelle politiche abitative e dei lavori pubblici, nei trasporti, con azioni ispirate alla tutela dell’ambiente e dell’uomo. In Australia, Nuova Zelanda e Giappone visiteremo le scuole e le comunità locali e saremo felici di poter certificare il loro processo di riconversione. Come è nella tradizione delle cittaslow saremo ospiti delle comunità che sostengono i costi e che mettono a disposizione spazi gratuiti ad altre cittaslow”.
“La F.lli De Cecco S.p.A. partecipa con entusiasmo ad un progetto che ha come obiettivo la promozione dell’eccellenza del Made in Italy ha affermato Mila Gantagallo, Responsabile Relazioni Esterne di De Cecco. L’intesa tra il nostro pastificio e Slow Food è solida e vincente da anni, spinti dalla volontà di valorizzare la tipicità del prodotto italiano di qualità, da cinque edizioni siamo main sponsor del Salone del Gusto, perché crediamo nelle organizzazioni che lavorano per diffondere la cultura del cibo di qualità. Dal 1886, cioè da 120 anni, lavoriamo seguendo sempre gli stessi parametri e principi intoccabili presenti nell’antica ricetta del fondatore e trasmessi alle generazioni successive, diventando momento di eccellenza e sinonimo di qualità in tutto il mondo. Non a caso la nostra pasta è stata la prima ad avere ottenuto la certificazione a garanzia del rispetto di parametri specifici fra cui la granulometria grossa della semola, la trafilatura al bronzo e l’essiccazione a bassa temperatura. Una lavorazione che, seppure con il supporto delle nuove tecnologie, è ancora fedele ai metodi originali con processi lenti e costosi, in un mercato sempre più frazionato e inflazionato da prodotti pseudo artigianali ed imitazioni del made in Italy. Oggi siamo felici di questa realtà e di queste importanti collaborazioni. Operiamo in 85 paesi del mondo, e già siamo conosciuti sul mercato australiano, in Giappone siamo al 4% nel mercato della vendita della pasta e quello è il nostro secondo paese di riferimento, dopo gli Stati Uniti oltre all’ambito europeo, naturalmente. Siamo presenti nella ristorazione, nella grande distribuzione e nel normal trade, nei piccoli negozi, dove vengono realizzati in esclusiva formati di pasta inediti. In Australia e Nuova Zelanda, il nostro processo di espansione continua a crescere. Siamo convinti che la costituzione di una nuova rete di Cittaslow in Australie e Giappone rappresenti il risultato dell’impegno dell’Associazione per salvaguardare l’unicità di un prodotto italiano in un mercato internazionale sempre più affollato di imitazioni della vera italianità alimentare. Ringraziamo i Sindaci e Cittaslow, sperando di poterli affiancare ancora in futuro perché questo incontro è per noi ragione di vanto e di ulteriore condizione di affermazione del valore della qualità”.
“La vicinanza concreta della Banca Trasimeno-Orvietano Credito Cooperativo alla diffusione della cultura del buon vivere’ in Australia, Nuova Zelanda e Giappone ha dichiarato il Vice Presidente, Sandro Banella della BTO è motivata dal fatto che, in questo contesto di principi ispiratori, ci troviamo nel nostro ambiente. Abbiamo aderito infatti a questo progetto, perché pensiamo che i nostri principi sono strettamente attinenti a quelli delle Cittaslow. Recentemente a Parma abbiamo lanciato uno slogan Differenti per forza’, la banca di credito cooperativo, appunto, è fatta per le comunità locali ed ha finalità sociali come le iniziative di banca etica, di microcredito in Africa e nei paesi che cercano di emergere da una condizione di sottosviluppo. La particolarità di questa banca è quella della diffusione nei piccoli e nei medi centri, proprio come le Cittaslow puntano a valorizzare le specificità dei territori, in Italia e nel mondo. Ecco perché siamo vicini al movimento delle Cittaslow. La nostra è una storia che viene da lontano, nasce ai primi del Novecento su ispirazione dei movimenti cattolici radicati soprattutto al nord. Oggi, nel nostro contesto territoriale, possiamo rappresentare un modello di banca differente e per nostra natura, sosteniamo i programmi e i progetti che sono in linea con la nostra filosofia”.
“E’ un impegno importante di grande responsabilità anche per Orvieto quello di sostenere la sede del movimento Cittaslow e la trasferta internazionale in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. ha detto Pier Giorgio Oliveti, Direttore di Cittaslow e del Palazzo del Gusto di Orvieto. Non sono casuali i sostenitori di questa iniziativa del movimento Cittaslow Internazionale. Potremmo dire, infatti, che è la rivincita di un sistema, ovvero dei piccoli sistemi locali, delle identità minori. La presenza del marchio De Cecco che ha investito culturalmente, finanziariamente ed imprenditorialmente sui suoi sistemi lenti’ seppure applicati alle tecnologie di avanguardia, rappresenta un po’ la metafora delle Cittaslow. Orvieto rappresenta in questo contesto, l’occasione di opportunità delle varie identità. Il processo di trasformazione culturale che l’Associazione porta avanti, va visto, inoltre, nelle conseguenze reali di trasformazione della/delle città, perché in gioco c’è un discorso di economia non solo di immagine. L’attribuzione dei punti di certificazione di cittaslow in Italia e a livello internazionale, avviene secondo un filo che parte da Orvieto e dalle altre città italiane fondatrici del Movimento Cittaslow e che oggi si dipana nel mondo. Non sono concetti astrusi, ma concetti che toccano concretamente la qualità urbana, i trasporti, l’energia, l’ambiente. In questo senso, Cittaslow è un progetto e un processo molto ambizioso. La sfida è quella di una nuova economia di qualità, responsabile anche per le generazioni future”.
“La presentazione ad Orvieto della prossima iniziativa dell’Associazione Cittaslow ha detto il V. Presidente dell’Associazione e Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio - è l’ennesimo riconoscimento di quanto Orvieto fa per le Cittaslow. Ringrazio i due sponsor dell’iniziativa. La Banca Trasimeno Orvietano è da sempre un istituto molto attento alle politiche di questa Amministrazione Comunale sia nelle manifestazioni che nei grandi eventi, i quali, peraltro, hanno ricadute significative sui territori. L’altro sponsor De Cecco’ è un punto di eccellenza dell’imprenditoria italiana nel settore dell’alimentazione che ci fa onore. Altro elemento qualificante è la potenza mediatica del marchio Slow Food che, secondo studi effettuati, è oggi uno dei marchi più conosciuti al mondo. Le città di Francavilla al Mare, Orvieto, Bra, Positano e Greve in Chianti, fondatrici dell’Associazione Cittaslow, anni fa hanno avuto una grande intuizione, quella di voler trasferire la filosofia slow food applicata all’enogastronomia, in tutte le espressioni della vita quotidiana, realizzando economie di scala importanti. Oggi questa idea è condivisa da 60 cittaslow recentemente si è formata anche la rete pugliese ed altrettante richieste di adesione giungono a livello nazionale. Ma l’adesione consta di tempistiche lunghe e di severe verifiche, basti dire che la rete australiana è pronta per la certificazione da almeno due anni e che altrettanti sono serviti per la preparazione. Proprio questo rigore è oggetto di studio a livello internazionale, infatti i parametri, le modalità, le griglie per diventare cittaslow sono precisi e selettivi. Un altro elemento di valutazione è la consapevolezza e la motivazione delle città che chiedono di essere certificate, le quali si impegnano a sostenere per migliaia di euro le politiche slow certificate, si impegnano cioè a realizzare azioni concrete in varie direzioni che si ricollegano ai parametri delle Cittaslow riassumibili nello sviluppo sostenibile e nella tutela del suolo. In questo senso ogni singolo Sindaco delle cittaslow è co-produttore di queste azioni”.
“La formula della trasferta di Cittaslow Internazionale ha aggiunto - è mista, ovvero, accanto alla certificazione e ai compiti istituzionali che ci derivano dall’essere all’interno del movimento Cittaslow, sono previsti una serie di incontri con le reti Slow Food australiana e giapponese, con gli operatori turistici, con i media e la stampa specializzata. E’ questa una azione che produce riscontri oggettivi in termini di diffusione della conoscenza dei nostri territori in altre realtà. A tale riguardo, dobbiamo riconoscere che un pezzo significativo della domanda di turismo rivolta alla nostra città è anche il riflesso di queste politiche; non possiamo dimenticare, infatti, i dati del turismo in controtendenza e in crescita molto elevata rispetto al dato umbro e a quello nazionale che abbiamo registrato lo scorso anno. In Giappone allargheremo gli accordi con le agenzie di viaggio di quell’area che concorre a fare i grandi numeri; ad Adelaide, inoltre, potremo incontrare i maggiori operatori del sud Australia, il che significa molto in termini promozionali per le nostre realtà e per continuare a rafforzare il nostro rapporto con altre realtà internazionali”.
“Nel momento in cui si chiude il bilancio e abbiamo maturato la riflessione sulla caserma Piave che inizierò a partecipare alla maggioranza e alle istituzioni ritenute utili da coinvolgere ha concluso il Sindaco - credo che, come città, non si possa assolutamente perdere questa occasione. Continuare ad investire sul turismo e sui temi e della filosofia enogastronomica, a costo zero per il Comune, è un fatto importante perché queste politiche, non possiamo arretrare in alcun modo e nonostante le difficoltà. Non dobbiamo dimentica che questo settore è la seconda voce in termini di produzione del PIL di questa città, dopo l’agricoltura con la produzione vino e olio. Voglio concludere menzionando gli orvietani che lavorano e credono a queste iniziative, come la Signora Iva Barbabella che da molti anni si adopera in prima persona per concretizzare e diffondere la filosofia delle Cittaslow. E’ una cosa che le fa onore”.