Il programma integrale della manifestazione che si aprirà Sabato 10 maggio.
COMUNICATO STAMPA n. 301/08 G.M. del 09.05.08Al via la III edizione del Festival Internazionale di Arte e Fede
· Il programma della manifestazione che si apre Sabato 10 Maggio con l’inaugurazione della mostra “Il Tempo di Dio, quotidiano dell’uomo”.
Con l’inaugurazione della mostra “Il Tempo di Dio, quotidiano dell’uomo” in programma domani 10 Maggio 2008 alle ore 18,00 presso il centro espositivo del Palazzo dei Sette, si aprirà la terza edizione del Festival Internazionale d’Arte e Fede di Orvieto.
Il Festival, ideato e organizzato dallo Studio d’Arte-Fede e Storia dell’Università di Gordon College (Usa) e dall’Associazione “Iubilarte” - in collaborazione con il Comune di Orvieto, la Diocesi di Orvieto Todi, l’Opera del Duomo di Orvieto e patrocinato dalla Provincia di Terni, dalla Regione dell’Umbria e dall’Ambasciata Americana alla Santa Sede - nasce dalla presa di coscienza della vocazione straordinaria della città di Orvieto e della regione Umbria per l’arte e per la fede.
La manifestazione vanta un ricco calendario di eventi tra i quali: domenica 18, alle 21.30 al Duomo di Orvieto il concerto di Angelo Branduardi; giovedì 22, alle 21.30, sempre al Duomo il “Gran Concerto per Corpus Domini” del Gordon College Wind Ensemble; venerdì 23, alle 18.30, presso la Chiesa di S. Giovenale: “E uscì a seminare - Gesù e le sue parabole”, spettacolo itinerante di marionette e narratore per adulti e bambini, oltre agli eventi sacri legati alle celebrazioni per il Corpus Domini.
“L’obiettivo - secondo gli organizzatori del Festival - è quello di caratterizzare fortemente la settimana che precede la Festività del Corpus Domini, a partire dalla Domenica di Pentecoste (Festa della Palombella), con la compresenza di mostre, rassegne d’arte, spettacoli, concerti, convegni e conferenze, attività incentrate sui temi dell’arte e della fede e sul rapporto tra di esse. Siamo convinti che l’arte, il teatro e la musica, il dibattito culturale e la ricerca teologica e antropologica, intorno ai temi dell’arte e della fede, possano creare un clima di rinnovato interesse nei cittadini e un’atmosfera di festa. Un’esperienza unica per recuperare la dimensione unitaria della vita religiosa, culturale e sociale, a partire proprio dalla Festività del Corpus Domini ed un modo per attirare, ciclicamente sulla rupe e nella nostra regione, un turismo internazionale interessato e qualificato”.
La mostra che aprirà il Festival è composta da 80 opere realizzate dalla Scuola di Seriate, fraternità di iconografi che si è formata sotto la guida di maestri di livello internazionale e che opera da ormai quasi trent’anni. “L’esposizione – concludono gli organizzatori - propone un percorso che costituisce, al tempo stesso, sia una traccia alla meditazione sugli eventi della vita di Gesù, sia un itinerario storico attraverso forme e tipologie assunte dall’icona in diverse aree geografiche e contesti culturali”.
PROGRAMMA 2008:
Mostra
“Il Tempo di Dio, quotidiano dell’uomo” 10-25 maggio 2008, Centro Espositivo del Palazzo dei Sette, Orvieto - Mostra di icone dipinte a mano dall’Associazione “La Scuola di Seriate”
80 opere realizzate dalla Scuola di Seriate, fraternità di iconografi che si è formata sotto la guida di maestri di livello internazionale e opera da ormai quasi trent’anni.
La mostra propone un percorso che costituisce nel contempo una traccia alla meditazione sugli eventi della vita di Gesù che hanno segnato e reso visibile il progetto di Dio per la redenzione dell’uomo, e un itinerario storico attraverso forme e tipologie assunte dall’icona in diverse aree geografiche e contesti culturali.
Oriente e Occidente si compenetrano come due sponde uniche nella loro irripetibilità, ma complementari, dell’unico alveo in cui scorre nei secoli la tradizione cristiana. Pertanto non stupisce che in mostra si affianchino opere che si ispirano all’icona bizantina, ma anche ai crocifissi e alle tavole lignee italiane. Sebbene in Occidente, e in particolare in Italia, non si sviluppasse nel II millennio una concezione dell’icona paragonabile a quella della Chiesa d’Oriente, è indubbio che l’arte cristiana della Chiesa indivisa resti tra i fondamenti del patrimonio artistico e culturale del nostro paese. In Occidente come in Oriente, contemplando Cristo e sua Madre nella gloria, si vede il traguardo cui tutti noi siamo chiamati, se ci lasciamo sanare e trasfigurare dallo Spirito Santo. La liturgia e l’icona ci permettono di riconoscere presente il mistero della vita di Gesù attraverso la memoria, che diventa tradizione nella preghiera.
La Mostra verrà inaugurata alle ore 18,00 e sarà introdotta alle 16,30 dalla Conferenza sul tema: "Icona, arte della Chiesa indivisa. Testimonianze della tradizione iconica tra Bisanzio e l'Italia". Relatori: S.E. P.Giovanni Scanavino (Vescovo di Orvieto-Todi)e la Dott.ssa Parravicini (Presidente Ass. Russia Cristiana)
Musica
· Gordon College Wind Ensemble “Gran Concerto per Corpus Domini” - Giovedì 22 Maggio, Duomo di Orvieto ore 21.30
Iª parte “Musica liturgica contemporanea per orchestra” - Martin Mailman
IIª parte “La Divina Commedia”- Robert W. Smith - (Voce Narrante: Gianluca Foresi)
IIIª parte “Variazioni su Maria” - Carol Barnett
La Gordon College Wind Ensemble è la più grande banda strumentale dell’Università di Gordon. E’ un’orchestra selezionata di musicisti provenienti dal Dipartimento di Musica e da altre facoltà del College. L’ensemble propone un repertorio variegato che spazia dalle composizioni classiche per fiati, alle marce, fino alle trascrizioni per orchestra e alla musica sacra.
David Rox, direttore d’orchestra, è il fondatore e direttore della Gordon Colleg Wind Ensemble.
Concerto di Angelo Branduardi - Duomo di Orvieto, 18 Maggio 2008 ore 21.30 - (presenta Pino Strabioli) - Ingresso libero
“La musica, come la conosciamo noi in Occidente, oggi è come il rumore del traffico: ci accorgiamo che esiste solo quando smette. Eppure, decine di migliaia di anni fa, quando la musica è nata, era strettamente legata alla spiritualità.
I primi musicisti erano sciamani. Persone elette capaci di comunicare «col sopra». In parte, lo sono ancora adesso. Anche se le culture hanno avuto sviluppi musicali diversissimi. Nessuno, per esempio, in Africa va a sentire una «Messa da requiem» se non c’è un morto. Per loro - e per tante altre culture extraeuropee - la musica è strettamente legata alla quotidianità. Ne è un’espressione profonda. Non "solo" compagnia o divertimento. E neppure "solo" arte. Questo cambiamento nella cultura europea risale a 150 anni fa. Prima con Mozart e poi con Beethoven la musica si è allontanata dalla vita di tutti giorni per diventare arte. Eppure, ed è questa la vera forza della musica, non ha smesso di produrre capolavori carichi di spiritualità. Anzi: in particolare, la musica sacra europea ha toccato vette altissime, che hanno travalicato i confini umani. Per questo io non ho dubbi: la musica sacra è la più bella musica che ci sia mai stata in Occidente. Peccato che oggi solo Arvo Pärt riesca a dire cose ancora straordinarie con la musica sacra. Non sono pessimista, ma realista. Al punto da credere che perfino la cosiddetta musica leggera, che ormai è diventata un rumore ripetitivo, abbia in sé una potenza enorme. Se solo non si limitasse a cercare il facile consenso radiofonico potrebbe essere espressione viva della nostra vita reale e persino trascendere il quotidiano…Nel nostro tempo, invece, sembra che i musicisti «sciamani», capaci di comunicare col trascendente, non riescano più ad elevare l’anima. Propria e altrui.” Angelo Branduardi (Tratto da “Avvenire” del 26/03/2006)
Teatro
· “E USCI’ A SEMINARE – GESU’ E LE SUE PARABOLE”
Teatro di figura itinerante, burattini e attore-narratore con musica dal vivo.
Per adulti e bambini.
- 23 Maggio 2008, Chiesa di San Giovanale ore 18.30
- 24 Maggio 2008, Atrio del Palazzo dei Sette ore 18.30
- 25 Maggio 2008, Teatro “Tirso de Molina”-Villa Mercede ore 17.00
Gesù ha inventato le parabole per chiarire il suo messaggio, soprattutto ai “piccoli”, ma ha anche precisato che il suo discorso in parabole può essere un modo per nascondere il mistero del regno ai superbi, ai suoi ostinati oppositori.
“Le parabole costituiscono senza dubbio il cuore della predicazione di Gesù. Al di là del mutare delle civiltà, esse ci toccano ogni volta di nuovo per la loro freschezza e umanità. Nelle parabole sentiamo immediatamente la vicinanza a Gesù, al modo in cui visse e insegnò, ma allo stesso tempo succede anche a noi quello che succedeva ai contemporanei di Gesù e ai suoi stessi discepoli: dobbiamo sempre di nuovo chiedergli che cosa ci vuole dire con ognuna delle parabole.”
Lo stesso Gesù non è solo il seminatore delle parabole, ma il seme che muore e porta frutto solo morendo, perché contraddice fortemente l’opinione comune e le abitudini correnti. Con le parabole Gesù getta un “ponte” tra la nostra realtà e quella più lontana di Dio.
“Per mezzo delle realtà comuni Gesù vuole indicarci il vero fondamento di tutte le cose e così la vera direzione che dobbiamo imboccare nella vita di tutti i giorni. Egli ci mostra Dio, non un Dio astratto, ma il Dio che agisce, che entra nella nostra vita e ci vuole prendere per mano. Ci trasmette una conoscenza impegnativa, che non ci porta solo e anzitutto nuove cognizioni, ma cambia la nostra vita. È una conoscenza che ci reca un dono: Dio è in cammino verso di noi. Ma è anche una conoscenza che ci chiede qualcosa: credi e lasciati guidare dalla fede.”
(Benedetto XVI, Gesù di Nazareth)