L'esperienza orvietana continua a fare scuola.
COMUNICATO STAMPA n. 341/08 G.M. del 23.05.08Circa 20 tecnici giapponesi, rumeni, dell’Università di Padova e del CNR, visitano Orvieto per conoscere l’esperienza dell’Osservatorio Rupe.
Dopo lo svolgimento, nei giorni scorsi, del Workshop Internazionale su Conservazione e Sviluppo Sostenibile delle Città del Tufo e di Civita di Bagnoregio: Pitigliano, Civita di Bagnoregio e Orvieto, in cui i progetti di consolidamento realizzati ad Orvieto sono stati portati come esempio di best practice per un modello di azione da attuare nel corto, medio e lungo termine, nella direzione del consolidamento, conservazione e sviluppo socio-economico di un territorio, l’esperienza orvietana per la tutela della Rupe continua a fare scuola.
Questa mattina, nell’ambito delle attività e dei rapporti con istituti internazionali portati avanti dalla Regione Umbria / Ufficio dissesti idrogeologici / Direzione Ambiente e Territorio, circa 20 tecnici giapponesi, rumeni, dell’Università di Padova e del CNR accompagnati dal Prof. Endro Martini e dall’Ing. Filippo M. Soccodato, hanno visitato la nostra città (la rupe di Orvieto e quella di Rocca Ripesena) per conoscere l’esperienza dell’Osservatorio Rupe e verificare lo stato del monitoraggio del masso tufaceo. Infatti, così come attualmente funziona, l’Osservatorio Rupe costituisce in Italia l’unico esempio esistente di controllo costante di una grande opera sottoposta a lavori di consolidamento.
L’Osservatorio Rupe per la manutenzione e il monitoraggio dei lavori eseguiti si avvale, come è noto, di due strutture: la strumentazione tecnico-scientifica composta da 140 strumenti e la struttura operativa che effettua varie attività di manutenzione (taglio della vegetazione, risigillatura di lesioni, ecc.). Nel tempo, esso ha avviato una pluralità di azioni volte a ricostruire lo stato di consistenza e di conservazione. Il Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe è un sistema unico che raccoglie tutti i dati e le informazioni disponibili connesse agli interventi di consolidamento della rupe e delle pendici di Orvieto, fornendo al Consiglio Scientifico gli strumenti di analisi per la pianificazione, il controllo e gestione delle attività di manutenzione e conduzione del monitoraggio strumentale. Relativamente al Consolidamento della Rupe, che ha riguardato più tipologie di lavoro (ricostruzione della rete idrica e fognante, sistemazione delle pendici, consolidamento del masso, restauro delle murature, censimento e consolidamento delle cavità presenti, realizzazione del sistema di monitoraggio e vigilanza) è stato approntato un sistema di monitoraggio e controllo in grado di acquisire informazioni circa l’andamento delle deformazioni della Rupe, le variazioni della falda idrica e i movimenti delle pendici. Tutti i dati dell’Osservatorio sono oggi informatizzati in un database inserito in un Sistema Informativo Territoriale appositamente studiato che contiene anche l’archivio storico della Rupe (progetti e opere di consolidamento) dal 1978 ad oggi, ovvero 20.000 foto e circa 200 di filmati.
Oltre al progetto globale della Rupe, fanno parte del sistema tutto i sottosistemi che negli anni sono stati sviluppati (mobilità, ecc.) e che costituiscono il know how dell’Osservatorio Rupe. Oggi, il Sistema Informativo dell’Osservatorio Rupe è, dunque, uno strumento centrale di supporto dell’operatività e di coordinamento tra i vari soggetti attori della gestione e manutenzione del territorio riguardante la Rupe di Orvieto, raccoglie dati e ne gestisce i flussi documentati in una forma omogenea sul territorio, fruibile da tutti.
Ogni sei mesi vengono effettuate le analisi dei tecnici dell’Osservatorio Rupe/Colle di Todi (alla fine di giugno uscirà il prossimo resoconto semestrale sullo stato di conservazione).
Le prospettive dell’esperienza di Orvieto
“Nei finanziamenti relativi alle ultime fasi di consolidamento della Rupe di Orvieto – dice il Dirigente del Settore Tecnico e Manutentivo del Comune, Ing. Mario Angelo Mazzi - erano ricompresi gli importi per la manutenzione e il monitoraggio dei luoghi e delle opere oggetto degli interventi. Poiché le zone al piede della Rupe e le sue cavità interne erano interessate da preesistenze archeologiche rilevanti, tutta l’area è stata definita ‘Parco Archeologico’ per cui la conservazione dei luoghi aveva la duplice valenza tecnico, pratica e storica. L’istituzione dell’Osservatorio Rupe / Centro di Monitoraggio e conservazione nasce quindi con le finalità di: rilevare ed osservare i dati del sistema di monitoraggio e di gestire la manutenzione sia delle opere per il consolidamento e la stabilizzazione dei luoghi pregevoli per la valenza storica e paesaggistica. Le operazioni manutentive sono passate attraverso varie fasi generate dalla necessità di ottimizzare il risultato: inizialmente è dedicato del personale fisso in numero e potenzialità adeguato a completare l’intero percorso nell’arco di un anno; successivamente, considerata la specificità di alcuni interventi e la diversità di incidenza dai fattori climatici, si è proceduto ad affidare appalti limitati nel tempo previa precisazione di mansioni ben definite. Allo stato attuale si sta sperimentando l’impiego di attrezzature tecnologicamente avanzate (robot) per l’espletamento delle operazioni rese difficoltose dalla natura dei luoghi”.
Quanto agli aspetti connessi ai costi di gestione e di riconversione, validi per tutte le tipologie ed esperienze di risanamenti effettuati, Mazzi conclude che: “la ricerca accurata delle migliori metodologie di manutenzione è dettata non tanto dalla necessità di vigilare sui circa 5 km di Rupe consolidata, quanto dal fatto che nei 250 km2 di territorio comunale esistono situazioni analoghe la cui osservazione è indispensabile per la conservazione di un patrimonio culturale e naturale di grande valore. Inoltre, quanto è stato realizzato per la presenza delle tecnologie applicate e per gli effetti prodotti, è divenuto un laboratorio naturale per diverse discipline. In questo contesto, dunque, la ricerca di metodi manutentivi innovativi, rappresenta l’attività di sperimentazione del Laboratorio”.