Il Sindaco puntualizza ai cittadini gli aspetti della vicenda sollevata nei giorni scorsi da una testata on-line locale, nell'ambito più generale della inchiesta del Pm di Potenza sul Ministero dell'Ambiente.
COMUNICATO STAMPA / REPLICA n. 221/08 G.M. del 10.04.08 Replica del Sindaco a notizie di stampa sulle possibili connessioni tra la nomina di Stanislao Fella alla presidenza di RPO e l’ipotesi di realizzare impianti a biomasse nel nostro territorio.
In relazione all’articolo della testata on-line “Orvietonews.it” dal titolo “Pesanti accuse su Pecoraio Scanio. Nel caso il nome del Presidente di RPO” del 4 aprile u.s., il Sindaco, Stefano Mocio replica ai sensi della legge sulla stampa alla testata in questione, e puntualizza pubblicamente ai cittadini alcuni aspetti della vicenda al fine di fare chiarezza su un tema di interesse generale come la funzione di RPO per il futuro dell’ex caserma e della città.
“Rispondo - scrive il Sindaco - al ‘teorema’ (o ‘azzardo’) del redattore in merito alle possibili connessioni tra la nomina ‘dell’uomo di destra’ Fella ad RPO e l’ipotesi di realizzare impianti a biomasse nel nostro territorio. Replico facendo una breve premessa metodologica. Ero (e sono tutt’ora convinto) che fra i compiti più urgenti ci sia quello di concorrere a creare le condizioni per cui, anche ad Orvieto, dalla critica fine a se stessa si debba passare al confronto costruttivo. E’ un obiettivo fondamentale che tutti noi dobbiamo cercare di raggiungere, per uscire dal provincialismo e per superare i nostri vecchi vizi. Non si può pensare di crescere evitando di indignarsi per l’uso che taluni fanno di ‘polpette avvelenate’, atte ad abbattere il nemico (purtroppo non ancora considerato come avversario), che non si riesce a ‘battere’ sul piano della democrazia. Ed è proprio per la volontà di concorrere ad una fase più matura della nostra vita politica che ho ritenuto opportuno accettare, in passato, atteggiamenti spesso scomposti, perché nessuno deve avere paura di criticare, anche pesantemente, il Sindaco o qualsiasi altro amministratore. Ed è per questo che ho evitato di replicare ai tanti attacchi che ho ricevuto in questi quattro anni di mandato; attacchi che, ricordo, sono iniziati già nel primo Consiglio Comunale quando, più o meno, si disse che se la sinistra era riuscita a eleggere me sarebbe stata in grado di eleggere chiunque. Da allora, talvolta vengo dipinto come persona debole, altre volte, come in questo caso, in grado di ordire azioni politiche così raffinate da mettere insieme uomini, impianti industriali e progetti per la riqualificazione della ex Caserma Piave. Ricordo a me stesso quando all’indomani del mio fermo no alla cava di Benano, vista la poca credibilità che avrebbero avuto attacchi sulla mia rettitudine, si scelse la strada dell’attacco alla mia famiglia ed ai miei affetti. Attacchi che se fossero stati indirizzati ad una famiglia meno solida avrebbero potuto creare grandi problemi. Io continuo a rifiutarmi di credere che questa sia la modalità di confronto a cui deve aspirare una città civile come la nostra. E lo dico confortato dall’atteggiamento della stragrande maggioranza dei nostri concittadini, quelli che ogni mattina si alzano presto per andare al lavoro o per accudire la propria famiglia, che da tanti anni ho il piacere di incontrare in Comune ed, in questi giorni, nel giro che sto conducendo nelle Frazioni e nei Quartieri, per insediare i Consigli di Zona. Anche per chi, come me, è per il diritto di critica, anche aspro, c’è, però, un limite: quello di mettere in dubbio l’onestà intellettuale e morale del prossimo, peraltro senza diritto di replica. Un metodo, questo, che non mi pare particolarmente democratico! E’ il caso dell’’azzardo’”.
“Chiedo al redattore dell’articolo – prosegue il Sindaco - come farà a sostenere il suo gravissimo ‘teorema’:
- se i suoi lettori scoprissero che l’incarico conferito ‘all’uomo di destra’ Fella fosse molto precedente a quello affidatogli al Ministero dell’Ambiente?
- se i suoi lettori scoprissero che la decisione di realizzare impianti a biomasse delle dimensioni indicate per questo territorio non fosse di competenza del Ministero dell’Ambiente, ma magari della Provincia o della Regione?
- se i suoi lettori scoprissero che la tipologia dei progetti presentati per la riqualificazione della Caserma Piave non avessero attinenza con (non so che cosa) del Ministero dell’Ambiente?
Come farà a giustificarsi di fronte ai suoi lettori sul fatto che sarebbe bastata una telefonata per scoprire che:
· Fella è diventato Presidente di RPO a maggio 2007 mentre è stato nominato in una delle tante commissioni ministeriali soltanto ad ottobre o novembre 2007.
· una eventuale centrale a biomasse, se si decidesse di realizzarla e se ci fossero le condizioni per realizzarla, sarebbe autorizzata sulla base del decreto legislativo 387/2003 dalla Regione Umbria che a marzo 2008 ha delegato la Provincia di Terni al rilascio dell’autorizzazione unica.
· nessuna delle proposte presentate per la riqualificazioni della Piave fanno capo al Ministero dell’Ambiente o sono riconducibili ad attività ad esso demandate.
Magari…. fosse stato possibile avere una compartecipazione statale qualificata nella riconversione della Caserma Piave, per esempio, nel campo della formazione ambientale o della sicurezza stradale!
Debbo dire che un tentativo ‘molto oscuro’ (annunciato soltanto…con conferenze presso il Comune di Orvieto e presso la Camera dei Deputati!) c’è stato. Ed è stato, ed è ancora, quello di poter portare ad Orvieto la costituenda agenzia sulla sicurezza stradale. Insomma, provare a diventare come Parma che ospita l’Agenzia alimentare europea, sarebbe grave? Questa candidatura mi sono permesso di presentarla a tutti i rappresentanti del Governo e delle Istituzioni con cui ho potuto parlare a Roma o ad Orvieto, compreso il Ministro dell’Ambiente che, ad Orvieto, al termine di un’iniziativa per la nascita della nuova formazione elettorale a cui ha aderito, ha accettato di incontrare il Sindaco. Si, perché progetti di agenzie statali, in altri Paesi Europei, sono rese possibili dalla sinergia di più ministeri; ma si sa noi siamo in Italia, e dobbiamo limitarci a dire di NO e ad agitare fantasmi mentre gli altri Paesi europei, che fino agli inizi degli anni ’90 erano dietro di noi, ci salutano con la ‘manina’ alzata. Incontri che ho fatto senza illusioni, cosciente di essere il Sindaco di una città sicuramente molto bella ma che non ha certo milioni di abitanti e convinto che le nostre proposte saranno fra le tante pervenute al Governo da parte di migliaia di Sindaci. Credo, però, che l’essere ascoltati, anche da Ministri il cui partito a livello locale è all’opposizione, è apprezzabile segno di attenzione istituzionale. Ora non capisco perché agitare fantasmi, o teorizzare cose di cui la città è tenuta all’oscuro. Quali cose? Peraltro tutti gli atti che noi assumiamo, metodologicamente (e credo in modo innovativo) vengono prima discussi ed approvati dal Consiglio Comunale come linee di indirizzo del Sindaco.
“Credo che con quell’articolo pieno di insinuazioni – continua il Sindaco - si sia superato il limite oltre il quale il diritto di critica diventa qualcos’altro. La città non può certo rimanere con il dubbio che ad Orvieto possano avvenire le cose da lì teorizzate o azzardate, perché se questo fosse vero starebbe avvenendo qualcosa di grave, di inquietante. Ed allora, usando il metodo che ho utilizzato in passato per altri dubbi che furono adombrati su pratiche urbanistiche, ritengo utile sottoporre tutti questi aspetti alla Procura della Repubblica. Lo faccio non contro qualcuno ma perché non ci possono essere incertezze sull’operato di nessuno, soprattutto in un momento in cui l’Amministrazione è chiamata a completare i propri programmi e gli interventi pubblici già finanziati”.
“Voglio ribadire - conclude il Sindaco - cosa mi abbia ‘spinto’ a nominare ‘l’uomo di destra’ Fella a Presidente di RPO. Il Sindaco non è ‘spinto’ nelle sue scelte da nessuno, se non dalle proprie valutazioni. Nessuno, credo, possa disconoscere, anche per il mio curriculum, il fatto che io sia anche soggetto politico. Sono stato Amministratore, ma anche segretario politico ed, in passato, anche animatore di una lista civica. L’ho fatto per passione, visto che non ho mai fatto della politica la mia professione. Tutte le mie azioni sono state rivolte:
- a concorrere a creare le condizioni per la nascita ad Orvieto, prima che in Italia, del Centro Sinistra;
- ad evitare che ad Orvieto rimanesse in piedi una sorta di muro di Berlino da guerra fredda per cui i cittadini, i professionisti, i giovani, le migliori energie cittadine dovessero essere classificate sulle basi delle vecchie categorie del Novecento (destra e sinistra, cattivo e buono…);
- a scongiurare che la nuova formazione politica, il Partito Democratico, in cui credo e mi sto impegnando, non fosse la “cosa 3” o la “cosa 4”, ma un Partito post-ideologico dove potessero avere dignità anche laici e cattolici che non vengono dalla tradizione della sinistra, compresi tanti “ex di qualche cosa”. In Italia tutti, politicamente parlando, siamo ex di qualcosa, basta riflettere che le discussioni sui “tempi che furono” di tanti nostalgici fanno riferimento a categorie politiche oramai morte e sepolte. Chi vota oggi per la prima volta alle politiche, se non ha studiato la storia, non sa nemmeno che la Germania era divisa in due stati, uno comunista ed uno democratico.
Tutte le operazioni politiche inclusive che ho portato avanti con un certo successo e quelle istituzionali, tendenti a valorizzare liberi professionisti validi (anche senza la tessera), vanno in questa direzione. Quella di Fella è altamente simbolica e, capisco che possa aver dato fastidio ad alcuni. Non a caso i critici di allora hanno utilizzato l’evento dell’inchiesta per tornare alla carica per dire che Fella ‘non va’. Per rispondere all’articolo in questione ho atteso di parlare con Stanislao Fella il quale ha confermato di non essere indagato per nessun reato. Con Fella abbiamo anche concordato che una sua eventuale implicazione nell’inchiesta - che ad oggi non c’è! - non sarebbe compatibile con il suo mandato, tecnico, di Presidente di RPO, in un momento in cui si entra nel vivo delle procedure. Sul piano politico, pur non facendomi illusioni, auspico che si possa passare a considerare l’avversario non più un nemico, e poi, per chi vuole continuare a camminare con la testa all’indietro, consiglio l’impegno in formazioni più nostalgiche che, però, sinceramente, non fanno per me”.