Il tema di quest'anno è: "il Dramma Africano, i diritti calpestati delle donne e dei bambini".
Sabato 31 maggio a partire dalle ore 9,30 al Palazzo del Popolo / Sala dei Quattrocento.
COMUNICATO STAMPA n. 355/08 G.M. del 26.05.08 E’ Souhayr Benhassen, tunisina, prima presidente donna della Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo, la vincitrice della 8^ edizione del Premio Internazionale Diritti Umani “Città di Orvieto”.
· Il tema di quest’anno: “Il Dramma Africano, i diritti calpestati delle donne e dei bambini”.
· Il programma.
Nel 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (fu firmata a Parigi il 10.12.1948), la Città di Orvieto vuole centrare l’attenzione sulla difesa dei diritti dei più deboli, le donne e i bambini, nel continente forse più infelice, l’Africa.
Souhayr Belhassen ne è portavoce eloquente. Sarà ad Orvieto sabato 31 maggio, a ricevere il Premio “Città di Orvieto”.
La cerimonia del Premio, nato dalla felice intuizione di portare il tema dei diritti umani alla consapevolezza delle giovani generazioni, vedrà oltre alla “Lectio magistralis” di Souhayr Belhassen, la presentazione dei percorsi didattici sul tema che gli allievi di tutte le scuole superiori di Orvieto hanno elaborato nei mesi scorsi.
Souhayr Belhassen, tunisina, 63 anni, è dall’aprile scorso la prima presidente donna della Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo (FIDH).
“La mia nomina - ha detto - è la prova tangibile del fatto che una nuova percezione di donne nella vita pubblica sta diventando realtà”.
Grande firma del giornalismo tunisino, militante dei diritti dell’uomo nel suo Paese da decenni e vice-presidente della Lega tunisina per la difesa dei Diritti Umani (la più antica associazione per i diritti umani nel mondo arabo e in Africa), Souhayr Belhassen ha conosciuto non solo l’ostracismo ma anche l’esilio (1993-1998) a causa delle sue prese di posizione. E’ tutt’oggi oggetto di sorveglianza speciale.
Sostenitrice da sempre della causa delle donne (dirompente per esempio la sua campagna a favore delle donne algerine), così definisce il suo ruolo: “E’ un segnale forte a tutto il mondo arabo che alla presidenza della FIDH sia stata eletta una donna, espressione di quel mondo arabo-musulmano in cui la cultura e le tradizioni da sempre imbavagliano le donne e ostacolano la loro emancipazione. In questa parte del mondo, di 300 milioni di abitanti, i difensori per i diritti umani sono costretti ad un lavoro di Sisifo, nel cercare di introdurre i diritti elementari dell’essere umano, prima di tutto, il diritto alla vita stessa”.
E’ dunque all’insegna dei diritti umani nel continente africano e dei diritti delle donne che Orvieto si appresta - prima città in Italia - a ricordare il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
· Il programma della giornata dedicata al Premio Internazionale per i Diritti Umani “Città di Orvieto”:
ore 9,30 – Apertura dei lavori con gli interventi di:
Giovanni Conso - Presidente Giuria del Premio - Presidente Accademia nazionale dei Lincei
Stefano Mocio, Sindaco di Orvieto - Saluti della Città di Orvieto
Assessore Pirkko Peltonen, Assessore ai Grandi eventi del Comune di Orvieto - Il perché del Premio
Intervallo musicale
Mario Lana, Presidente Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani - Profilo della Vincitrice
Clelia Piperno, Membro Fondatore Giuria del Premio - Motivazioni del Premio
Souhayr Belhassen, Presidente Fédération Internationale des Droits de l’Homme - Vincitrice del Premio - Lectio Magistralis
Seguirà la presentazione degli approfondimenti realizzati dagli studenti delle Scuole Superiori di Orvieto (Liceo d’Arte, Liceo Scientifico “Ettore Majorana”, Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “L. Maitani”, Liceo Ginnasio Statale “F.A. Gualterio”) nell’ambito dei percorsi didattici sul tema de “Il Dramma Africano, i diritti calpestati delle donne e dei bambini”.
· Le precedenti edizioni del Premio Internazionale Diritti Umani“Città di Orvieto”:
2007: Umberto Eco. “La coscienza della Conoscenza - Il Diritto Universale all’Istruzione”.
2006: Madri argentine di Plaza de Mayo. “La verità delle Madri, da Maria alle Madri Coraggio, in nome della verità”.
2005: Vescovo di Terni, Mons. Vincenzo Paglia, prof. Elio Toaff, Rabbino capo emerito, lo scrittore Tahar Ben Jelloun “Per la ricerca del dialogo tra le religioni monoteiste”.
2004: Mohammad Yunus, ideatore del “microcredito” a sostegno dello sviluppo delle attività imprenditoriali nei paesi poveri, docente negli USA e Direttore Generale della Grameen Bank in Bangladesh.
2003: Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, per il suo impegno nel riconoscimento dei diritti degli extracomunitari.
2002: Alberto Cairo, Responsabile Centri ortopedici del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan.
2001: Marie Thérèse Keita Bocum, docente di Storia Contemporanea all’Università di Abidjan in Costa d’Avorio, per attività svolta come rappresentante dell’ONU in Burundi.