Per fare il punto su: accordo di programma Regione-ASL-Comune, futuro Palazzo della Salute e situazione socio-sanitaria di Orvieto.
COMUNICATO STAMPA n. 295/08 G.M. del 07.05.08 Giornata di lavoro ad Orvieto per l’Assessore alla Sanità, Maurizio Rosi e il Direttore Generale dell’ASL 4, Imolo Fiaschini.
· È stato fatto il punto sull’Accordo di Programma Regione-ASL-Comune, sulla realizzazione del Palazzo della Salute e sulla situazione socio-sanitaria di Orvieto.
Al termine di una mattinata di lavoro all’Ospedale “Santa Maria della Stella” comprendente il sopralluogo al futuro Palazzo della Salute nell’ex mensa della caserma, l’Assessore Regionale alla Sanità, Maurizio Rosi ha fatto il punto con il Sindaco, Stefano Mocio, il Direttore Generale dell’ASL 4, Imolo Fiaschini ed i collaboratori Mario Sargenti, Responsabile del Distretto 3 e il Direttore Amministrativo, Roberto Filistauri rispetto all’Accordo di Programma Regione-ASL-Comune, alla prossima realizzazione del Palazzo della Salute e alla situazione socio-sanitaria di Orvieto.
“E’ stata una mattinata di lavoro molto importante – ha detto ai giornalisti il Sindaco, Stefano Mocio – che ci ha permesso di fare il punto sulla situazione del piano attuativo di riconversione dell’Ospedale e sulle fasi previste nell’accordo di programma del luglio 2007 rispetto al nuovo modello di gestione dell’Ospedale. Abbiamo preso atto con soddisfazione dei numeri positivi che il Direttore Generale ci ha comunicato rispetto ai vari reparti e al funzionamento dell’Ospedale nel suo complesso, numeri che sono di stimolo per fare bene e meglio per il futuro. Vale la pena ricordare, infatti, che tra il 2004/2005 la situazione era ben diversa con uno stillicidio di operatori che si trasferivano altrove. Di questa tangibile inversione di tendenza ringraziamo l’Assessore Rosi che ha mantenuto gli impegni assunti nella conferenza programmatica del luglio scorso e che hanno permesso di avviare il nuovo modello di gestione del Santa Maria della Stella. Con l’Assessore abbiamo effettuato, inoltre, un sopralluogo nella palazzina ex mensa della caserma Piave, in quella che sarà la futura nuova e moderna sede del Distretto n. 3 o Palazzo della Salute. Abbiamo verificato l’area, le possibilità tecniche di sviluppo della stessa in termini di parcheggi e di aumento di ambulatori secondo gli standard attuali e con la possibilità di prevedere più presenze mediche, così come da tempo viene chiesto per il centro storico in una logica di riequilibrio fra territorio e Ospedale. Un intervento quello del Palazzo della Salute, che rientra nel lavoro di riorganizzazione del centro storico che deve tornare ad essere motore di sviluppo della città in termini di aumento dei residenti e delle sue funzioni”.
Il Direttore Generale dell’ASL n. 4, Imolo Fiaschini ha fornito invece i numeri dell’Ospedale, ovvero “dopo un andamento altalenante dei primi sei/sette mesi del 2007, negli ultimi 4-5 mesi dello stesso anno i dati sono in forte aumento; inoltre, nei primi tre mesi del 2008 – ha detto - questa tendenza si conferma, quindi su base annua, il 2008 si caratterizzerà per il superamento dell’obiettivo base che ci eravamo dati. Questo significa che per la medio-bassa specialità non si mandano altrove i residenti, mentre per l’alta specialità c’è la capacità di attrarre utenza, specie tra i residenti nell’Alto Lazio. Le metodologie messe in atto riguardano i gruppi oncologici misti entrati a regime attraverso accordi con l’Azienda Ospedaliera di Terni e con la messa in atto di una ulteriore convenzione con Azienda Ospedaliera di Perugia per un esperto senologo-oncologo. In questi giorni si sta completando il collegamento il tra 6° e 7° piano del presidio ed entro la fine dell’estate - come preventivato - saranno ultimati tutti i lavori in affidamento al fine di chiudere il piano di riordino entro la fine dell’estate”.
“Tutto questo è stato possibile grazie alla grande collaborazione di tutto il personale dell’Ospedale – ha aggiunto – cioè anche da parte delle figure di alta specialità provenienti da altre Aziende che hanno compreso la svolta e la funzione dell’Ospedale di Orvieto, senza porre troppe problematiche né inutili gelosie. L’intervento di specialisti provenienti dall’alta specialità non può che essere condiviso, infatti, come una opportunità di crescita per tutti. Stiamo inoltre sperimentando la diagnostica interdentistica e lo sviluppo della chirurgia mininvasiva. Per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi di territorio e le sue prospettive di sviluppo, dopo la conferma del Dr. Sargenti quale riconoscimento del lavoro fatto nel triennio precedente, sono già pronti per l’approvazione dell’Assemblea dei Sindaci altri atti; stiamo lavorando per macro-obiettivi di mandato, sperando che i finanziamenti vengano confermati dallo Stato. Da ultimo, desidero sottolineare l’importanza di sistemare le nostre strutture sparse nella città in una posizione unica presso l’ex Piave, operazione che ci permette di ottimizzare la gestione facendo anche economie di scala in una struttura, peraltro, che ben si presta ad interventi perfettamente in linea con gli standard attuali dei servizi e della tutela della privacy degli utenti. La situazione dello scalo, nota da decenni, sarà superata con una soluzione che dovrà evolvere in un completo rinnovamento dei locali”.
“Desidero ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Orvieto per la collaborazione istituzionale che fra Regione e Comune si è ristabilita dopo momenti difficili – ha detto l’Assessore Regionale alla Sanità, Maurizio Rosi - infatti, lavorare insieme è molto importante sia per affrontare i problemi dell’Ospedale in quanto tali, sia per costruire e stabilizzare il suo ruolo in ambito regionale. Anche grazie al ruolo determinante del Comune, oggi c’è un Ospedale dove molto è stato cambiato, ma soprattutto c’è un presidio ospedaliero di valore regionale. I dati ci stanno dando ragione, i protocolli relativi ai controlli sugli screening di massa, anche. Non tutti avevano questa fiducia nel futuro. Ovviamente non ci sediamo sui risultati ma dobbiamo continuare a lavorare. La medicina del territorio e la prevenzione sono elementi ancora più importanti rispetto al momento della cura, nel senso che se i cittadini hanno stili di vita consoni, si ammalano di meno. In questo senso rimarco la collaborazione con il Comune, giacché la ex caserma Piave risponde perfettamente alle esigenze e funzioni del Distretto. Nei progetti regionali abbiamo individuato quella struttura per la collocazione di alcuni servizi oggi molto diffusi nella città, come ASL acquistiamo un bene prezioso dove collocheremo la medicina territoriale adatta alla prevenzione che i cittadini apprezzeranno in maniera particolare. Avere un progetto e un programma di questo tipo come comunità regionale e locale è un punto di orgoglio. Personalmente mi auguro di poter completare rapidamente la realizzazione del Palazzo della Salute nel senso che la Regione intende acquistarlo il più velocemente possibile – la proprietà verrà acquisita a giorni - per poi procedere alla realizzazione di un progetto da cantierare rapidamente. L’accordo di programma firmato con il Comune in questo senso è già un fatto e i soldi ci sono”.
L’ultimo passaggio del suo intervento l’Assessore Rosi lo ha dedicato alla politica nazionale, ovvero: “nella sanità e nel sociale siamo abituati al fatto che la gente, giustamente, non si convince con le illusioni mediatiche. I cittadini hanno diritto ai fatti, non alle chiacchiere. Quindi, la sanità non dovrà indietreggiare rispetto ai finanziamenti che abbiamo avuto rispetto al livello nazionale, con il passato governo. Il nuovo corso della politica nazionale dovrà metterci in condizione di completare tutto questo. Per quel che riguarda la Regione Umbria e le mie funzioni, esprimo la completa soddisfazione per quello che è stato fatto finora rinnovando l’attenzione, la dedizione e l’impegno che Orvieto merita. In questo territorio c’è una forte presenza di anziani, quindi c’è la questione dell’applicazione della legge per i non autosufficienti, serve di garantire all’ASL investimenti per l’assistenza ai non autosufficienti (il precedente governo aveva messo i finanziamenti), serve più assistenza domiciliare ed una maggiore attenzione agli anziani anche dentro l’Ospedale, viste ormai le elevate aspettative di vita delle persone. Ma tutto questo non si può fare con i soli finanziamenti della Regione e dell’ASL”.