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Comunicati Stampa 2004  
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Verso un protocollo d'intesa con Viterbo, Civitavecchia e i comuni dell'Alta Tuscia.


Mozione votata all'unanimità dal Consiglio Comunale.
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COMUNICATO STAMPA n. 211/10 C.C. del 16.03.10

Passa all’unanimità la mozione sul protocollo d’intesa Viterbo, Civitavecchia e i comuni dell’Alta Tuscia.
  
Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal Cons. Angelo Ranchino capogruppo di “Orvieto Libera” che impegna la Giunta e il Sindaco “a compiere ogni più opportuna iniziativa tesa ad assicurare il raggiungimento delle finalità di sottoscrivere un protocollo d’intesa Viterbo, Civitavecchia e i comuni dell’Alta Tuscia ed in particolare a costituire una commissione di lavoro, composta da assessori o consiglieri comunali, con lo specifico mandato di assicurare un costante rapporto con dette amministrazioni e di produrre e sottoscrivere un protocollo di intesa che racchiuda l’impegno delle stesse nel senso suddetto”.
Tuscia era la denominazione attribuita all’Etruria dopo la fine del dominio etrusco, invalso a partire dalla Tarda antichità e per tutto l’Alto Medioevo. Il nome indicava in origine un territorio assai vasto, che le diverse vicissitudini storiche hanno ripartito in tre macroaree: la “Tuscia romana”, corrispondente al Lazio settentrionale con l’antica provincia pontificia del Patrimonio di San Pietro, corrisponde oggi alla provincia di Roma nord fino al Lago di Bracciano; la “Tuscia ducale”, che includeva i territori del Lazio soggetti al Ducato di Spoleto; la “Tuscia longobarda”, grossomodo l’attuale Toscana, comprendente i territori sottoposti ai Longobardi e costituenti il Ducato di Tuscia.
Orvieto è appartenuta fino al 1861 all’area dell’Etruria, chiamata appunto più recentemente Tuscia Suburbicaria, ove Orvieto era capoluogo di provincia. Orvieto è oggi in Umbria in ragione della decisione assunta nel 1861 dal cavouriano conte orvietano Filippo Antonio Gualterio, fautore dello strappo alla Tuscia Suburbicaria e dell’Anschluss umbro-perugino al nascente stato savoiardo.
“Nonostante le perimetrazioni regionali, i rapporti culturali e sociali con la precedente area territoriale – ha osservato il proponente - sono rimasti sempre molto vivi e sentiti, tanto è vero che recentemente un sondaggio svolto nella città ha ribadito che un’ampia maggioranza della popolazione vede il territorio del Viterbese e dell’Alta Tuscia come un’area con la quale favorire scambi culturali e commerciali. Il ripristino e la salvaguardia della storica omogeneità del territorio Orvietano e quello Viterbese e dell’Alta Tuscia costituisce un irrinunciabile obiettivo per i correlativi positivi risvolti sociali, politici, economici e culturali. Appare pertanto opportuno avviare una decisa azione politica di colloquio con l’Amministrazione della Provincia e della Città di Viterbo, nonché dei comuni limitrofi facenti parte dell’Alta Tuscia,  della Città di Civitavecchia e della sua Autorità Portuale, affinché si giunga rapidamente all’identificazione di un protocollo d’intesa”. “In detto atto – ha sottolineato Ranchino - si dovrà identificare una comune politica per l’integrazione territoriale, con particolare riferimento alle politiche commerciali, ai trasporti rotabili ed alla viabilità, in prospettiva della probabile realizzazione dell’Aeroporto di Viterbo ed in relazione ai collegamenti con la costa tirrenica e con il Porto di Civitavecchia. La finalità da perseguire è quella di intercettare, attraverso specifiche intese, una parte quanto maggiore possibile del flusso turistico che giunge al Porto di Civitavecchia, al fine di attrarre maggiori presenze sul territorio della città di Orvieto”.
“In epoca più recente è dal 1993 – ha concluso Ranchino - che attendiamo di discutere di Tuscia in Consiglio Comunale. Allora s’immaginava quello che il nostro comune è vocato a fare: aprirsi ad un territorio che gli appartiene culturalmente, socialmente e storicamente come dimostra un recente sondaggio secondo cui oltre il 62% dei cittadini ritiene quest’area da preferire per i rapporti commerciali e culturali. Inoltre, l’aeroporto di Viterbo si pone come momento significati per i flussi turistici, tanto che Orvieto può costituire la porta della Tuscia in direzione Centro nord con nuove prospettive per la collocazione del costruendo casello Orvieto Nord e per realizzare una nuova bretella di collegamento tra l’A1 e l’area viterbese. Da ultimo, il protocollo d’intesa costituisce un obiettivo importante per affrancarci da una sorta di sudditanza rispetto alla provincia di Terni e al capoluogo di Regione. Non è che vogliamo rompere i vincoli territoriali che sono connotati con la nostra società e la nostra storia, ma chiediamo alla Giunta e Sindaco ad impegnare ogni iniziativa per raggiungere questi scopi”. 
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Dibattito
Pierluigi Leoni (PdL): “nessuna retorica sulla storia dell’associazione ‘Nuova Tuscia’. Un proposito che considero illusorio è quello che si possa fare un discorso di area vasta con l’illusione di modificare i confini, ma possiamo contare su altre libertà fissate dalla stessa Costituzione. Quindi, se voliamo alto con la fantasia possiamo superare ogni confine dato. Teniamo conto che siamo in regime di federalismo fiscale e la regione Umbria è più povera di altri territori. Con entusiasmo dichiaro il nostro voto favorevole”.
Donatella Belcapo (PD): “dopo l’approvazione del protocollo d’intesa con Roma oggi ci troviamo ad aggiungere un altro mattone che serve a rilanciare la nostra città attraverso l’antico territorio della Tuscia creando una zona di interesse omogeneo. Per questo la nostra riflessione si concentra su Orvieto in un distretto culturale allargato alla Tuscia. E allora, questo progetto dovrebbe essere inserito nel patto con Roma e nel rapporto con i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali perché Orvieto ne divenga capofila. Potrebbe essere una delle soluzioni per dare concretezza al Patto con Roma. Crediamo in una importante operazione di tipo culturale che favorisca lo sviluppo di un’area vasta che al suo interno ha un notevole bagaglio culturale. La prossima rivoluzione è la green economy ed Orvieto potrebbe trovare la giusta competizione con altri centri storici. Parlando di distretto culturale credo che dovremmo inserirlo nel Patto con Roma estendendolo a tutte le fondazioni e organizzazioni no profit per promuovere questo territorio attraverso una azione di coordinamento. La nostra proposta è considerare la mozione come una terza parte del Patto di Roma”.
Carlo Tonelli (PDCI): “le linee programmatiche del Sindaco semplificavano il concetto della Tuscia che oggi con questa mozione si sono arricchite. Una mozione ben scritta che ricostruisce la storia e i legami che attengono al passato. Va riconosciuto che dal 1993 non si sono prodotte iniziative concrete. Oggi però ci sono condizioni diverse in termini di nuove opportunità. Sappiamo del ruolo delle piccole regioni nel contesto del federalismo, ma confidiamo nel meccanismo del bilanciamento che compensi altri comparti. Più che sull’aeroporto di Viterbo dove ci sono maggiori problemi, appare più interessante il collegamento con il porto di Civitavecchia il più importante d’Europa come scalo portuale per le grandi crociere in grado di catturare flussi costanti. Una prospettiva che va nella linea portata avanti anche a livello regionale per il turismo”.
Evasio Gialletti (Socialisti, Sinistra e Libertà): “la mozione è di grande interesse. La costituzione di un gruppo di lavoro è una proposta concreta. Nessuno rinnega nessuno l’appartenenza di Orvieto all’Umbria, ma possiamo costruire affinità turistiche, economiche, sociali e culturali. L’Umbria dovrebbe essere contenta e lavorare con uno stimolo nuovo con la regione Lazio. Dobbiamo tutti impegnarci in prima persona. La viabilità è il punto nevralgico per il collegamento fra il nostro territorio e il Lazio. E’ importante che la commissione si metta al lavoro per creare e stimolare progetti da inserire nella programmazione per le infrastrutture da parte delle due regioni”.
Stefano Olimpieri (PdL): “l’unanimità di intenti in Consiglio è sintomatica del fatto che, al di là delle tematiche amministrative c’è una volontà di allacciare rapporti organici con una realtà che ci appartiene. Gli stati nazionali hanno limitato le potenzialità dei territori. Il regionalismo degli anni ’70 ha determinato in Umbria dei danni che poi si sono riverberati negli anni. Mi riferisco al fatto che l’Umbria ha realtà sconnesse l’una dall’altra: Orvieto e il tifernate non hanno legami. I confini amministrativi in alcuni casi hanno favorito la crisi di alcuni terrori in altri la crescita. Oggi occorre uscire da certe distorsioni, ma è possibile solo con strumenti infrastrutturali, ad esempio: la riqualificazione della formazione e della cultura. Nessun atto contrario all’attuale disegno amministrativo provinciale e regionale ma la creazione di sinergie guardando al domani con un dibattito culturale che superi i regionalismi. Chiediamo che da parte di tutti vi sia un salto di qualità politico e amministrativo per rimettere Orvieto al centro di un territorio. Siamo favorevoli”.
Giuseppe Germani (PD): “teniamo in grande considerazione la questione Tuscia ma con un punto di chiarezza che Orvieto sta in Umbria e come tale deve essere considerato: la porta di accesso di altri territori in ingresso e in uscita dall’Umbria. Per far questo è importante realizzare contatti e sistemi che ci consentano di dialogare a 360° sul nostro territorio e con la Tuscia che è stata sempre punto di riferimento. In passato sono stati molti gli atti compiuti dall’Amministrazione comunale e noi confermiamo il consenso a questa iniziativa. Il nostro progetto è quello dei distretti del competere e del cooperare, ad esempio: Civitavecchia è il distretto più importante a livello nazionale per l’idrogeno si potrebbe rilanciare un discorso che la nostra città aveva già intrapreso. Serve un collegamento veloce con il porto di Civitavecchia indispensabile per catalizzare i flussi turistici nel nostro territorio”. 
Piergiorgio Pizzo (UdC): ha sostenuto che la Tuscia per importante e richiamandosi al ruolo dell’Ospedale di Orvieto ha sostenuto che il suo rilancio passa anche attraverso un nuovo rapporto con l’area della Tuscia a cui Orvieto prima di altrio territori della provincia di Terni è direttamente collegato.
Nella replica, Angelo Ranchino ha precisato che “non c’è alcuna volontà di fare attività secessionista né cambiare i confini regionali, né di uscire dalle nostre istituzioni. Forse il limite della vecchia iniziativa della Tuscia è proprio questo. Non vagheggiamo una fusione ma una collaborazione facendo parlare i due territori specie nel voler fare delle infrastrutture. Siamo consapevoli che è una prospettiva di ampio respiro e a lunga scadenza che va però avviata a partire da un tavolo delle Istituzioni. Siamo in ritardo di 17 anni. Dobbiamo pensare a cose concrete come ad esempio il Tribunale, la cui salvezza è quella di entrare sotto il Tribunale di Viterbo attraverso un progetto di accorpamento della sezione distaccata di Montefiascone ad Orvieto con una circoscrizione giudiziaria che va oltre confine che va fuori dell’Umbria. Il Patto con Roma, la Tuscia sono tutti progetti di carattere territoriale che tendono a dare ad Orvieto un respiro maggiore di quello attuale”.
Sindaco, Antonio Concina: “in questo periodo elettorale sono doverosamente chiamato a dare il saluto ai vari candidati - sia alle candidate presidenti che ai candidati consiglierei regionali - dicendo loro che in Umbria, in basso a sinistra, c’è una città che si chiama Orvieto che vorremmo restasse nei loro pensieri una volta eletti. Stiamo lavorando sul Tribunale ed il ministro Matteoli ha appena finito di confermare il finanziamento per l’aeroporto di Viterbo. Nessuna guerra in Umbria, anzi abbiamo avviato contatti con un importante compagnia come Costa crociere perché l’area vasta della Tuscia ed Orvieto diventino una meta per arrivare nella nostra regione”.
L’Assessore al Turismo, Marco Sciarra: “la mozione arriva all’indomani della seconda giornata del Forum sul Turismo in cui abbiamo concluso che Orvieto deve essere al centro di un territorio vasto, protocollo e si colloca sulla scia del Patto con Roma, del Protocollo d’Intesa con Grosseto, e delle azioni sinergiche fra Orvieto-Terni-Perugia per connettersi all’asse Viterbo-Civitavecchia. Sono felice della sollecitazione che arriva alla Giunta e il fatto che il Cons. Germani parli di Orvieto come Porta dell’Umbria, oltre Terni è oltremodo significativo. Ben venga il protocollo d’intesa con Viterbo, Civitavecchia e i comuni dell’Alta Tuscia. Suggerisco inoltre di non trascurare l’area dell’Aretino che è ancora scoperta. In sostanza, l’imperativo è vendere il nostro territorio come la reale risorsa di Orvieto. Dobbiamo riflettere sul fato che i confini amministrativi purtroppo corrispondono con i servizi: basta dire che ci sono problemi quotidiani per un pulmann con Bolsena, specie d’estate. Concludo dicendo che il Protocollo d’intesa è urgente per le seguenti scadenze: nel 2013 saranno 750 del miracolo del Corporale, nel 2014 saranno i 750 anni dall’istituzione della solennità del Corpus Domini e, se ovunque si parlasse di Orvieto, anche questo sarebbe un altro miracolo”.
Carlo Tonelli: “voto a favore con l’invito a considerare l’atto come una doppia opportunità: di un territorio che appartiene all’Umbria e di un territorio di confine con tutti i possibili vantaggi che ne possono derivare. Facciamo attenzione a non fare gli errori del passato. Sulla questione dell’idrogeno, ad esempio, la filosofia di fondo non andava di pari passo con la parte scientifica. Sollecito progetti e atti concreti. Da ultimo, la difesa del Tribunale di Orvieto appartiene a tutta la città e a tutte le forze politiche”.


 

 


 










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