Approvata una mozione dal Consiglio comunale.
COMUNICATO STAMPA n. 212/10 C.C. del 16.03.10Mozione per la regolamentazione dei mercati di vendita diretta - Filiera Corta o “Km 0”.
Il Consiglio Comunale ha approvato la mozione proposta dal capogruppo di “Orvieto Libera”, Cons. Angelo Ranchino che impegna la Giunta e il Sindaco a compiere ogni più opportuna iniziativa per: “la temporanea autorizzazione allo svolgimento dei mercati di vendita diretta in contemporanea al mercato del giovedì e del sabato mattina; la temporanea collocazione dei produttori e dei siti di vendita presso lo spazio situato tra Piazza Vivaria e Piazza Fracassini, attualmente non utilizzato ed in attesa di destinazione definitiva o in un altro sito diverso e l’elaborazione di un regolamento definitivo da porre all’approvazione del Consiglio Comunale quale appendice della regolamentazione del Commercio in sede mobile”.
Il Consiglio ha poi approvato (12 favorevoli, 2 contrari: Sborra, Leoni, 2 astenuti: Cencioni, Olimpieri) l’emendamento presentato dai gruppi PD e Socialisti che integra il dispositivo della mozione stessa con “il coinvolgimento nella stesura del Regolamento di tutte le Associazioni di categoria del settore, presenti nel nostro territorio, e l’Istituzione Palazzo del Gusto, sempre sensibile alla promozione di prodotti provenienti dalla filiera corta e della ristorazione, in quanto valorizzatori dei prodotti”.
Nell’illustrare la mozione, Ranchino ha spiegato che “obiettivo dei mercati è facilitare la migliore conoscenza intrinseca del prodotto e di chi lo produce. Di qui l’esigenza di organizzare un’adeguata regolamentazione al fine di favorire la realizzazione dei cosiddetti mercati di vendita diretta - o filiera corta, detti anche mercati a km 0. In tal senso, appare opportuno assumere un’immediata decisione affinché, in attesa della decisione regolamentare definitiva, possa essere svolta temporaneamente l’attività contemporaneamente allo svolgimento del mercato rionale il Giovedì ed il Sabato Mattina negli spazi adiacenti la Piazza Vivaria, attualmente non utilizzati ed in attesa di destinazione definitiva. Ovvero, sollecitare la Giunta ad identificare un piano che preveda temporaneamente una attività di immediata esecuzione evitando che i consumatori si rechino nelle singole aziende di produzione. La norma regionale lo consente. Si potrebbero identificare anche altre aree nei principali quartieri”.
Nel dibattito, Giuseppe Germani (PD) ha osservato che la materia è molto importante. “Il progetto del mercato andava e va in questa direzione. Condivido la proposta di dare mandato alla Giunta della stesura di un regolamento, ma in questo contesto andranno affrontati anche altri problemi. Ad esempio: gran parte dei produttori locali non hanno quella struttura necessaria per poi arrivare con i loro prodotti sul mercato con una quantità tale da giustificare questa ipotesi. Il valore aggiunto c’è, andrebbero create le condizioni necessarie per riprendere questo ragionamento riportando il piano di Orvieto ad essere produttivo in tal senso. Si tratta cioè di creare l’azione economica per far sviluppare la filiera stessa e di creare piccole aziende che possano trasformare il prodotto in eccesso che dovesse risultare invenduto (in alta Umbria si vendo prodotti anche via internet). Questo, per non rischiare che ogni impegno venga poi vanificato a livello economico. In Consiglio comunale dobbiamo lavorare perché il prossimo bando della vendita dell’immobile dell’ex Mattatoio preveda anche la priorità a quelle aziende che possano avere la prerogativa della mattazione. Siamo favorevoli alla mozione con un emendamento per coinvolgere nella stesura del bando le associazioni del territorio e il Palazzo del Gusto che si è sempre occupato dei prodotti tipici del luogo”.
Stefano Olimpieri (PdL): “la proposta è condivisibile, ma rispetto a realtà come Roma, in una città di 20 mila abitanti come la nostra, la filiera corta esiste già. E’ giusto però avere meno passaggi possibili per diminuire i costi aggiuntivi. Siamo favorevoli a questo atto di indirizzo, tuttavia per difendere i nostri territori e i nostri prodotti va fatta una battaglia seria contro gli OGM, quella cultura che porterebbe a massificare i prodotti agricoli, abbassando e livellando il prodotto ma anche l’identità del territorio. Alla luce del recente provvedimento adottato dalle tecnocrazie di Bruxelles, esorto l’Amministrazione comunale a prendere in considerazione anche il fatto di contrastare fortemente lo sviluppo degli OGM”.
Donatella Belcapo (PD): “la crisi economica, i mercati più difficili e la distanza culturale dal mondo rurale, hanno portato al riaffermarsi della vendita diretta da parte dei produttori agricoli che hanno recuperato il rapporto diretto con i consumatori. Grazie alla diffusione, alla presa di coscienza e alla maggiore integrazione con il territorio, le iniziative della filiera corta hanno iniziato a diffondersi in maniera capillare. Si sono manifestati però anche i punti critici: la presenza di tutte le associazioni e delle condotte slow food nel processo di costruzione di questa nuova opportunità, la definizione del prezzo di vendita che dovrebbe portare ad un vantaggio reciproco con un abbassamento dei prezzi stimato al 30%. Infine, per gli stessi produttori andrebbero create delle vere e proprie filiere di produzione e trasformazione”.
Evasio Gialletti (Socialisti, Sinistra e Libertà): “è un’ottima idea. Penso che si potrebbero trovare delle soluzioni relativamente alle piazze. Oltre a dare questa possibilità si dovrebbero stimolare i produttori agricoli più grandi nei settori del vino e dell’olio a tornare alla vendita in forma diretta al mercato. Ci sono aziende che andrebbero valorizzate anche con una vendita diretta ed attraverso le associazioni si potrebbero promuovere le aziende per dare fiato a questa economia”.
Carlo Tonelli (PDCI):“la mozione è importante e riporta una riflessione sulla difficoltà dell’agricoltura e dell’attività dei mercati settimanali che sta morendo. Condivido l’impostazione data dal PD. Occorre riflettere e fare attenzione sulla riconversione dell’agricoltura nella logica di ridare identità culturale e territoriale. Nulla osta sul mercato di vendita diretta, quanto al luogo più opportuno se ne potrà discutere in commissione. Il mercato coperto potrebbe anche ampliare questo tipo di discorso e garantire l’offerta di prodotti che necessitano di conservazione e vendita secondo specifiche norme di gestione alimentare. Sicuramente va compiuto un primo passo per poi sviluppare la riflessione. Serve un certo bacino di produttori e di terra dedicata all’agricoltura. Trovo giusto il passaggio sulle norme comunitarie che tolgono identità”.
Carlo Sborra (PdL): “con tutte le attività che ci sono, quando si tratta di commercio si tende ad andare a fare il migliore acquisto. Sono d’accordo con la filiera corta sì, ma ci vuole la produzione. Mi chiedo: ci sono i produttori per fare questa commercializzazione diretta? Abbiamo assistito allo sfruttamento del territorio del piano del Paglia con escavazioni e ora per attivare la filiera corta ci vuole la certezza della produzione. Dobbiamo essere obiettivi perché bisogna dare la possibilità ai produttori orvietani di avviare la filiera corta”.
Massimo Luciani (PdL): “il punto centrale è come tutelare clienti e venditori attraverso la tracciabilità del prodotto”.
Pierluigi Leoni (PdL): “sono d’accordo sulla mozione. C’è un problema di prodotti genuini e in questo territorio abbiamo una bella tradizione agricola. Gli orti amatoriali erano previsti dal PRG e forse ci si deve impegnare anche in questa direzione”.
Nella replica il Cons. Ranchino ha puntualizzato: “E’ vero che c’è un mercato rionale nel centro storico e che ci sono pochissimi produttori, però questa iniziativa si deve e si può potenziare con alcune colture limitrofe ad esempio la patata di Valentano. Gli spazi del mercato rionale in sede mobile del centro storico sono conclusi. Il regolamento serve per verificare in che modo e con quali attrezzature si può svolgere questa attività. Diamo la possibilità a che essa si sviluppi. Dico sì al coinvolgimento delle associazioni di categoria nel regolamento e all’attività consultiva del Palazzo del Gusto attraverso indicazioni sui produttori più qualificati della zona che possano essere contattati ed incentivati. Incentivare la cultura della qualità nei consumi significa rispondere alla cultura degli OGM. Con sono preparato al riguardo, ma so che chi va a cercare il biologico, è sicuramente un soggetto che non vede di buon occhio i prodotti OGM”.
L’Assessore all’Agricoltura e all’ Sviluppo economico, Antonio Barberani: “il progetto è già in discussione e stiamo lavorando sulla individuazione dell’area suggerita da Ranchino. Con le categorie interessate e i rappresentanti dell’associazionismo sono stati già fatti degli incontri. Il problema centrale è il prodotto. Stiamo facendo acrobazie: ad Orvieto non ci sono più prodotti, il mercato di Piazza del Popolo che un tempo era popolato di ortolani locali è ridotto all’osso. C’è un problema di rifornimento per chi volesse iniziare questa attività. La nostra proposta può però essere da stimolo. Fare un mercato di solo vino e olio sarebbe una contraddizione straordinaria per chi da anni intende posizionarsi sul mercato di qualità piuttosto che sui mercati dove il prezzo è la penso che gli OGM siano stati proposti per fare massa e soprattutto per il loro utilizzo nei paesi dove c’è carenza dei prodotti alimentari. Di sicuro l’attività della filiera corta va proposta. Ci siamo impegnati con una associazione di categoria, per cui a breve tempo andremo al regolamento e alla sperimentazione di una attività di questo tipo probabilmente sperimentandola laddove ha indicato Ranchino. Da ultimo ricordo che il gusto si abbina alla salute e che nelle nostre mense scolastiche la scelta dell’Amministrazione è quella di utilizzare prodotti biologici di territorio”.