Questa mattina, hanno trasferito nella nuova sede all'ex Convento di San Francesco, i primi 800 volumi dell'imponente patrimonio librario della Biblioteca "Luigi Fumi".
COMUNICATO STAMPA n. 358/08 G.M. del 27.05.08 START di 250 studenti delle Scuole Superiori di Orvieto al trasferimento del patrimonio librario della Biblioteca Comunale “Luigi Fumi”.
· dagli scaffali all’interno della vecchia sede di piazza Ippolito Scalza, una catena umana di ragazzi/e in jeans e maglietta con su scritto “TRASFERISCO CULTURA”, ha portato “di mano in mano” i primi 800 volumi fin dentro l’ex Convento di San Francesco, in Piazza Febei, sede della NUOVA BIBLIOTECA PUBBLICA - luogo di cultura e di incontro – che aprirà i battenti agli inizi dell’autunno.
· Una iniziativa ludico-educativa, fisica e simbolica tesa a responsabilizzare i giovani individualmente, per testimoniare il legame di ogni generazione con la cultura e il ruolo insostituibile dei libri nel mantenere viva la storia e il sapere.
Due ore - dalle 10 alle 12 di oggi - sono servite a portare dentro la NUOVA BIBLIOTECA PUBBLICA “Luigi Fumi” nell’ex Convento di San Francesco, i primi 800 volumi dell’imponente patrimonio librario della Biblioteca Comunale di Orvieto.
A dare lo START all’operazione di trasferimento dei libri (che sono molti di più perché il patrimonio della Biblioteca, la seconda dell’Umbria dopo la Biblioteca “Augusta” di Perugia, conta oltre 100.000 volumi, di cui 30.000 riferiti al fondo antico di pregio oltre alla recente donazione Giuseppe Gadda Conti con 4000 libri sulla cultura anglossassone) ci hanno pensato 250 ragazzi/e delle Scuole Superiori di Orvieto, insieme ad insegnanti e dirigenti scolastici, tutti rigorosamente in jeans e maglietta con su scritto “TRASFERISCO CULTURA”.
“Di mano in mano” attraverso una catena umana che dall’attuale sede al pian terreno del Liceo Ginnasio a Palazzo Clementini in piazza Ippolito Scalza ha percorso il tragitto fino a Piazza Febei, gli studenti si sono passati i libri che la Direttrice della Biblioteca Comunale, Maria Luisa Salvadori insieme al personale del servizio bibliotecario avevano selezionato per essere i primi ad uscire.
E i primi libri a lasciare la vecchia biblioteca scelti oculatamente per i giovani, sono stati i libri degli autori conosciuti più amati dai ragazzi, quelli che spaziano in una ampia varietà di ambiti e problemi di oggi, che parlano della contemporaneità, che sono vicini al tempo e al mondo culturale delle giovani generazioni. Al termine della catena umana, i libri sono stati accolti dal personale della Biblioteca che, in tempo reale, ha provveduto a sistemarli nella sala d’ingresso della Nuova Biblioteca Pubblica al San Francesco (2.100 mq. contro l’attuale esigua superficie di 380 mq. della vecchia biblioteca).
Nelle prossime settimane il trasferimento vero e proprio proseguirà con le ditte specializzate in vista dell’apertura della Nuova Biblioteca Comunale - luogo di cultura e di incontro – che avverrà agli inizi dell’autunno.
Per i ragazzi/e alla fine della fatica un meritato ristoro nell’accogliente e fresco Chiostro di San Francesco e una foto di gruppo sul sagrato dell’omonima Chiesa. Per ricordare di aver partecipato ad una iniziativa ludico-educativa, fisica e simbolica finalizzata a responsabilizzare i giovani individualmente, per testimoniare il legame di ogni generazione con la cultura e il ruolo insostituibile dei libri nel mantenere viva la storia e il sapere. Per ricordare una giornata particolare dove gli aspetti giocosi si sono intrecciati con la riflessione e le emozioni (non solo quelle dei ragazzi ma anche dei tanti adulti che da studenti hanno frequentato la Biblioteca Comunale).
Accanto al Sindaco, Stefano Mocio che ha parlato di “una giornata importante per Orvieto” e della “cultura come fonte della libertà del pensiero” e all’Assessore alla Cultura, Giuseppe Maria Della Fina che si è soffermato sul “senso profondo dello slogan ‘Trasferisco Cultura’ che più che l’inizio del trasloco di una biblioteca, sottende l’importanza di un luogo dove si conservano e valorizzano libri, nella consapevolezza che attraverso i libri avviene il trasferimento dei valori culturali da cui si formano i cittadini del futuro, consapevoli dei loro diritti e doveri”, ha voluto partecipare all’iniziativa anche il Sig. Claudio Papini, papà di Alessio il 19enne orvietano, prematuramente scomparso in un incidente stradale poco dopo la mezzanotte del 21 maggio scorso (anch’egli avrebbe dovuto partecipare, l’indomani, alla festa dei libri per il trasferimento della Biblioteca, poi rinviata). Nonostante il grande dolore il padre di Alessio ha ricordato di essere stato allievo del Liceo Classico ed ha voluto essere vicino agli studenti in questa giornata invitandoli “ad essere se stessi, ad essere cittadini consapevoli, perché la consapevolezza di sé nasce soprattutto dalla lettura, che aiuta a non lasciarsi omologare, che è il rischio maggiore delle nuove generazioni”. Alla festa dei libri ha partecipato anche la Responsabile del Servizio Beni Culturali della Regione Umbria, Paola Gonnellini.
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Il restauro dell’ex Convento di San Francesco ha richiesto dieci anni di lavori ed investimenti per 7 milioni di Euro provenienti dalla legge Speciale per Orvieto e da finanziamenti regionali e comunali. Un intervento imponente e accurato su un complesso architettonico di pregio, destinato ad assolvere ad una funzione significativa come è quella di una biblio-mediateca dotata di servizi all’avanguardia, tra le più importanti del Centro Italia con una considerevole disponibilità di spazi per la custodia, la consultazione e il deposito.
L’apertura al pubblico della Nuova Biblioteca relativamente al piano terra e al primo piano avverrà agli inizi del prossimo autunno (nei primi giorni di settembre l’Amministrazione Comunale fisserà la data precisa).
Si chiude così la fase architettonico-strutturale e si apre quella importantissima e delicatissima del trasferimento e della funzionalizzazione della nuova struttura in cui si dovranno completare altre parti in particolare, nella zona dello spazio ragazzi e nell’ingresso (area chiostro). I finanziamenti già ci sono: si tratta dello stanziamento del Ministero dei Beni Culturali di 300.000 Euro che consente di completare la parte mancante degli interventi interni ed adeguare gli spazi ricavati alla funzione bibliotecaria (realizzazione degli spazi da destinare a deposito, necessari per poter dare piena funzionalità alla struttura), altri 200.000 Euro destinati alle opere di finitura nelle zone consolidate della Nuova Biblioteca (per completare la parte mancante degli interventi interni ed adeguare gli spazi ricavati alla funzione bibliotecaria e per la sistemazione superficiale dell’area a giardino, con spazi a verde ed attrezzature) ed, infine, 160.000 Euro per la realizzazione dell’Emeroteca nella zona d’ingresso posta al piano terra dove il chiostro verrà chiuso con infissi.
La Nuova Biblioteca sarà un servizio aggiornato, tecnologicamente avanzato, aperto e soprattutto luogo di incontro. Con la Biblioteca Comunale in piazza Febei, infatti, l’area della città posta sulla rupe si caratterizzerà definitivamente come luogo della cultura in considerazione della presenza della biblioteca ma anche di palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio che è anche centro espositivo e presto Auditorium.
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La Biblioteca Comunale Luigi Fumi fu inaugurata il 21 ottobre 1931, con sede al piano terra di Palazzo Clementini, dove c’è il Liceo Ginnasio. Da allora nel mondo sono cambiate tante cose e con il mondo si è radicalmente trasformata l’informazione. E’ compito delle biblioteche cioè: facilitare l’accesso alle fonti, orientare i cittadini nel “mare magnum” della globalità, fornire strumenti e professionalità un tempo impensabili.
E così, la NUOVA Biblioteca nel Complesso del San Francesco, non sarà solo e necessariamente più grande di quella esistente, sarà soprattutto diversa: altra tipologia, altra mission, altro modello funzionale, struttura architettonica e modalità di gestione diverse. Luogo dove il bibliotecario si fa intermediario dell’informazione, capace di dialogare con fonti cartacee, in digitale, in rete. Ma altre figure, e comunque altre conoscenze e competenze, faranno ingresso in biblioteca: statistica, informatica, ingegneria di sistema, lingue straniere, tecnica della comunicazione, marketing…Di questo processo di cambiamento, i cittadini ne sono destinatari e protagonisti.
La Nuova Biblioteca Pubblica avrà servizi a rilevanza interna e servizi a rilevanza esterna come pure aree di interesse formativo. La denominazione di NUOVA BIBLIOTECA PUBBLICA ha un significato preciso. NUOVA sta per un’altra identità, nel bene posseduto e nella sua funzione, nella proprietà che è di tutti e per tutti. E’ nuova perché è un servizio interattivo con l’ambiente e con l’utenza. L’intitolazione a Luigi Fumi, invece, è per conservare la memoria di fatti decisivi nella storia della biblioteca di Orvieto e rilanciare la sua grande intuizione di modernità nel futuro, è insomma un voler assicurare la continuità con il passato.
L’organizzazione della nuova Biblioteca nella sede del complesso di San Francesco sarà tripartita, nel senso che i tre livelli logico-funzionali saranno volutamente ubicati nei tre livelli strutturali della costruzione: al primo piano (cioè il piano terra) dove l’antico chiostro al centro del complesso monumentale sarà chiuso da vetrate, è concepito il livello di ingresso, accoglienza, orientamento ed informazione, l’emeroteca, i locali adibiti a deposito, le postazioni informatiche di consultazione dell’archivio e di catalogazione ed accesso ad altre biblioteche in rete, una sala conferenze, percorsi di accesso e sbarramenti e la sezione ragazzi che nel progetto generale è stata particolarmente curata. Al secondo piano vanno gli spazi di lettura e consultazione di base, una sala studio-consultazione e tutto il settore multimediale: CD, ascolto musica, consultazione off line e on line, sala proiezioni; al terzo piano le raccolte e i servizi specialistici, i fondi di pregio e la sala studio e conservazione, nonché una sezione dedicata all’editoria locale.
Ad oggi, il fondo antico della Biblioteca Comunale è di 30.152 opere, è un po’ la ‘scatola nera’ della città, la memoria del passato destinata a tornare attuale nel presente e nel futuro. Il fondo moderno destinato alla sola lettura e organizzato a scaffale aperto per aree disciplinari, secondo la previsione del consulente per gli aspetti bibliotecari il professor Giovanni Solimine, una volta a regime dovrà disporre di altri 30 mila volumi, di cui più della metà da acquistare e molti altri da recuperare e restaurare dopo la revisione e lo scarto; ogni anno, inoltre, dovrà essere rivista la raccolta con l’inserimento di 3.000 nuovi volumi.
Quanto al rapporto con la lettura i dati del 2006, indicarono un rapporto di 0,52% ad Orvieto contro lo 0,32% a livello nazionale, con una quota di prestiti per utente pari al 6,96 contro il 5,82 del resto del Paese, l’indice di impatto ovvero la percentuale di frequentatori abituali della biblioteca oggi è del 7,48% ma l’obiettivo è di raggiungere almeno il 25% della popolazione entro cinque anni.
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La Nuova Biblioteca Pubblica Luigi Fumi, per molti aspetti, era già stata prefigurata dallo stesso Luigi Fumi. Era il 23 agosto 1921, quando l’intellettuale orvietano comunicò al Comune l’intenzione di donare il materiale bibliografico di sua proprietà con la “provocazione” di procedere al necessario recupero del materiale bibliografico sparso, ordinarlo e sommarlo al suo, dando vita ad una gestione pubblica del servizio di biblioteca che fosse pubblica sul serio, cioè di tutti. Questo fatto, di per sé, produsse una assunzione di responsabilità, la stessa che oggi torna prepotentemente attuale e che coinvolge la comunità orvietana nella sua totalità.
Il progetto della Nuova Biblioteca Pubblica Luigi Fumi degli anni Duemila, quindi, è fortemente attraversato della concezione innovatrice di Luigi Fumi per la promozione pubblica della cultura.