Per suo espresso desiderio, riposerà nel Cimitero Monumentale di Orvieto.
I funerali domani a Roma in Santa Maria dei Miracoli. La salma giungerà al Cimitero di San Lorenzo in Vineis intorno alle ore 16,00 e sarà accolta dal Sindaco e dagli altri rappresentanti dell'Amministrazione Comunale.
COMUNICATO STAMPA n. 299/08 G.M. del 08.05.08 E’ morto lo scrittore Luigi Malerba.
· La salma verrà tumulata nel Cimitero Monumentale di Orvieto dove, domani intorno alle ore 16,00 sarà accolta dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale.
· nel 1986 collaborò alla stesura dell’Appello degli Intellettuali per la salvezza di Orvieto.
Questa notte alle 04 nella sua casa romana, è morto lo scrittore e giornalista Luigi Malerba.
I funerali si svolgeranno domani alle ore 12 nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli in Piazza del Popolo a Roma.
Per espresso desiderio dello scrittore, la salma verrà tumulata nel Cimitero Monumentale di Orvieto dove, intorno alle ore 16,00 di domani sarà accolta dal Sindaco, Stefano Mocio e dagli altri rappresentanti dell’Amministrazione Comunale.
Luigi Malerba (pseudonimo di Luigi Bonardi) nacque a Berceto sull’Appennino parmense nel 1927. E’ stato uno dei maggiori e più tradotti scrittori italiani del Secondo Novecento.
Dopo essersi laureato in giurisprudenza, si dedicò al giornalismo, alla narrativa, alla sceneggiatura cinematografica e televisiva scrivendo testi per il cinema e la televisione e numerosi libri per ragazzi tradotti in tutto il mondo, come i suoi romanzi e i racconti.
A Parma, negli anni cinquanta, diresse la rivista di cinema “Sequenze”.
Nel 1963 pubblicò La scoperta dell’alfabeto, nel 1966 Il serpente, nel 1968 Salto mortale (1970), Le rose imperiali (1974), Il pianeta azzurro (1986), Il fuoco greco (1990), Le pietre volanti (1992).
Per la critica ricordiamo Le parole abbandonate (1977) e Che vergogna scrivere (1996). Per i ragazzi scrisse con Tonino Guerra la serie di Millemosche (poi raccolta in volume dal titolo Storia dell’Anno Mille, 1970), Storiette e Storiette tascabili (1994), Le galline pensierose (1980). Nel 1978 pubblica per Einaudi Il pataffio. Tra le ultime opere La composizione del sogno (2002) e Il circolo di Granada (2002).
Nel formulare alla famiglia le più sentite condoglianze, l’Amministrazione Comunale di Orvieto tutta così lo ricorda:
“Il legame fra Luigi Malerba e la Città di Orvieto risale agli anni ‘60/’70 quando egli scelse di vivere nella campagna orvietana, diventando l’iniziatore e per molti aspetti favorendo successivamente l’avvicinamento ad Orvieto di una lunga serie di importanti personalità della cultura italiana e non solo. Verso Orvieto, Luigi Malerba si rapportò manifestando sempre un interesse che era da cittadino acquisito e guardando alla città e al suo futuro, preoccupato della qualità delle cose che vi si realizzavano.
In questo senso, Luigi Malerba svolse una attiva partecipazione collaborando alla stesura dell’Appello degli Intellettuali per la salvezza di Orvieto nel 1986. Si fece parte attiva perché altri importanti intellettuali lo firmassero - allora era in discussione la legge 545 approvata nel 1987 che avrebbe poi consentito il risanamento definitivo della Rupe (stanziava infatti 180 miliardi di lire fino al 1990, a favore della Regione Umbria, di cui 115 mld per Orvieto e 65 mld per Todi ed altri 120 mld a favore del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali per il risanamento del patrimonio storico-artistico della città).
A quell’appello risposero 100 fra i più importanti intellettuali italiani, e quel contributo significò moltissimo per sbloccare la legge. Malerba svolse verso Orvieto una azione di attenzione, partecipazione, amore e impegno tipico dell’intellettuale consapevole del fatto che nella città si stava facendo qualcosa di molto importante.
E’ degli anni ’80, inoltre, il Convegno “Scrittura Lettura” che fu organizzato dal Comune di Orvieto a cui parteciparono oltre a Malerba, i più importanti intellettuali del gruppo ’63 le da Arbasino a Guerrazzi, Sanguineti, Moravia”.