COMUNICATO STAMPA n. 345/08 C.C. del 24.05.08 Interrogazione sugli interventi edilizi in prossimità della zona archeologica di Cannicella.
Nella seduta di ieri il Consiglio Comunale ha trattata la questione relativa ad interventi edilizi in prossimità della zona archeologica di Cannicella sollevata da una interrogazione del gruppo consiliare “Altra Città” ed illustrata dal Cons. Maurizio Conticelli il quale ha affermato che “il versante meridionale della Rupe di Orvieto, ove insistono tra l’altro i ritrovamenti archeologici di Cannicella, è interessato dai seguenti interventi edilizi: permesso di costruire n. 120/2007 inerente la ristrutturazione edilizia del fabbricato in strada Fontana del Leone 10; permesso di costruire 152/2007 inerente la ristrutturazione del fabbricato in loc. San Martino; concessione edilizia n. 474/2001 inerente l’apertura di una nuova strada con passo carrabile sulla S.P. dell’Arcone. In merito a ciò, chiediamo di conoscere i motivi per cui è stata prescritta la sorveglianza archeologica solo in un caso – permesso di costruire n. 152/2007 – mentre negli altri casi si è operato senza la preventiva comunicazione alla Soprintendenza Archeologica. Chiediamo inoltre di conoscere i presupposti normativi per il rilascio della concessione edilizia relativa all’apertura di una nuova strada in zone ove ciò risulterebbe vietato, ed infine chiediamo di conoscere eventuali ulteriori iniziative dell’Amministrazione Comunale per garantire una maggiore efficacia nella tutela e salvaguardia dei beni archeologici (sorveglianza archeologica, carta archeologica, ecc.)”.
L’Assessore all’Urbanistica, Nazareno Desideri ha risposto rassicurando l’interrogante che gli interventi posti all’attenzione sono interventi di ristrutturazione.
“Il permesso a costruire n. 120/2007 inerente la ristrutturazione edilizia del fabbricato in strada Fontana del Leone 10 – ha detto – rispecchia le norme nazionali e regionali: L. 1/2004 e L.R. 11/2005 che consentono ‘interventi sul territorio con demolizione totale di un edificio e ricostruzione dello stesso con le medesime caratteristiche e dimensioni’, l’intervento ripropone, infatti, la situazione preesistente sia per le dimensioni, per le altezze e le opere di finitura con l’esecuzione di piccolissimi movimenti di terra. Già nel 1998 venne autorizzato un intervento di bonifica esterna relativo alla raccolta acque per evitare imbibimenti e il successivo crollo del fabbricato fortemente lesionato oltre che per puntellature varie alla parte strutturale a seguito di crolli interni. Ovvero, per ristrutturazione si intende il ripristino dell’esistente eliminando problemi statici a seguito di crolli senza movimenti di terra, pertanto non era necessario l’invio della comunicazione di inizio lavori alla Soprintendenza Archeologica; inoltre, alla data del rilascio era già istituito il parco territoriale della Rupe e non prevedeva le comunicazioni di rito, successivamente con la variante 2004 di adeguamento al PTCP, è stato definito il concetto di parco ed è stata inserita la prescrizione di comunicare (per i soli scavi) l’inizio dei lavori alla Soprintendenza. Ciò vale per tutte le concessioni”.
“Il permesso di costruire 152/2007 inerente la ristrutturazione del fabbricato in loc. San Martino – ha proseguito l’Assessore – ha ottenuto il parere ambientale il 14 marzo 2007, il parere della Soprintendenza ai Beni Culturali in data 8 maggio 1007. Non sussistono motivi di annullamento dell’atto autorizzativo in quanto l’intervento rientra tra quelli soggetti alla legge 1/2005, ovvero interventi di ristrutturazione edilizia. Al momento del rilascio del permesso, l’Ufficio ha prescritto che l’inizio dei lavori fosse comunicato alla competente Soprintendenza Archeologica, cosa che è regolarmente avvenuta con nota del 9 ottobre 2007. L’intervento prevede l’eliminazione delle parti pericolanti e relativa esatta ricostruzione senza aumento dei volumi esistenti come previsto, peraltro, nel progetto approvato. Detta ricostruzione viene riproposta sull’impianto originario sia sotto il profilo planimetrico che altimetrico; vengono eseguite sistemazioni esterne che non stravolgono o comportano modifiche alla sagoma originaria”.
“Rispetto alla concessione edilizia n. 474/2001 inerente la realizzazione della strada per l’acceso a fondi interclusi – ha concluso – si tratta di una concessione rilasciata ed autorizzata dalla Provincia di Terni su un vecchio tracciato che non permetteva un percorso veicolare. Non veniva richiesta la comunicazione di inizio lavori alla Soprintendenza Archeologica in quanto il PRG/S vigente al momento del rilascio della concessione edilizia non prevedeva tale informativa, successivamente inserita nella variante al PRG/S del 2004 che adeguava il piano alle prescrizioni del PTCP”.
Il Cons. Maurizio Conticelli si è dichiarato “ Non soddisfatto. L’Assessore ha colto l’occasione per rispondere ai cittadini che nei giorni scorsi hanno sollevato delle richieste. La mia interrogazione chiedeva altro, del resto io conosco i due edifici in cui è stata fatta azione di recupero. Non accetto invece il distinguo sul fatto che in un caso è stata prescritta la sorveglianza archeologica essendoci movimenti di terra, in quanto ritengo che andavano fatti anche nell’altro caso. La strada invece era già esistente. Per il futuro segnalo l’opportunità della Carta Archeologica come una attività che qualificherebbe l’Amministrazione Comunale, peraltro auspicata da molti anni”.