Salvo il corso di laurea in Ingegneria delle TLC che comincerà la regolare attività al C.S.C.O. di Orvieto, lunedì 9 ottobre.
Il Sindaco, Stefano Mocio commenta la decisione e spiega i dettagli dell'ingresso nel consorzio universitario provinciale per la programmazione universitaria regionale.
COMUNICATO STAMPA n. 516/06 G.M. del 03.10.06E’ salvo il corso di Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni dell’Università di Perugia ad Orvieto, con l’ingresso del “Centro Studi Città di Orvieto” nel consorzio universitario provinciale di Terni.
· si conclude la così la querelle sul futuro del corso di laurea in Ingegneria delle TLC che da lunedì 9 ottobre ricomincerà regolarmente le attività didattiche presso la sede orvietana con prospettive di sviluppo oltre che di consolidamento;
· i commenti del Sindaco, Stefano Mocio e dell’Assessore Provinciale alla Cultura e all’Università, Fabio Paparelli, all’indomani della presa d’atto da parte del CdA del C.S.C.O. della decisione della maggioranza in seno all’Amministrazione Comunale.
Mutano alcuni scenari di riferimento e si profilano altri percorsi per il futuro delle attività universitarie ad Orvieto, all’indomani dello svolgimento del Consiglio di Amministrazione straordinario del Centro Studi Città di Orvieto che ha preso atto della posizione espressa dalla maggioranza al Comune, la quale ha ritenuto irrinunciabile la presenza ad Orvieto del corso di laurea in Ingegneria delle TLC ma anche la necessità di rafforzare i rapporti con Perugia, decidendo di entrare nel consorzio provinciale universitario, a salvaguardia delle ricadute socio-economiche per la città.
I primi effetti dell’accordo sono che: il corso di laurea in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni da lunedì prossimo, 9 ottobre, ricomincerà regolarmente le attività didattiche presso la sede orvietana con prospettive di sviluppo oltre che di consolidamento, inoltre, si potranno concordare ulteriori decentramenti a cominciare dal corso in Scienze Infermieristiche.
Tecnicamente l’ingresso di Orvieto nel consorzio universitario provinciale apre nuove possibilità per la presenza ed il ruolo dell’Ateneo perugino e congela - per ora - altre ipotesi con altri Atenei (ad esempio la facoltà di Architettura delle costruzioni con Roma) che tuttavia, potrebbero concretizzarsi solo nell’ottica di accordi tra università pubbliche (Perugia-Roma) come la stessa proposta della Legge Finanziaria, peraltro, indica.
Ciò non comprometterà in alcun modo tutte quelle attività universitarie e di alta formazione attivate in questi anni dal CSCO con soggetti italiani ed esteri nell’ottica delle scelte di sviluppo sinora fatte dal Comune e tese a qualificare Orvieto come città della cultura e dell’alta formazione.
L’ufficializzazione dell’ingresso di Orvieto nel consorzio universitario provinciale frutto dell’accordo tra Regione dell’Umbria, Provincia di Terni e Università di Perugia, è stato commentato oggi dal Sindaco, Stefano Mocio e dall’Assessore Provinciale alla Cultura e all’Università, Fabio Paparelli, a latere della conferenza stampa dedicata alla manifestazione “Orvieto con Gusto”.
“Non bisogna confondere ha detto il Sindaco, Stefano Mocio che rappresenterà la città nel consorzio provinciale - il livello della programmazione politica sull’università che verrà fatto dal consorzio universitario ternano ovvero: Regione, Provincia, Comuni di Terni
.e Università di Perugia con l’attività del Centro Studi Città di Orvieto, che costituisce un polo di eccellenza che gestisce non solo attività con le università pubbliche, ma tutta una miriade di attività formative che, a partire dalle telecomunicazioni, non solo verranno preservate ma, addirittura, rilanciate. Non bisogna dimenticare, infatti, che mentre le politiche delle università pubbliche sono regolamentate dalle normative nazionali, le altre non lo sono”.
“La scelta politica di fondo ha aggiunto è quella di stare all’interno della programmazione universitaria regionale, e non poteva essere diversamente essendo per noi impensabile stare fuori dall’Umbria. L’ingresso di Orvieto nel consorzio universitario di Terni avviene nel segno della pari dignità con gli altri soggetti, in un contesto che - vale la pena ricordare - non si è ancora riunito per decidere la programmazione universitaria vera e propria, cosa che avverrà con il supporto di un Comitato Tecnico Scientifico incaricato della elaborazione degli indirizzi, ma che si è riunito soltanto per la modifica statutaria che consente l’ingresso di nuovi soggetti. Entriamo cioè in un organo paritario e paritetico insieme con la Fondazione CARIT e speriamo con la Fondazione CRO. I finanziamenti per le attività universitarie a livello provinciale passeranno per quel tavolo di confronto. Dunque, lavoreremo da protagonisti al pari di altri, senza subalternità”.
“Costruendo la politica universitaria nella nostra regione ha precisato il Sindaco chiaramente si possono attivare nuove sinergie fra Perugia e Roma, senza escludere naturalmente Architettura, ma passando attraverso il consorzio provinciale universitario. Da parte dell’Amministrazione Comunale di Orvieto non c’è alcuna intenzione di svendere un’esperienza, al contrario l’ingresso nel consorzio provinciale punta a valorizzare la vocazione della nostra città nel quadro dell’Economia della Conoscenza. In questo senso il CSCO continuerà a giocare un ruolo importante, visto l’importante lavoro che si è finora attivato anche oltre i confini nazionali e che sta dando soddisfazione sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi”.
“Questa scelta che rispetta le norme nazionali in materia di rapporti tra università pubbliche ammette il Sindaco non fa venire meno, tuttavia, l’amarezza che abbiamo per non essere riusciti ad ottenere, in questa fase, l’attivazione a partire dall’anno accademico 2006/2007 del canale del corso di Laurea di Architettura che, comunque, riproporremo all’interno del consorzio visto l’interesse che esso riveste”.
“La scelta dell’ingresso di Orvieto nel consorzio provinciale universitario ha commentato dal canto suo, l’Assessore Provinciale alla Cultura e all’Università, Fabio Paparelli va salutata con favore perché si colloca in quel contesto di scelte d’area vasta che stiamo già facendo per altri ambiti di servizi primari, il cui scopo non è certamente quello di comprimere le singole città, quanto piuttosto, quello di Fare Sistema. La scelta fatta in campo universitario è quindi coerente e stava già nelle cose. Non è una resa’ che il Comune di Orvieto a fatto a chiunque sia, viceversa è il risultato di un lungo confronto tra Comune e Provincia di Terni che abbiamo intensificato per favorire il consolidamento delle esperienze universitarie nel nostro ambito provinciale, dove Orvieto gioco un ruolo importante”.