Prevedeva la realizzazione di piste ciclabili nell'ambito del 1° stralcio con l'inserimento nel progetto esecutivo.
COMUNICATO STAMPA n. 213/10 C.C. del 16.03.10Respinta la mozione relativa alla realizzazione di piste ciclabili nell’ambito del primo stralcio del raccordo stradale tra la strada statale 205 Amerina e la s.s. n° 71 Umbro Casentinese cosiddetta “Complanare”.
Il Consiglio comunale ha respinto (6 favorevoli: Gialletti, Frizza, Stella, Belcapo, Germani, Moscetti e 7 contrari: Sborra, Lucani, Olimpieri, Leoni, Pizzo, Ranchino, Tonelli ) la mozione presentata dal Capogruppo socialista di “Sinistra e libertà per Orvieto” Cons. Evasio Gialletti che impegnava il Sindaco e l’Assessore ai Lavori Pubblici affinché “in fase di progettazione esecutiva del primo stralcio del raccordo stradale tra la strada statale 205 Amerina e la s.s. n° 71 Umbro Casentinese cosiddetta ‘Complanare’, venisse inserita la realizzazione di piste ciclabili poichè risulta incomprensibile il compimento di un’opera urbana di tale livello e importanza priva di uno spazio per svolgere attività ludico-motorie; nonché a ricercate soluzioni tecniche alternative onde evitare il predetto impatto ambientale che si andrebbe a creare con una trave portante avente un’altezza di mt. 4 e ½”.
La mozione scaturiva dal fatto che dopo una lunga procedura, la realizzazione della Complanare, che ha visto il finanziamento da parte del CIPE, il cofinanziamento del Comune di Orvieto, la realizzazione del progetto definitivo ed il contributo di arie commissioni è stata assegnata per l’inizio dei lavori. “Secondo il bando di gara – ha precisato il proponente - l’impresa aggiudicatrice dovrà presentare il progetto esecutivo privo tuttavia della previsione di piste ciclabili. Poiché nel progetto definitivo è prevista la progettazione del ponte sul Fiume Paglia, unica trave portante avente una lunghezza di circa 100 metri ed una altezza di 4 e ½, con un impatto ambientale deleterio che va ad incidere nella verde valle dello stesso, la previsione di piste ciclabili, viceversa, è più che giustificata. Quindi occorre intervenire adesso. Nella fase di progettazione iniziata da qualche anno ho sempre chiesto questa cosa, ma ho parlato a dei sordi assessori e tecnici. L’ultimo pezzo di poche di centinaia tra il ponte Chiani che si ricollega con la salita di Ancaiano di previsione del PRG non è stato finanziato nel primo stralcio, ne è stata finanziata solo una parte. E’ una zona ad alta densità abitativa che richiederebbe questo intervento. Va prevista a breve scadenza una soluzione non più rinviabile sull’emergenza. Se c’è la buona volontà le proposte sono fattibili”.
Durante il dibattito, il Cons. Piergiorgio Pizzo (UdC) ha auspicato che “la Complanare diventi una strada a scorrimento veloce, per questo una pista ciclabile appare preoccupante, peraltro non se ne vede l’utilità dato che vi sarà una viabilità secondaria. L’accoglimento delle richieste tuttavia, era ed è connesso al problema della mancanza dei soldi. I risparmi dovrebbero servire per altre cose più urgenti”.
Donatella Belcapo (PD): “mi interessa l’aspetto della mobilità alternativa di collegamento fra i quartieri. L’attuale stato di urbanizzazione ci obbligherà allo studio di fattibilità di una mobilità alterativa diversificata per il collegamento fra i vari centri. E’ accoglibile il pungolo di Gialletti ma non dimentichiamo che oltre ai problemi economici è pendente attualmente un ricorso. Propongo un emendamento per integrare la mozione, ovvero per riprendere uno studio di fattibilità già esistente relativo alla realizzazione di piste ciclabili per incentivare la mobilità alternativa e collegare meglio i vari centri suburbani ed il centro storico”.
Carlo Tonelli (PDCI): “la mozione potrebbe essere condivisa, Gialletti ha sempre posto la questione in Commissione, come pure lo ha sempre fatto Piccini. Ma dobbiamo analizzare il contesto del presente dal quale nelle valutazioni non possiamo prescindere. A livello economico l’allargamento della sede viaria in corrispondenza del ponte e al percorso dei laghetti, comporterebbe un aumento del costo dell’opera e una modifica progettuale, con nuovi espropri di pertinenza che alla fine potrebbero compromettere la veloce realizzazione di quel tratto di Complanare. Personalmente dubito che possa essere possibile. Penso invece che si debba rivedere la viabilità minore per la scorrevolezza in funzione della grande infrastruttura perché quello della velocità è un problema serio”.
Loriana Stella (PD): “ho già manifestato le mie perplessità: da parte dell’Amministrazione comunale questa pratica merita una particolare attenzione, perché non sfugge a nessuno che questa storia ormai è troppo lunga. Dopo sei anni la cosa non si regge più: i fondi CIPE del 2003 sono stato assegnati dalla Regione nel 2004 con non poche battaglie anche a livello provinciale. Ci conforta la risposta data nella question time. Le mie perplessità però restano: i 13 milioni e mezzo del 2003 dopo sei anni non permettono di fare quello che serviva. Siamo ancora nella fase in cui si deve redigere il progetto esecutivo. Andavano soddisfatte le esigenze principali e quindi il secondo ponte verso l’Ospedale a servizio della nuova area artigianale che è cresciuta. Stiamo parlando di un’opera che avrebbe dovuto decongestionare l’ingresso di Ciconia. Non voglio tornare su una idea della provincia di Terni che però molti tecnici non hanno preso in considerazione. Ora però i 13 milioni di euro non bastano nemmeno per completare il primo stralcio e oltretutto manca ancora il sottopasso. Mi chiedo: i soldi bastano? Verifichiamo! La ditta che ha fatto ricorso è quella del parcheggio di Via Roma, con la quale si potrebbe ragionare sulle inadempienze di quella struttura. Servono certezze sui soldi, su come si arriva al preliminare, sul consorzio di imprese che si è creato”.
Angelo Ranchino (PdL): “la mozione chiede altre cose. Aprirei volentieri un dibattito come ha detto Stella ma mi attengo alle richieste della mozione, quindi chiedo all’Assessore se la necessità della viabilità ciclabile è essenziale. Queste realizzazioni sarebbero sicuramente un volano come mezzo di locomozione per un uso diverso delle strade. Poiché dobbiamo fare presto, siamo ancora in condizione di poter incidere su una progettazione generale e su un esecutivo, senza un aggravio di tempi e costi? Senza compromettere l’avvio della costruzione della Complanare? E poi, il rimedio non potrebbe diventare peggiore della cura? Quanto all’impatto ambientale, nella progettazione già avviata non vedo come oggi si potrebbe rimettere legalmente in discussione una simile valutazione quando l’iter amministrativo è molto avanzato. Francamente rimettere in campo questo problema può significare regredire!”.
Stefano Olimpieri (PdL): “l’intervento di Stella è stimolante. Il problema vero è l’inserimento delle piste ciclabili nel progetto che va visto in senso positivo, ma non so se, a procedimento avviato, sia possibile. Qualche mese fa come amministrazione comunale abbiamo dato il via alla gara, è un procedimento che viene da lontano e si dovrebbe capire se allora era possibile inserire le piste ciclabili. A fronte di una somma di denaro necessaria per il primo stralcio, non so francamente se le piste possono rientrare in questa disponibilità finanziaria. Non capisco chi oggi in corso d’opera avrebbe potuto modificare il tracciato attuale. Da 15 anni si parla di complanare, ma ora vorrei capire come la Cons. Stella avrebbe fatto a modificare un procedimento amministrativo incardinato per prevede una modifica come quella che lei propone. Io non credo che si potesse modificare il tracciato, quindi stiamo facendo un ragionamento sterile. Stella si sarebbe trovata come si è trovato il Sindaco Concina. Siamo di fronte ad una situazione data. Possiamo solo vedere se è possibile inserire le piste ciclabili nel tratto indicato e far sì che i lavori comincino. Sarebbe stato giusto che Gialletti queste proposte le avesse fatte anche in passato quando il procedimento era ancora modificabile”.
Giuseppe Germani (PD): “siamo ancora in fase di progetto definitivo con il quale è stata appaltata l’opera. Nelle prossime settimane si andrà all’assegnazione definitiva dell’appalto, quindi chiediamo l’approvazione della mozione dando mandato - se c’è la possibilità economica - di realizzare le piste in sede di progetto esecutivo. Il vero problema della Complanare è che da dieci anni a questa parte non si trovano altri fondi da mettere sull’opera. Il Sindaco e i candidati che in questi giorni imperversano nel territorio, si impegnino da subito per riuscire a mettere nuovi finanziamenti su quest’opera. Le piste ciclabili fanno parte di un progetto più grande che in questi anni è stato messo in atto. Ricordo che la Comunità montana ha predisposto un progetto che metteva in contatto tutte le frazioni attraverso le piste ciclabili; inoltre le opere idrauliche effettuate sui fossi del territorio di Orvieto, sono state predisposte anche per le piste ciclabili. Per il prossimo Consiglio comunale presenteremo un mozione per riproporre questo progettazione. Siamo favorevoli a mozione”.
Replica di Gialletti: “sui tempi ha già risposto Germani. Lungi da me ritardare l’opera ma verificare la fattibilità delle piste in questa fase. Ho verificato che la possibilità tecnica esiste. Il progetto è fatto in rilevati di terra escluso il ponte. A Pizzo dico che questa arteria viabile è sì ad alto scorrimento ma le piste si possono realizzare. Non mi sono inventato nulla. Se la mozione sarà votata la Giunta potrà attivarsi senza pregiudicare i tempi di attuazione. Confido nell’attenzione del Sindaco e dell’Assessore”.
L’Assessore ai Lavori Pubblici Felice Zazzaretta: “a livello generale e della qualità della vita e dell’ambiente la mozione è condivisibile se si parte dall’assunto che l’opera pubblica deve risolvere gli aspetti di vivibilità del contesto urbano. Mi corre l’obbligo tuttavia di dire che tutto è fattibile e perfettibile, ma se andiamo dietro pedissequamente a questo principio, allora con molto realismo dico che faremo ben poco. E’ vero che siamo in fase di esecutivo ma è vero che il progetto è stato fatto. Come si fa a dire che costerebbe poco quando si dovrebbe ampliare il rilevato e l’esproprio? Sul discorso dell’aggravio dei costi non voglio polemizzare oltre. L’impatto ambientale ha già subito tutto l’iter, la VIA è stata ampiamente svolta in tutte le sedi, e introdurre ora un progetto di variante significa ricominciare da capo. E allora, quando la faremo la Complanare? Quanto alle piste ciclabili all’altezza delle quattro corsie, personalmente sulla strada ad alto scorrimento mi opporrei nel collocare una pista ciclabile, è come dire che le carrozzine possono camminare all’altezza dello scarico delle auto. Ricordo che questa amministrazione è sensibile alle piste ciclabili perché l’esigenza è molto sentita, ma ad oggi sono possibili solo quelle dal nuovo ponte del Chiani fino alla Svolta (alcune centinaio di metri). Siamo coscienti che vanno fatte ma in un contesto economico generale più solido e nel contesto delle priorità date dai cittadini. Non confondiamo: gli argini sono una cosa, le piste altra”. “In merito ai ricorsi – ha aggiunto - non si può fare un parallelo tra chi è che ha costruito prima e dopo, dobbiamo ragionare sulle carte quando impostiamo un lavoro e lo assegniamo. I ricorsi ci sono. Alla luce della sentenza della Cassazione a sezioni riunite il giudice amministrativo entra nel merito del contratto per cui il nostro ricorso da un lato si sveltisce ma pone riflessioni su altri aspetti. Evitiamo di ridiscutere continuamente un progetto che già c’è, perché significherebbe non farlo mai. Non mi esprimo sulla incompletezza dell’opera, abbiamo ereditato un’opera che era stata impostata in un certo modo. Siamo alla ricerca di soldi per fare il sottopasso non per fare altro. E ci stiamo attivando proprio per non vanificare quello che è stato fatto. Quanto alla rivisitazione del progetto, la ditta che oggi risulta assegnataria del lavoro, aveva 60 giorni di tempo dall’assegnazione e firma del contratto per redigere l’esecutivo. Dobbiamo evitare di andare alla variante e dobbiamo stringere nei tempi consentiti. Infine, nella valutazione dell’impatto è stata accettata la soluzione della trave”.
Dichiarazioni di voto: Gialletti: “malgrado il tatto usato, l’Assessore è scettico nell’accoglimento della sollecitazione sulle piste ciclabili. Lo invito a verificare ancora perché sul fatto che non sia possibile non mi convince nessuno. E’ solo questione di volontà. Rimettere le mani su un’opera già fatta costa moltissimo, farlo subito costa molto meno. Confido nella sensibilità della Giunta e del Sindaco”. Tonelli: “invito a lavorare più velocemente possibile per realizzare l’opera senza altri tentennamenti. Non sono d’accordo con la mozione presentata oggi. Per motivi procedurali, per gli espropri e le aree di pertinenza, significa rallentare l’opera. Voto contro la mozione e sprono l’Amministrazione ad andare avanti”. Pizzo: ha dichiarato di votare contro la mozione poiché l’Assessore ha evidenziato che c’è un problema strutturale di costi.
Ranchino: “dal chiarimento dell’Assessore si deve prendere atto dello stato avanzato della procedura, per questo spiace non accogliere la mozione tuttavia ciò è uno sprone per verificare la possibilità di mettere in piedi un progetto di identificazione di un percorso volto a collegare con adeguate piste ciclabili il nostro territorio. Le fondate richieste di Gialletti svolte a suo tempo, ora malgrado la sensibilità dell’Amministrazione comunale non sono recepibili”.
Germani: “va chiarito che nessuno vuole ritardare di un secondo la Complanare. La mozione serviva per dare l’input a chi entro sessanta giorni si deve cimentare nella stesura dell’esecutivo, specie nel tratto più importante con l’inserimento di una pista ciclabile tenendo conto di tutte le altre clausole che attengono la progettazione esecutiva. La fascia di esproprio indicata nel PRG è nettamente maggiore di quella che serve. Nessuno intende certo bloccare la complanare se i progettisti diranno che la cosa non si può fare. Questa progettazione andrebbe inserita nell’esecutivo. Nel preliminare le piste erano previste, sono state tolte dal definitivo forse per rientrare economicamente”.
Olimpieri: “l’Assessore ha già risposto rispetto ai carichi finanziari. Nel progetto iniziale le piste non c’erano. Il costo è maggiore rispetto a quello che c’è nelle casse comunali, e per mancanza di finanziamenti questi interventi non si possono fare. Peraltro, a fronte di un ricorso i dati sono certi e immodificabili. Del resto se c’è tutta questa sensibilità sulle poste ciclabili poteva essere fatta a suo tempo”.