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"Vi si giunge per una sola strada fra le rupi" (Procopio - De Bello Gothorum - II, 20 - Ed. Comparetti, Vol. II, p. 127). In fondo alla Cava, una via antichissima che per secoli ha costituito il principale accesso alla città, è situato l' ingresso occidentale, detto dai primi documenti ad oggi Porta Maggiore. Unico accesso come testimoniato da Procopio da Cesarea (VI secolo d.C.) nel descrivere l’assedio e la liberazione di Orvieto da parte di Belisario ; unico accesso e quindi difeso in epoca etrusca da un grande muro arretrato rispetto al perimetro della rupe, il Teikos descritto da Zonara (XI secolo). E qui nel 1966 l’archeologo orvietano Mario Bizzarri ha rinvenuto infatti un muro formato da grossi blocchi di tufo squadrati e accostati gli uni agli altri senza uso di malta, secondo la tecnica più antica. La posizione sembra avvalorare l’ipotesi che si tratti proprio del muro dell’antica porta di accesso alla città etrusca.
Al limite estremo orientale vi è un altro ingresso detto Porta Soliana anticamente (dove nasce il sole), la cui forma primitiva ci è impossibile vedere, perchè sopra ci fu costruito nel primo Medio-Evo un palazzetto con una postierla (piccola porta, poi in dialetto divenne pistrella), da cui prese il nome di Porta Postierla, mutata più tardi in Porta Rocca per la fortezza, che due volte, le venne sovrapposta e l’antico ingresso suddiviso in due parti da una grossa colonna. Oggi una delle due porte è chiusa e l’altra sbassata, ma in alto si vede ancora la nicchia dove fu collocata nel 1297 una delle due statue di Bonifacio VIII poste agli ingressi principali della città.
Altra porta antichissima era quella detta di S. Maria, presso il Duomo, chiusa e riaperta nel secolo XIV e definitivamente abbandonata nel XVI; essa si apriva al limite meridionale del masso, sotto la chiesa di S. Bernardino. E pur molto antica era quella detta Vivaria o dello Scenditoio, posta a Settentrione, l'unica aperta in tempo di guerra perchè la più sicura e la più forte, essendo accessibile solo per una stretta scala tagliata nel masso. Oramai ne resta soltanto un rudere e della scala s'è perduta quasi ogni traccia. Più tardi, nel XII secolo, si apriva verso i borghi di Surripa ad Ovest una nuova porta, Porta Pertusa, che al principio del XIX secolo venne nascosta sotto la via nuova a capo della quale le fu sostituita la presente Porta Romana (1822). Sopra la porta sono visibili due dei quattro simboli presenti nello stemma del Comune: l’aquila imperiale e l’oca. A Nord-Est, tra le Porte Vivaria e Postierla, si costruì ex-novo la Porta Cassia nel 1833, e ad Est, nel 1888, la Funicolare Bracci penetrava in città con una galleria sotto la Rocca. I rioni suburbani, che ad Ovest e a Sud-Ovest formavano il Borgo, avevano pure i propri ingressi, ma non importanti , tanto che nei documenti talvolta non venivano detti porte, come gl' ingressi della città, ma janue e porticciole. Le porte della città avevano nei secoli XIII e XIV i loro custodi eletti periodicamente dal Comune.
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