Antica tradizione che appartiene alla cultura del territorio orvietano e che, per iniziativa del Palazzo del Gusto si rinnova.
La rassegna è aperta a due sezioni: i "professionali" e i produttori "amatoriali". Quest'anno la novità della doppia giuria.
COMUNICATO STAMPA n. 159/06 G.M. del 31.03.06“Porta la tua Pizza in Concorso
.”. Al Palazzo del Gusto fervono i preparativi per il 4° Concorso dedicato alle Pizze (o Torte) di Pasqua dell’Orvietano. Ad Orvieto, la Cittaslow dove “le pizze” non sono solo Margherita o Napoli, ma anche dolci e al formaggio...
· concorso gastronomico in due sezioni “professionali” e “amatori”,
· gustare per conoscere la propria storia e riaffermare l’identità locale.
Al Palazzo del Gusto di Orvieto, fervono i preparativi per il 4° Concorso dedicato alle Pizze (o Torte) di Pasqua dell’Orvietano. Uno dei prodotti principe della tradizione umbra: la pizza o torta di Pasqua - dolce o salata, che viene ancora oggi confezionata con varianti di ricetta casa per casa, in moltissime famiglie e dai forni e dai pasticceri in tutto l’Orvietano.
Una rassegna giunta ormai alla quarta edizione ed articolata in due sezioni “Professionali” e “Amatori”, finalizzata a valorizzare e a diffondere tra le nuove generazioni i significati di un cibo tradizionale di questo territorio.
Tutti possono partecipare dicono gli organizzatori - semplicemente portando almeno una Pizza di Pasqua intera il prossimo MARTEDI’ 11 Aprile 2006 (9-13;15,30-17,30) presso Il Palazzo del Gusto di Orvieto (ex convento San Giovanni) in via Ripa Serancia al 16.
La novità di quest’anno è rappresentata da una “doppia giuria”: alla giuria di esperti che sono: Iva Barbabella (enogastronomia / Unitre di Orvieto), Luigi Barberani (delegato dell’Accademia Italiana della Cucina Orvieto), Rita Boini (enogastronomia / Corriere dell’Umbria), Luisa Borgna (Slow Food Orvieto), Nicoletta De Angelis (enogastronomia / Presidente dell’Associazione Orvieto Medio Evo), Reno Montanucci (pasticcere), Marco Frizza (Cna Orvieto), Maurizio Pescari (giornalista del Corriere della Sera / enogastronomo), Luisa Salvadori (direttrice della Biblioteca Comunale di Orvieto) e Claudia Tanturli (scrittrice e gastronoma), si affiancherà una giuria di venti ragazzi della Scuola Media Ippolito Scalza di Ciconia (Orvieto), che partecipano ad un laboratorio di cucina e manipolazione dei cibi denominato “Divertiamoci in Cucina” coordinato dalla professoressa Giulia Barattolo, che esaminerà i campioni di pizze in gara e porterà anche una pizza di Pasqua fuori concorso, confezionata e cotta a scuola.
Le giurie si riuniscono in sede pubblica mercoledì 12 aprile presso il Palazzo del Gusto dalle 10,30 alle 13,00.
Inoltre, presso il Palazzo del Gusto dal 13 aprile al 17 aprile (con orario 11,00 / 13,00 e 17,00 / 19,00) sarà aperta una degustazione libera di Pizze di Pasqua dell’Orvietano, in accompagnamento con i vini dell’Enoteca regionale e delle Strade del Vino dell’Umbria. (Per informazioni: tel. 0763341818 ).
Nella cultura tradizionale di Orvieto e dell’Orvietano, il momento pasquale detiene un posto di primissimo piano, essendo collegato al momento del rinnovo vegetativo e alla fine della Quaresima penitenziale. Le pizze (o torte) di Pasqua, dolci o al formaggio, rappresentano quindi il “cibo della festa” per definizione, il ritorno dell’abbondanza dopo l’astinenza.
Per questo ad esse era collegato un vero e proprio ciclo rituale che coinvolgeva le fasi della cerca degli ingredienti (prima di tutto le uova, elemento simbolico pasquale per eccellenza), la preparazione e la stessa somministrazione ai membri della famiglia e alla cerchia di amici come scambio bene augurante. Le pizze pasquali sono ancora oggi oggetto di grande attenzione a livello familiare, e costituiscono un vero e proprio relitto vivente di una tradizione che ancora è tramandata e resa attuale in molta parte dell’Umbria.
La prima colazione pasquale iniziava verso le 11 e andava avanti per ore, non vi era una successione particolare nei cibi, era una specie di grande brunch. La tavola rimaneva apparecchiata per tutto il giorno, per accogliere parenti e vicini che venivano in visita. Sulla tavola non mancavano mai il vino e il vino santo. Tutto era stato rigorosamente benedetto il Sabato santo e perciò gli avanzi (briciole, gusci d'uovo, ecc.) non venivano buttati via ma gettati nel focolare.
(Per informazioni: tel 0763341818 ilpalazzodelgusto@libero.it ).