La rete di cittaslow presenti in Spagna.

COMUNICATO STAMPA n. 474/09 G.M. del 14.07.09 Sul giornale spagnolo “La Vanguardia” un interessante articolo che prende a spunto dall’esperienza di Orvieto per parlare del movimento Cittaslow. Il giornale spagnolo “La Vanguardia” ha pubblicato domenica 12 luglio un interessante articolo di Maria-Paz Lòpez sul movimento delle cittaslow che prende ad esempio le esperienze di Orvieto e di Abbiategrasso. Nel servizio, si ripercorrono i primi dieci anni di vita del movimento che applica all’organizzazione e al governo delle città con popolazione inferiore ai 50 abitanti, la filosofia slow improntata al rispetto e valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche e alla promozione della lentezza nello stile di vita, un modo cioè per interpretare la modernità più avanzata che non si omologa alla vita veloce introdotta da modelli di vita esterni e in larga misura controproducenti. Evidenzia, inoltre, che le Cittaslow sono città normali in cui gli amministratori hanno però una bussola che li aiuta nelle decisioni politiche e amministrative. Un modello di vita più umano che favorisce l’arricchimento delle relazioni e degli scambi, un modello organizzativo ecologicamente corretto e solidale con le generazioni presenti e future, più rispettoso dell’identità locale in un modo sempre più globale ed interconnesso; un modello, insomma, che potrebbe funzionare anche per le grandi città che vogliano riscoprire la propria identità ed evitare l’omologazione. Il reportage ricorda, infine, che il messaggio di Cittaslow – associazione nata dall’intuizione di Paolo Saturnini già sindaco di Greve in Chianti in Toscana che coinvolse altre 4 città fra cui Orvieto e Carlo Petrini di Slow Food - è stato abbracciato finora da 120 città in 16 Paesi. La rete cittaslow è presente anche in Spagna con le città di Begur, Pals e Parafrugell, Lekeito, Rubielos del Mora, Mungia e Bigastro. Per essere ammessi bisogna soddisfare 52 requisiti divisi in 6 aree.
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