Il Sindaco incassa il giudizio positivo ma avverte che "c'è ancora molto da fare".
Intanto Orvieto prepara l'Assemblea Internazionale dell'Associazione Cittaslow che si svolgerà il 28 giugno al Palazzo dei Congressi.
COMUNICATO STAMPA n. 309/08 G.M. del 12.05.08 Il settimanale tedesco “Die Zeit” promuove Orvieto che definisce “Una città in cui tutto funziona!”.
· Intanto, si prepara l’Assemblea Internazionale dell’Associazione Cittaslow che si svolgerà proprio ad Orvieto il 28 giugno p.v.
Un articolo di queste settimane del settimanale tedesco “Die Zeit / Rubrica Viaggi” promuove Orvieto che definisce “Una città in cui tutto funziona!”.
L’articolo di Birgit Schonau in cui si evidenzia che “...Orvieto ha scelto un governo stabile, strade pulite, arte culinaria e jazz” si apre con la descrizione da parte della giornalista, della scena di un gruppo di ragazzi che all’ombra dei lecci all’ingresso della Scuola Media – pubblica – ‘Luca Signorelli’, spontaneamente tra la fine delle lezioni e il pranzo si mettono a suonare la Marcia nuziale di Mendelssohn Bartholdy, provocandole una impressione entusiasmante e decisamente favorevole.
“Una cosa simile – scrive infatti – accade a Orvieto, un mondo intatto in Italia. Orvieto si trova in Umbria, a un’ora di treno da Roma e Firenze, due ore e mezza lontana da Napoli. In mezzo all’Italia, dunque, ma estranea a fenomeni che si conoscono dell’Italia: crimini mafiosi e montagne di rifiuti, diossina nella mozzarella di bufala, pedoni che vengono investiti sulle strisce pedonali, tifosi di calcio che si scontrano con la polizia, senza dimenticare i risultati catastrofici della ricerca sull’istruzione fatta dall’OCSE col test P.I.S.A. Orvieto non ha niente di simile da offrire, neanche un po’ di caos. Per quanto si passeggi non si trovano rifiuti sulle strade, né patiti in Vespa che rischiano di mettere sotto i passanti...il cielo è sgombro di panni stesi fra le case e dalle finestre aperte non si sente alcun baccano di televisori...persino i manifesti elettorali non possono turbare l’impressione generale di una tranquilla normalità. Non è un caso che sempre più tedeschi, svizzeri e americani vengano a stabilirsi a Orvieto. Vengono a cercare lavoro anche ucraini e rumeni”.
“...il Duomo – prosegue l’articolo - una delle più grandi e belle chiese d’Italia, può sembrare forse troppo grande per una cittadina di circa 20.000 abitanti ...Orvieto potrebbe essere un grande villaggio in sé raccolto, ma invece è un villaggio mondiale che difende orgogliosamente la sua identità: non si danno licenze di commercio né ai locali fast food, né ai negozi trappole per turisti. Il lato positivo della globalizzazione è invece ben accettato. Umbria Jazz Festival ad esempio, accoglie musicisti di grido da tutto il mondo, il Premio Orvieto per i Diritti Umani nel 2004 è andato all’economista Muhammad Yunus, che due anni dopo ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace...Orvieto è da sempre un posto speciale, con una città sotterranea sotto la città: un labirinto di pozzi e laboratori ... Che la città sotterranea si presenti ordinata come la Orvieto abitata non sorprende più nessuno”.
“Individualisti e non conformisti non vengono cacciati via da Orvieto”, scrive ancora ‘Die Zeit’ che loda la trattoria ‘L’Asino d’oro’ che prima di tutto è il titolo di un’opera di Lucius Apuleius del 170 d.C. e il suo proprietario Lucio “un fantastico affabulatore che mentre serve pesce del Lago di Bolsena, ragù di cinghiale in salsa di cioccolato e poi un budino di zabaione e salvia, racconta la sua scoperta della cucina umbra...”.
“Orvieto è una città modello? Troppo bella per essere vera?” si chiede la redattrice di ‘Die Zeit’ che il Sindaco, Stefano Mocio però ha rassicurato: “Orvieto non è un idillio! C’è ancora molto da fare”.
Intanto, ad Orvieto si prepara l’Assemblea Internazionale dell’Associazione Cittaslow che si svolgerà al Palazzo dei Congressi il 28 giugno p.v. a cui interverranno delegazioni italiane ed estere dell’Associazione che mette al centro della propria azione un nuovo concetto del vivere, del produrre, del consumare attraverso la valorizzare di esperienze, valori, sapienze, arte e scienza ancora presenti nei piccoli centri, nelle ex terre marginali, nelle province e periferie del mondo.
In quell’occasione verrà anche ratificato lo Statuto già approvato a Castel San Pietro lo scorso mese di marzo e saranno nominati i nuovi vertici internazionali di Cittaslow.