Questa mattina presso la sala consliare, tra il Comune di Orvieto, l'Opera del Duomo, la Fondazione per il Museo Claudio Faina e l'Associazione "Lea Pacini".
COMUNICATO STAMPA n. 274/08 G.M. del 29.04.08 Nasce il Sistema Museale di Orvieto: Oggi in Comune, è stato firmato il Protocollo d’Intesa.
· Se ne parlava già nel 1952, quindi “il 29 aprile 2008 è un data storica” hanno detto i rappresentanti del Comune, dell’Opera del Duomo, della Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e dell’Associazione “Lea Pacini”.
Questa mattina alle 12,00 presso la Sala Consiliare del Comune, il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, il presidente dell’Opera del Duomo, Francesco Venturi, il presidente della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”, Isidoro Galluccio e il presidente dell’Associazione “Lea Pacini”, Cesare Paolo Cingolani, hanno firmato il Protocollo d’Intesa per il Sistema Museale di Orvieto.
All’atto formale della sottoscrizione del protocollo hanno partecipato il rappresentante della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, Paolo Bruschetti e la stampa.
Del Sistema Museale di Orvieto se ne parlava già nel 1952, quindi quella del 29 aprile 2008 è a buon diritto un data storica. Lo hanno sottolineato nei vari interventi che hanno preceduto la sottoscrizione formale del protocollo, i vari rappresentanti istituzionali.
“L’atto odierno – ha dichiarato il Sindaco, Stefano Mocio – è di per se un evento perché finalmente intorno ad un tavolo si materializza il lavoro di raccordo che tutte le principali istituzioni cittadine pubbliche e culturali hanno compiuto, ragionando insieme e condividendo i contenuti di un protocollo d’intesa su un pezzo fondamentale della città quello del Sistema Museale, tema che per molti decenni è stato al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori con convegni, seminari e documenti. Oggi ringrazio queste istituzioni per il lavoro che sono riuscite a concludere. Non nascondo che quella di creare un Polo Museale completo in Piazza del Duomo fosse ormai un sogno, ma questo oggi potrà avvenire in un quadro di riferimento chiaro per tutti gli Enti sottoscrittori, i quali hanno avuto come interesse primario quello di una intera città. Oggi siamo in grado di realizzare le condizioni per mostrare l’identità culturale di Orvieto. Tema molto sentito questo dell’identità nella società della globalizzazione e che anche ieri è emerso nel dibattito del Consiglio Comunale in sede di approvazione del protocollo d’intesa. Tutti abbiamo convenuto che in una società fortemente globalizzata, la chiave di svolta è l’identità di un territorio, come lo sono le produzioni materiali e immateriali, soprattutto immateriali come è nel caso della cultura”.
“Il protocollo d’intesa – ha aggiunto il Sindaco – consentirà di razionalizzare ed amplificare al tempo stesso l’offerta culturale. Mantenere un museo, infatti, non è semplice e il risparmio di risorse potrà essere reinvestito nella cultura. Oggi ci sono però le condizioni condivise per creare su Piazza Duomo due poli museali: uno che integrerà i beni del Museo Emilio Greco e quelli del Museo dell’Opera del Duomo, il secondo che legherà i beni della Fondazione Faina (che è poi il Comune di Orvieto) con i beni del Corteo Storico; questi ultimi avranno una location nel complesso di Palazzo Faina da adibire in alcuni appartamenti anche a Laboratori, perché la volontà dell’Associazione ‘Lea Pacini’ è quella della valorizzazione dell’aspetto identitario dell’artigianato orvietano che ha creato quel ricco patrimonio di costumi e complementi del Corteo Storico, di cui va ripreso e rilanciato il significato, perché quel lavoro paziente di artigiani e artigiane continui ancora nel tempo. Su Piazza del Duomo, il Museo Emilio Greco costituisce l’ultimo segno contemporaneo della committenza d’arte compiuta dell’Opera del Duomo nel Novecento, ci piace sottolineare in questo caso la completa condivisione che la famiglia dell’artista e la figlia Antonella hanno avuto per questa intesa, che da un lato rispetta il legato testamentario dell’artista – l’esposizione in un contenitore storico in piazza Duomo accanto alle celebri porte della cattedrale – e dall’altro, concorre a creare una lettura più organica dell’opera del Maestro più vicina a noi, da cui si dipanerà poi il percorso a ritroso nella storia più antica del Duomo, letta attraverso il suo patrimonio artistico, questa soluzione, infine, darà al Museo Greco un nuovo ruolo a cui dovrà corrispondere una maggiore affluenza di pubblico. Altro elemento significativo è quello che riguarda la disponibilità in favore del Comune dei locali di Palazzo Crispo quale futuro accesso al Parco Archeologico Ambientale, operazione resa possibile grazie ad una ampia collaborazione fra il Ministero dei Beni Culturali, la Soprintendenza Archeologica dell’Umbria ed il Comando Regionale della Guardia di Finanza”.
“Superate tutte le difficoltà e partigianerie fra i vari Enti, dunque – ha concluso il Sindaco – oggi conquistiamo tutti insieme un risultato importante che apre una fase nuova molto stimolante che conferisce autorevolezza ad una classe dirigente che dimostra di essere tale se risolve i problemi, senza soffermarsi sui particolarismi”.
“L’accordo che viene sottoscritto – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura, Giuseppe Maria Della Fina – ha ottenuto in Consiglio Comunale una dimensione più ampia di quella dell’attuale maggioranza e questo ci fa particolare piacere. Direi che con questo Protocollo d’Intesa, costruiamo l’hardware del Sistema Museale di Orvieto, ma ora dobbiamo costruirne il software. Per questo ci siamo dati delle scadenze che intendiamo rispettare in tempi ragionevoli. Per una volta abbiamo progettato insieme e questo è un buon punto di partenza. Tutti i progetti cui fa riferimento il protocollo sono effettivamente realizzabili. L’intelaiatura dell’accordo quadro potrà vedere coinvolti altri interlocutori pubblici e privati”.
“L’accordo si conclude dopo aver compiuto una visione d’insieme fra tutte le istituzioni coinvolte – ha detto il Presidente dell’Opera del Duomo, Francesco Venturi – e ciò accade dopo decenni di questioni irrisolte – se ne parlava già nel 1952 – segnate da scarso dialogo fra le istituzioni. La novità principale dell’accordo, quindi, è proprio questa: trovare una soluzione condivisa da tutti. Man mano che siamo andati avanti, ci siamo accorti che l’Opera del Duomo non aveva interessi disgiunti da quelli del Comune, che non c’erano limitazioni alle esigenze ed interessi dei due enti, anzi, al contrario l’integrazione risolveva dei problemi sia per l’uno che per l’altro ente. Ad esempio, negli ultimi tre anni malgrado l’apertura di alcune sale del Museo dell’Opera del Duomo, avevamo degli impedimenti nell’apertura completa. Con questo accordo, invece, per l’Opera del Duomo si apre la possibilità concreta di realizzare un percorso museale che offrirà ai visitatori una visione incredibilmente ampia della cultura presente in piazza Duomo, un percorso a ritroso nel tempo per vedere e godere delle varie committenze fatte dall’Opera del Duomo, fino ad arrivare agli albori del Duomo, fino ai sotterranei. Una proposta decisamente innovativa del settore museale collegato al Duomo da godere appieno e reso possibile grazie alla disponibilità di più sale, senza l’aggravio di altri costi e spese. Dunque, una soluzione ideale per ottimizzare la gestione del patrimonio. Nel contempo il Comune non rinuncerà al Museo Emilio Greco che avrebbe costituito una perdita per tutta la città, e che potrà viceversa essere nuovamente valorizzato”.
“Desidero ringraziare il Sindaco e gli Amministratori che hanno avuto la capacità di portarci a raggiungere questo risultato – ha dichiarato il presidente della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”, Isidoro Galluccio. La Fondazione da tutta la sua completa, convinta e consapevole disponibilità alla realizzazione di un programma di valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale. Una collaborazione che sarà totale per mandare a compimento il progetto nel più breve tempo possibile”.
“Il Ministero per i beni Culturali e la Soprintendenza Archeologica dell’Umbria salutano con favore accordi tesi a rendere sempre più fruibile il patrimonio artistico – ha detto Paolo Bruschetti, in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Pur non essendo direttamente coinvolta nel Protocollo d’Intesa, la Soprintendenza ha accettato di buon grado di cedere alcuni locali di nostra proprietà presso Palazzo Marciano Crispo di cui sin dagli anni Venti e Trenta del Novecento si parlava come sede del Museo Archeologico Nazionale. Da parte del Ministero ci sarà la condivisione di tutto quello che è sottoscritto nel programma e a questo proposito vorrei ricordare come l’esperienza della ‘Carta Unica’ abbia permesso di attivare il 50-60% in più dei visitatori del patrimonio di questa città. L’auspicio quindi è quello di proseguire sulla strada della sinergia fra Enti”.
“Ringrazio e riconosco la grande disponibilità e buona volontà del Sindaco e dell’Assessore con cui collaboriamo, come pure la disponibilità dei presidenti dell’Opera del Duomo e della Fondazione Faina che hanno mostrato attenzione e lungimiranza verso la formazione del Museo dei costumi del Corteo Storico – ha affermato Cesare Paolo Cingolani, presidente dell’Associazione ‘Lea Pacini’. Concordo sul fatto che quella di oggi è una giornata importante proprio per l’atteggiamento di apertura che dimostrano le varie istituzioni le quali ‘aprono i loro portoni’. Dal nostro punto di vista con il Protocollo d’Intesa si va a risolvere uno dei più grandi problemi che è quello della pubblicizzazione del Corteo Storico, della sua fruizione durante tutto l’arco dell’anno anche con iniziative collaterali, della valorizzazione dell’artigianato della nostra città e della competenze e passione che ebbe la Signora Lea Pacini per questa sua creatura. Questo protocollo ci da una spinta maggiore per avere una sede stabile che ci permetterà di tramandare le arti e le capacità artigianali di tanti maestri artigiani che hanno fatto grande il corteo storico”.