Con il progetto "città degli studi universitari e dell'alta formazione", Orvieto si pone al servizio dell'Umbria e di un'intera area interregionale, con una propria originale offerta nel quadro di un decentramento governato e sostenibile di qualificate attività di formazione e di ricerca e di iniziative didattiche e scientifiche di eccellenza in sinergica cooperazione con le Università e gli enti di ricerca del Centro Italia. In questa prospettiva, la Città è pensata come soggetto e oggetto di ricerca . E' soggetto perché si attiva in questa specifica direzione secondo appropriate strategie di intervento politico-culturale, dotandosi, cioè, di mezzi idonei e proponendosi con ruolo da co-protagonista nella geografia universitaria dell'Italia centrale . Orvieto si trova, infatti, al centro di una rete di Atenei che si estende da Perugia alla Toscana (Firenze / Siena / Arezzo), al Lazio (Roma I, II, III, LUISS / LUMSA, Viterbo "Tuscia" ecc.) alle Marche (Camerino / Macerata / Urbino). Può essere oggetto di ricerca perché presenta diversi elementi di peculiarità che inducono a concepirla come un "laboratorio" ideale: - il sito con le sue caratteristiche storiche, morfologiche, naturali e paesaggistiche;
- l'ubicazione geografica, nel cuore dell'Italia e sulla traiettoria delle principali arterie di comunicazione stradale e ferroviaria;
- la già ricordata collocazione favorevole nella geografia universitaria del Centro Italia che per altro non esclude, anzi apre una possibilità di proiezione verso la più ampia rete nazionale; la collocazione-ponte fra Università vicine è un dato di fatto da assumere e trasformare in opportunità reali. Vale a dire in obiettivi e rapporti formalizzati per il loro conseguimento;
- la disponibilità di servizi e strutture, di per sé un fatto straordinario, diventa una risorsa eccezionale se la si mette in relazione con la felice posizione geografica della città e la sua collocazione baricentrica nella rete universitaria;
- la buona qualità della vita come risultante degli elementi sopracitati e di numerose altre variabili riconducibili al più ampio e ormai diffuso concetto di vivibilità.
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