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Dopo la vittoria militare e diplomatica del cardinale Egidio Albornoz, i suoi capitani e i suoi vicari non si sentivano tranquilli senza strutture fortificate e, come in tutte le città sottomesse dello Stato Pontificio, anche a Orvieto fu decisa la costruzione di una rocca addossata alla Porta Postierla o Soliana, detta poi Porta Rocca, sul limite estremo orientale della rupe. La prima fortificazione, iniziata nel 1364, fu quasi sicuramente concepita da Ugolino di Montemarte architetto militare dell' Albornoz, la cui famiglia contile aveva possedimenti e castelli nel territorio orvietano - coadiuvato da Giordano Orsini: di forma quadrilatera, con un palazzotto contiguo alla porta e altre strutture di servizio lungo le mura, la rocca era protetta da un fossato con due ponti levatoi. Per la sua edificazione si spianò l’intera contrada di San Martino. Distrutta pochi anni dopo essere stata edificata (1390), una rocca nuova fu ricostruita da Antonio da Carpi sul vecchio perimetro, con l'aggiunta di un rivellino circolare (1450-1452) e completata con la supervisione di Bernardo Rossellino. Nella rocca poi abbandonata, si era costruito un anfiteatro con gradinate e un ordine di palchi usato principalmente per le corse di cavalli, sistemando il resto a giardino pubblico. (Il 19 giugno 1882 vi furono celebrate nell'anfiteatro le onoranze funebri per Giuseppe Garibaldi a pochi giorni dalla sua morte; al centro dell'arena fu installata una statua modellata da Adolfo Cozza che da giovane aveva imparato a scolpire nello studio fiorentino del Dupré). Dell’antica fortezza, oggi giardini pubblici, restano un torrione circolare, la cinta muraria esterna e tre imponenti porte.
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