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Comunicati alla cittadinanza
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COMUNICATO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE CON CARICHI DI CURA ANZIANI E DISABILI
I Comuni dell'Ambito Territoriale n.12, in seguito alle indicazioni scaturite dai Gruppi di Lavoro Anziani e Integrazione Socio-sanitaria nell'handicap, e, in linea con gli interventi proposti dal Piano di Zona, propongono un servizio denominato " Sostegno alle Famiglie con carichi di cura - anziani e disabili". Il progetto nasce in considerazione della rivalutazione del lavoro di cura che ad oggi appare fortemente penalizzante verso le famiglie che si fanno carico di persone che necessitano di assistenza continuativa e in particolar modo pone al centro dell'attenzione il ruolo delle figure femminili, e inoltre, in tendenza con le linee del Piano Sociale tende a favorire il mantenimento della persona non autosufficiente nel proprio contesto di vita evitando l'inserimento di quest'ultima in strutture residenziali. Il servizio quindi, è finalizzato a sollevare i familiari dal loro carico assistenziale quotidiano, attraverso interventi di natura socio-sanitaria e socio-assistenziale, quali la cura e l'igiene della persona, la compagnia, l'aiuto domestico e il supporto nelle attività di vita quotidiana. Potranno usufruire del servizio i residenti nei Comuni dell'Ambito Territoriale n.12 e in particolar modo i familiari di persone adulte in età compresa tra i 18 e i 65 anni affette da handicap grave certificato ai sensi della legge 104/92 e/o i familiari di malati cronici e anziani ultrasessantacinquenni gravati da una non autosuffienza fisica e/o psichica certificata dai servizi specialistici della Asl . Il servizio sarà strutturato in periodi di assistenza organizzati in pacchetti orari da un minimo di 6 a un massimo di 48 ore mensili concordati con le famiglie. La compartecipazione alla spesa da parte dei destinatari del servizio sarà stabilita tramite valutazione dell'indicatore ISEE del nucleo familiare. L'intervento sarà gestito dal Servizio Adi del Distretto n.3 Asl 4 di Terni al quale spetterà l'individuazione dei beneficiari di tale servizio. Il servizio è sperimentale e avrà la durata di un anno con momenti di verifica tra l'Ufficio della Cittadinanza dell'Ambito Territoriale n.12 e il Servizio ADI del Distretto n.3 ASL 4 di Terni dopo tre, sei, dodici mesi dall'avvio dell'intervento.
E' TORNATO A RIUNIRSI L'OSSERVATORIO PERMANENTE SUL FENOMENO DELLE TOSSICODIPENDENZE.
In data 30 /10/2003 si è riunito, presso i Servizi Sociali del Comune di Orvieto, l'Osservatorio permanente sul fenomeno delle tossicodipendenze. L'Osservatorio, presieduto dall'Assessore alle politiche sociali Maurizio Negri, conta al suo interno rappresentanti del Sert, del Comune, delle Scuole medie e superiori di Orvieto, delle forze di polizia e della Guardia di finanza, della comunità Lhauen e della cooperativa Il Quadrifoglio, del carcere e dell'associazione Arci Ora d'aria. Durante l'incontro di ieri è stato presentato e approvato il programma delle attività relative all'anno 2003/04 che vede una grossa parte del lavoro rivolta al settore dell'informazione; infatti si prevede di realizzare: - una giornata di studio e confronto tra il Servizio Pubblico per le Tossicodipendenze e le Comunità terapeutiche presenti sul territorio: obiettivo dell'incontro sarà quello di stimolare una riflessione sulle relative modalità operative cercando possibili strade d'integrazione; la giornata verrà strutturata in due momenti distinti, uno divulgativo, l'altro operativo indirizzato ai soli operatori. - una giornata d'incontro per gli operatori che lavorano all'interno degli Istituti Penitenziari Umbri: l'occasione sarà quella di creare un confronto tra le varie realtà territoriali. La giornata potrebbe nascere da una collaborazione tra l'Osservatorio Regionale e l'Osservatorio per le Tossicodipendenze del Comune di Orvieto. - il proseguimento dell'esperienza di apertura dello sportello psicologico all'interno delle scuole - l'estensione alle scuole medie del comune di Orvieto dell'esperienza informativa- divulgativa riguardo gli "aspetti sanzionatori legati al consumo di sostanze stupefacenti" svolta in collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Commissariato di Orvieto; l'attività sarà organizzata secondo lo specifico ordine scolastico. - l'elaborazione di un programma di prevenzione riguardante le tematiche di alcool e droga relative alla guida in collaborazione con insegnanti e istruttori istruttori delle scuole guida dell'orvietano . - l'estensione dello spettacolo "La Vertigine del Profondo" allestito dai ragazzi della Comunità terapeutica Lahuen: lo spettacolo, che è già stato proposto nel corso del 2003 ad alcune classi degli istituti superiori di Orvieto, verrà esteso agli altri istituti.
I Giovani e l'Alcol: importante momento di formazione in due scuole orvietane inerente la conoscenza e l'uso delle sostanze alcoliche.
Il consumo di bevande alcoliche, da sempre è strettamente connesso alla cultura che dell'uso dell'alcol si ha in un determinato territorio e in una determinata popolazione; da studi recenti emerge che la popolazione italiana presenta una grande maggioranza di bevitori asintomatici, che non presentano cioè nessun problema alcol-correlato; risulta inoltre che gli italiani educano i propri figli all'uso moderato dell'alcol incoraggiandoli a bere durante i pasti ed in famiglia, condannando e colpevolizzando invece l'ubriachezza. Questa è una delle differenze che caratterizza il nostro paese da quelli anglosassoni dove i genitori tendono a dissuadere i figli adolescenti dal bere per apprezzare poi la capacità dei maschi di sopportare bene grosse quantità di alcol. Oltre a questi modelli culturali va inoltre tenuto in considerazione il valore che viene dato all'alcool: in Italia per esempio l'alcool viene considerato come una bevanda dissetante e nutriente, in altre culture invece ha un potere prettamente euforizzante. Questa ambivalenza determina profonde differenze in termini di controllo sull'uso della sostanza: infatti, se si beve per dissetarsi il consumo della bevanda alcolica cessa quando è stata soddisfatta l'esigenza della sete, ma, se invece si beve per raggiungere uno stato di euforia il problema diventa il costante abuso della sostanza che produce effetti tossici. Grossa rilevanza sta acquisendo poi la pubblicità, soprattutto quella rivolta ai giovani e alle donne, che induce al consumo di alcool proponendo nuovi valori e nuovi modelli di comportamento associando simbolicamente alcool e ricchezza, alcool e sesso, alcool e salute. Questi messaggi producono un'azione forte soprattutto sui soggetti deboli che hanno bisogno di un esempio col quale rapportarsi e a cui ispirarsi facendoli diventare così potenziali alcolisti. L'ultima nota riguarda la facilità con cui le bevande alcoliche sono reperibili sul mercato e il loro costo relativamente contenuto: anche questi sono fattori che incentivano il consumo di tali sostanze. Il primo aspetto pericoloso che deve farci riflettere è dato dal fatto che il consumo di alcol viene percepito come meno insidioso rispetto ad altre sostanze e ne vengono sottostimati gli effetti negativi connessi all'utilizzo della sostanza in situazioni rischiose come la guida o l'ambiente di lavoro o in particolari momenti quali la gravidanza e l'allattamento o l'assunzione contemporanea di farmaci; in particolar modo i giovani rappresentano la fascia che più ne paga le conseguenze in quanto l'uso continuativo di bevande alcoliche è associato a comportamenti antisociali e di identificazione in gruppi caratterizzati dal rifiuto delle regole agendo inoltre da 'ponte' e rappresentando una possibile modalità di approccio alle sostanze illegali. Attualmente la riduzione dei danni sanitari e sociali causati dall'uso di sostanze alcoliche è uno degli obiettivi di salute pubblica più importanti che gran parte degli stati mondiali persegue per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini in quanto è stato ampiamente dimostrato che chi abusa di sostanze alcoliche risulta più frequentemente incline a comportamenti ad alto rischio per sé e per gli altri. In relazione a questa rilevante problematica, il Coordinamento per gli Interventi di Promozione per la Salute del Distretto n.3 di Orvieto, ha realizzato un importante intervento di promozione nelle scuole superiori di Orvieto sul tema "ALCOOL E GIOVANI". L'intervento è stato attuato in due scuole superiori orvietane secondo le indicazioni delle linee strategiche dettate dall'O.M.S per la riduzione dell'abuso di alcool tra i giovani. Il progetto è stato realizzato dall'Ufficio di Promozione alla salute del distretto n.3 in collaborazione con il Ser.t, le scuole e il Comando della Compagnia dei Carabinieri di Orvieto; ha visto coinvolti 266 studenti dell'ultimo triennio delle due scuole superiori individuate e nella fase iniziale ci si è avvalsi della somministrazione di un questionario strutturato anonimo atto a valutare la percezione del fenomeno di abuso di sostanze alcoliche e la loro diffusione tra gli studenti di questa fascia di età. Successivamente i dati elaborati sono stati oggetto di discussione con gli studenti medesimi affrontando inoltre le tematiche delle patologie alcool-correlate del "bere come rischio" e degli effetti dell'alcool sulla guida con la problematica della incidentistica stradale. Le domande formulate sono state finalizzate a comprendere quale concezione i giovani hanno dell'uso moderato e dell'abuso delle sostanze alcoliche: si nota subito che maschi e femmine hanno un idea diversa "sull'uso moderato" tanto che per i maschi questo coincide con il ½ bicchiere di vino solo ai pasti mentre per le femmine fa riferimento all'uso dei superalcolici; per quanto riguarda la percezione della diffusione del fenomeno alcool fra i coetanei, maschi e femmine hanno risposto analogamente con risultati molto alti. Alla domanda "quale bevanda alcolica viene consumata maggiormente fra i tuoi coetanei" omogeneamente i due sessi hanno risposto che si consuma in modo preponderante birra fino ai 18 anni seguita dai superalcolici e che il bere eccessivo avviene in situazioni di gruppo e mai in solitudine o nel contesto familiare quasi ad esprimere che l'essere in gruppo rafforza il desiderio e la possibilità di trasgressione; ultimo ed interessante dato è quello riguardante la conoscenza di propri familiari con problemi di alcool: maschi e femmine affermano con decisione di non essere a conoscenza di fenomeni familiari mentre cambiano decisamente atteggiamento riguardo ai conoscenti dove la percentuale di conoscenza del fenomeno si aggira oltre il 54%. Concludiamo riportando ciò che è emerso dagli incontri con gli alunni e cioè che per quanto riguarda le cause che generano l'alcolismo sono veramente molte e che risulta impossibile stabilire con certezza quali fattori siano più predisponenti di altri, l'alcool può essere considerato come il mezzo per sostituire o prolungare una situazione carente, può essere lo strumento per sentirsi disinibiti, euforici o tranquilli, per non sentire dolore, per socializzare meglio o perché è un uso comune; i motivi che inducono una persona a bere sono diversi e contrastanti ma dipendenti esclusivamente dalla propria personalità. Unica condizione costante è che l'uso continuato di alcool induce una diminuzione delle capacità mentali e razionali di una persona sfociando nel tempo in una vera e propria modificazione dell'IO.
Comunicato per la Promozione della salute
A partire dal mese di aprile 2003, è stato istituito, con delibera del Direttore Generale della Asl 4,l'Ufficio di promozione della salute del Distretto n.3 della ASL 4 di Terni. Tale struttura , composta da medici di base e un coordinatore medico psichiatrico, collaborerà all'elaborazione di progetti quali incontri, convegni e giornate di formazione su diversi argomenti propri della prevenzione della salute, in collaborazione con altri soggetti territoriali sanitari e sociali. A tal fine, a partire dal mese di maggio, l'Ufficio di promozione della salute in collaborazione con l'Ufficio di Cittadinanza dell'Ambito territoriale n.12, ha elaborato un progetto rivolto agli anziani atto a prevenire alcune patologie cronico-degenerative nella terza età. Il lavoro parte dall'intuizione che attività motoria e alimentazione costituiscono elementi fondamentali per il mantenimento della salute; in realtà, questa è una scoperta che risale alla nascita della medicina moderna, ma negli ultimi anni il lavoro di ricerca ha portato all'individuazione dei meccanismi biochimici attraverso i quali l'attività motoria esercita i suoi effetti favorevoli sulla salute umana. Un secondo dato importante è dato dall'evidenza che in realtà è possibile (anche se non facile) indurre la popolazione a modificare consolidati stili di vita con altri più idonei a prevenire la comparsa o l'aggravamento di patologie cronico-degenerative. Infatti, studi condotti su campioni di pazienti affetti da patologie quali diabete e obesità, hanno dimostrato che i cambiamenti di stile di vita hanno prodotto risultati positivi sui suddetti pazienti. Sorge però una domanda: se i risultati di una modifica degli stili di vita sono positivi, perché mai è così difficile metterli in atto in un programma complessivo di prevenzione su larga scala? In realtà, introdurre modifiche permanenti negli stili di vita dei pazienti è notoriamente un impresa difficile; si tratta di un compito arduo che deve essere affrontato e gestito con determinazione e senza improvvisazioni da parte dei medici di famiglia con supporti formativi ed organizzativi. Il ruolo della struttura sanitaria è di funzione di stimolo e consulenza nei confronti delle realtà comunali che devono svolgere un ruolo centrale nel promuovere le condizioni per uno stile di vita sano dei cittadini: significa quindi che un progetto di tali dimensioni richiede un forte coinvolgimento delle comunità locali per ottenere un supporto culturale, organizzativo e logistico. Fondamentale è il lavoro dei medici di famiglia ai quali spetta il compito di illustrare le caratteristiche delle varie patologie, ma soprattutto promuovere verso i pazienti stili di vita preventivi dell' insorgere delle stesse. A tale proposito quindi , il Coordinamento degli Interventi di Promozione della Salute del Distretto di Orvieto in collaborazione con l'Ufficio di Cittadinanza dell'Ambito Territoriale n.12, hanno proposto degli incontri presso le strutture dei Centri Sociali Anziani al fine di illustrare il progetto che congiuntamente stanno portando avanti. I Centri sociali anziani coinvolti sono stati quello di Orvieto centro, di Sferracavallo, di Ciconia e di Castelgiorgio. Gli incontri sono stati articolati in momenti formativi e illustrativi strutturati in tre parti: l'importanza dei fattori sociali nel determinismo delle patologie della terza età. Da un modello centrato sulla cura ad un modello centrato sulla prevenzione e sulla promozione della salute, curato dal Dr. Iacarella; è seguito poi l'intervento del Dr. Coppotelli incentrato sull'importanza degli stili di vita nella prevenzione di molte patologie cronico-degenerative con particolare riferimento all'attività fisica e all'alimentazione nella terza età; l'ultimo momento formativo è stato rappresentato dall'illustrazione, da parte del Dr. Bergami, di un progetto denominato "ATTIVARE PER PREVENIRE" nell'ambito della prevenzione delle patologie involutive senili, e, di un questionario strutturato anonimo per la rilevazione dei dati sulla condizione degli anziani nel territorio del Distretto di Orvieto. L'ultima parte dell'incontro è stata affidata al promotore Sociale dell'Ambito Territoriale n.12, Dr. Ciarlora, per la presentazione del Piano Anziani dell'Ambito.
Societa Il progetto 'Mosaico' per aprire nuovi spazi di vita ai 'diversamente abili'
Il Comune di Orvieto, in qualità di comune capofila dell'Orvietano, ha promosso, già nello scorso novembre, l'incontro fra l'Ufficio di Cittadinanza, la Cooperativa sociale Il Quadrifoglio, il Sim infanzia di Orvieto, le scuole superiori di Orvieto, il laboratorio Teatro Orvieto, l'Afhco, la Comunità terapeutica Lahuen, la Cooperativa sociale Luigi Carli, La UISP di Orvieto, l'Associazione Promogest e l'Associazione culturale ETA BETA, per elaborare una proposta di sperimentazione di un progetto rivolto all'area della disabilità. Dal gruppo di lavoro che ne è scaturito, è nato il progetto "MOSAICO, diversità e disabilità: risorse per una cultura della solidarietà" che nasce dall'esigenza di potenziare forme d'integrazione già presenti sul territorio e di incrementare una serie di attività di prevenzione volte a ridurre l'emarginazione e l'isolamento delle persone disabili. Il progetto esprime dunque la volontà di promuovere una cultura delle diversità che coinvolga tutta la cittadinanza attraverso azioni di prevenzione, formazione e intervento, mettendo in rete vari soggetti e potenziando realtà e forme di integrazione già esistenti. Si svilupperà su due livelli di intervento, ambedue finalizzati al raggiungimento degli specifici obiettivi. Il primo prevede la realizzazione di un laboratorio teatrale integrato "Kafka", di cui il Comune di Orvieto è titolare, che nasce dal coinvolgimento della Cooperativa sociale "Il Quadrifoglio", del Laboratorio Teatro Orvieto e del Centro di aggregazione giovanile di Orvieto. Al progetto collabora il CSM della ASL, che ha provveduto ad individuare e valutare i soggetti da inserire in quanto conosciuti e seguiti dal Servizio stesso con percorsi personalizzati e, in quanto delegato dal Comune di Orvieto alla gestione dei servizi destinati ai disabili. L'esperienza sarà costantemente documentata con la realizzazione di un video finalizzato alla diffusione e alla divulgazione dell'attività. Il secondo livello di intervento prevede un corso di formazione inerente l'area della disabilità, attraverso il quale far raggiungere ai partecipanti una conoscenza espressivo-corporea delle loro risorse e quindi evocarle delle altre.
Comunicato Teleassistenza
Tra gli obiettivi che i Comuni dell'Ambito Territoriale n.12 perseguono nel programmare le politiche per gli anziani, si evidenzia la promozione della socializzazione come misura di contrasto all'isolamento e al disagio della terza età dando significato al tempo attraverso iniziative che favoriscano gli scambi relazionali. L'insieme degli interventi, finalizzati alla tutela dell'anziano fragile, rappresenta un ventaglio molto ampio di offerte che va da forme di supporto finalizzate al permanere della persona presso la propria famiglia o comunque a casa propria, fino alle misure più radicali di individuazione di soluzioni residenziali alternative. Inoltre si sottolinea una difficoltà peculiare riferita all'emergere sempre più massiccio di situazioni di anziani soli, privi di rete parentale, non più in grado di provvedere a se stessi ed ai propri interessi a causa di disturbi cognitivi, spesso esposti al rischio di truffe e raggiri, per i quali non sempre è possibile e sufficiente il ricorso all'Autorità Giudiziaria. Le aree problematiche e di sofferenza su cui vanno a incidere i servizi offerti alla popolazione anziana sono le condizioni di povertà non solo economicamente intesa, riferibile a chi sopravvive con un reddito al di sotto del minimo vitale, bensì intesa anche come povertà di relazione collegata alla situazione di isolamento in cui spesso vivono i nostri anziani, di malattia, di sofferenza psicologica. Il territorio dell'Ambito Territoriale n.12, è costituito da un ambito collinare e rurale, con una bassa densità di popolazione e, ad eccezione del Comune di Orvieto, è caratterizzato dalla presenza di piccoli Comuni quasi tutti sotto i 3.000 abitanti. Su una popolazione di complessiva di 41.681 abitanti, gli anziani ultrasessantacinquenni risultano essere 11.206 con una percentuale pari al 26,9%. In riferimento alla popolazione anziana, appare evidente la loro notevole presenza, oltre ¼ dell'intera popolazione, che posiziona questo territorio tra i più alti come tasso di anzianità sia a livello regionale che nazionale. Un ulteriore ricerca ha evidenziato che il numero di anziani che vivono soli risulta essere 2.855; appare quindi necessario che i Comuni, la Cooperazione Sociale, il volontariato, i servizi della ASL e le risorse della società civile, opportunamente raccordati, possano fornire quella rete di protezione sociale che possa permettere all'anziano di rimanere nel proprio contesto di vita; la progettazione e la programmazione degli interventi socio-sanitari territoriali, deve tendere all'integrazione e rispondere in forma il più possibile puntuale ed adeguata ai bisogni specifici della persona anziana nella sua situazione di vita rispettando e sostenendo gli anziani che coscientemente, seppure in difficoltà, scelgano di rimanere a vivere, anche da soli, nel proprio contesto di vita. Conseguentemente al Piano nazionale, il gruppo di lavoro anziani del Piano Sociale di Zona ha rappresentato un punto di partenza per lo sviluppo delle politiche rivolte a questa fascia di popolazione particolarmente rilevante nel nostro territorio; in particolare modo si è ritenuto opportuno, tra i vari interventi, tutelare la fascia di popolazione ultra 75enne che vive in zone rurali isolate e priva di una rete parentale adeguata a sostenerne le esigenze di vita quotidiana. I Comuni dell'Ambito territoriale n.12, dopo un attenta lettura del territorio, forniranno gratuitamente dai prossimi giorni l'apparecchio della teleassitenza a tali soggetti; questo sistema concorrerà a fornire quella rete di protezione sociale che permetterà all'anziano solo, residente in una zona disagiata per quanto concerne la fruizione dei servizi, di rimanere nel proprio contesto permettendogli di non sentirsi solo oltre che fisicamente anche moralmente. Si prevede di allacciare circa 80/90 apparecchiature per la teleassistenza reperendo in due anni i finanziamenti in parte a livello comunale, circa 20.000?, e in parte ricorrendo a fondazioni. Il progetto, prevede inoltre di utilizzare le risorse del volontariato sociale e dei centri anziani come fondamentale strumento di monitoraggio e garanzia delle persone anziane; infatti attraverso il coinvolgimento dei volontari si prevede di attivare i seguenti servizi: servizio di aiuto per le necessità della vita quotidiana, quali accompagnamento per spesa e farmaci; servizio di compagnia per anziani soli limitatamente all'ascolto e al piccolo aiuto quotidiano; servizio di accompagnamento e sostegno della persona anziana: passeggiate, inserimenti in altri gruppi di anziani. Ciò che pensiamo di ottenere da questo tipo di servizio ha una doppia finalità: da una parte garantire all'anziano solo un punto di contatto fisico e non solo telematico (es. Teleassistenza), garantire cioè la presenza di un'altra persona con la quale entrare in relazione; inoltre, vorremmo sperimentare la possibilità di far uscire "fisicamente" l'anziano (nei casi dove è possibile) dalla propria casa per poter così mantenere attive le funzioni motorie e cognitive e favorire lo scambio con l'esterno; inoltre si intende produrre un azione di monitoraggio sul territorio e stabilire una sorta di protezione a rete. Per la realizzazione di questo servizio pensiamo di avvalerci dell'aiuto dei Centri Anziani e del volontariato sociale presenti sul territorio con i quali prendere accordi in materia di ore da dedicare al servizio e dei ruoli da svolgere con i singoli anziani. Viene prevista una breve formazione per i volontari disponibili tenuti da esperti in materia. Si prevede di partecipare alle spese dei volontari con un rimborso spese atto a sostenere le spese di viaggio degli operatori negli spostamenti quotidiani.
Promozione Cultura della Salute: adesione alla rete delle "Città del Sorriso".
COMUNICATO STAMPA n. 279/2003 G.M. del 08.07.2003
Promozione della Cultura della Salute: Orvieto, aderisce alla rete della "Città del sorriso" per migliorare la qualità complessiva delle relazioni interpersonali e sociali e promuovere una cultura della salute.
Il Comune di Orvieto, in qualità di capofila dell'ambito territoriale n. 12 aderisce come altre città dell'Umbria, alla rete della "Città del sorriso" - l'esperienza realizzata nella città di Trento che ha avuto come obiettivo fondamentale quello di migliorare la qualità complessiva delle relazioni interpersonali e sociali e promuovere una cultura della salute - rilanciata dalla Regione Umbria. Si tratta di una rete informale, cioè dell'attuazione di azioni comuni finalizzate a migliorare la qualità della vita della comunità; infatti, anche nelle nostre città, mentre è cresciuto il benessere materiale della maggioranza delle persone, sono però diminuiti il senso di appartenenza alla comunità, la rete di mutualità del buon vicinato, gli scambi interpersonali significativi. L'obiettivo del progetto, in linea con quanto stabilito dal Piano Sanitario Regionale e in quello di Zona, è quello di migliorare la qualità complessiva delle relazioni interpersonali e sociali: tale obiettivo trova riscontro nel protocollo d'intesa siglato tra Comune di Orvieto - Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto e Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell'Università "La Sapienza" di Roma. Per la realizzazione del progetto assume grande rilevanza la misurazione delle "qualità delle relazioni interpersonali" (QRI) da realizzare in diversi luoghi rappresentanti della vita di una comunità (luoghi di incontro, di attesa, di richiesta di beni e servizi, ecc., altrettanto importante sarà la messa in atto di azioni ed interventi che vanno sempre nella direzione del miglioramento della qualità della vita come strumento di prevenzione e promozione della salute (azioni sugli stili di vita, percorsi sicuri per minori, punti di solidarietà).
Per l'attivazione del progetto è già stato costituito un Comitato Promotore composto dal Promotore Sociale, dall'Ufficio della Cittadinanza, dal Coordinamento degli interventi per la Promozione della Salute del Distretto n. 3 dell'ASL n. 4, dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute e dal Centro Studi Città di Orvieto. In una fase successiva è previsto il coinvolgimento ideativo ed operativo di tutte le risorse del territorio (mondo istituzionale, culturale, sportivo, sociale e del volontariato, mondo economico, presenti nell'orvietano), in tal senso si è svolto un primo incontro al quale hanno aderito circa 32 associazioni rappresentative del mondo del volontariato e del terzo settore della città che hanno manifestato disponibilità e interesse soprattutto per dare vita ad iniziative concrete di scambio fra le generazioni da attivare nei quartieri dove, ad esempio: la popolazione anziana che gravita sull'istituto del Centro Sociale supera i 530 iscritti, ma dove è anche presente la componente giovanile, articolata in varie aggregazioni sportive, comunità parrocchiali ed associazioni di quartiere. Grande consenso ha ottenuto anche il cosiddetto indice di rilevamento della qualità delle relazioni interpersonali (QRI) che ha l'obiettivo di monitorare, rilevare e migliorare la qualità delle relazioni interpersonali. La rilevazione e successiva pubblicizzazione dell'indice QRI non ha rilevanza statistica ma soltanto la prerogativa si creare un clima di curiosità, attenzione e sensibilizzazione che favorisca la nascita di iniziative dirette e contribuire alla nascita di movimenti spontanei e di riflessione e cambiamento.
Il progetto, che prenderà avvio alla fine dell'estate, avrà uno sviluppo triennale per un investimento complessivo di circa 20.000 Euro da finanziare attraverso il Fondo Nazionale Politiche Sociali, il Fondo Sanitario Europeo/Piano della Sanità Pubblica della Comunità Europea (Promozione della salute mentale) e piccoli contributi di operatori economici locali.
Ufficio di riferimento
Ufficio della Cittadinanza
Indirizzo
Via di Maurizio, 6 Orvieto
Telefono
0763/393617
e-mail
ufficiocittadinanza@comune.orvieto.tr.it
Fax
0763/395197
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