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Palazzi Medievali

Complesso Palazzi Papali



Palazzo Papale, Palazzo Vescovile, Palazzo Soliano.

Il complesso dei palazzi papali, così definito per il fatto che molti pontefici vi furono ospitati dal 1262 al 1284 (Urbano IV, Gregorio X, Martino IV), è composto da pregevoli edifici, ed è in parte preesistente ed in parte coevo al Duomo.

Palazzo PapaleIl primo edificio partendo da destra è il palazzo del Vescovado vecchio, di antichissima origine, fatto edificare da Benedetto VII nel 977, vicino alla chiesa di Santa Maria Prisca, la cui porta si ritiene sia quella sul lato destro del Duomo, detta porta Soliana. Fu arricchito nel tempo dai papi, dai cardinali e dai vescovi che vi abitarono di ornamenti e di vaste sale, all’interno c’è una cappella ad archi acuti, di cui si possono vedere alcuni resti, mentre all' esterno si possono ammirare le bifore ben visibili su tutta la piazza, e le belle trifore a ogiva poste nella parte dell' edificio più vicina alla cattedrale; identiche sono quelle della parte posteriore dell' edificio che si affaccia sull' orto del palazzo, in via Cesare Nebbia - i cui elementi decorativi, dai capitelli, ai bei quadrifogli, all'ampia fascia a dadi rialzati e ribassati testimoniano la grandiosità dell' edificio e il livello dell' arte orvietana della seconda metà del duecento. Parte dei locali del palazzo è sede del Museo Archeologico Nazionale, dove si possono vedere le due interessantissime tombe Golini I e II (IV sec. a. C.).

Duomo e complesso Palazzi PapaliLa costruzione a partire dall' angolo del lato di fronte è il palazzo del Vescovado, rimesso a nuovo negli anni Sessanta del secolo scorso su un' ala dell' antico palazzo vescovile; ha un aspetto poco suggestivo, ma è interessante testimonianza del modo di intendere il restauro di quegli anni.

Palazzo SolianoContiguo è il palazzo Soliano, detto anche di Bonifacio VIII, costruito secondo alcuni storici per volontà di questo pontefice o, a parere di altri, come segno della riconoscenza degli orvietani verso di lui, che li aveva liberati dall'interdetto e condonati di una grossa multa per i danni arrecati ad Acquapendente e ai castelli della VaI di Lago, parte del patrimonio di San Pietro. Un'ampia scalinata sale all'unica vasta sala dell'edificio, illuminata da dieci aperture gotiche, che doveva servire per ricevere le ambascerie; costruito nel 1296/97 sulla loggia di pianterreno iniziata da Urbano IV, è coronato dai merli guelfi e decorato da un'unica fila di splendide bifore. Nel palazzo è di prossima apertura una sezione del Museo dell'Opera del Duomo, comprendente opere rinascimentali, manieriste e fino a tutto l'ottocento, aperto nel 1822 e chiuso ormai dal 1989; vi si potranno ammirare oltre alle pregevoli tele di Giovanno Lanfranco, Girolamo Muziano, Federico Zuccar, Cesare Nebbia, il Pomarancio, una preziosa raccolta dei disegni di Ippolito Scalza, i disegni di Cesare Nebbia per la trasformazione degli affreschi per la tribuna e, notevoli, le grandi sculture manieriste degli Apostoli e Santi che, situate all'interno del Duomo, furono da qui tolte alla fine del sec. XIX, tra cui la celebre Annunciazione di Francesco Mochi. Nella parte bassa dell'edificio è allestito il museo Emilio Greco, dedicato al grande artista che scolpì le porte in bronzo della cattedrale, dove sono conservate un centinaio di pregevoli opere dell' autore.








 
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